“E’ risorto dai morti! Vi precede in Galilea!” Gesù crocifisso è risorto. Chi si è tutto donato per amore ha vinto la morte! “Vi precede in Galilea! “ Vi precede in una vita da risorti, nella quotidianità. È questa la straordinaria e preziosissima buona notizia che ci raggiunge nella notte della veglia pasquale. Tutto della nostra vita, della quotidianità della nostra vita ha a che fare con la risurrezione di Gesù. Se siamo suoi discepoli ciò che ci sembra banale o tremendamente normale, le nostre relazioni, le nostre scelte, il nostro lavoro, lo studio, la vita in famiglia e nel mondo, gli impegni e le fatiche, le gioie e i dolori, ha a che fare con la risurrezione di Gesù
La buona notizia che ci raggiunge è che possiamo vivere da risorti.
Le donne hanno riferito le parole dell’angelo a persone che stavano vivendo l’esperienza della morte. Nel loro cuore c’erano sicuramente lacrime e disperazione, delusione, dolore, vergogna, senso di colpa, confusione, paura e molto altro ancora.
Proprio per loro l’annuncio “Gesù è risorto dai morti!” “vi precede e vi aspetta in Galilea!”.
Queste parole potevano risuonare nel loro cuore così:
“Gesù, è vivo, ci precede e ci aspetta in Galilea!
Ci vuole ora, proprio noi, veramente vivi!
Via la vergogna, il disprezzo che proviamo per noi stessi; via il dolore, la disperazione; via il senso di colpa, via il peccato del tradimento, del rinnegamento, dell’abbandono; via le lacrime; via il buio, il vuoto, il non senso”.
La risurrezione non era solo qualcosa che riguardava Gesù.
I discepoli hanno fatto loro stessi una esperienza di risurrezione.
Sono stati catapultati in una vita fiorita, gioiosa, piena.
Hanno sperimentato nella loro carne l’inizio di una vita nuova!
Per loro la risurrezione di Gesù non è stata una questione di vedere, toccare un cadavere uscito da un sepolcro ma il poter sperimentare di uscire dai loro propri sepolcri come persone nuove abitate dalla convinzione che l’amore basta, è tutto ciò che serve, è vincente, sbaragliante, creativo!
Per loro la risurrezione è sperimentare un amore che riempie la quotidianità della vita e la trasforma già ora in paradiso.
Nella notte della Santa Pasqua possiamo dire: Veramente il Signore è risorto! Perché anche per noi e in noi la morte è vinta e finalmente amiamo davvero.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo