Raggi che illuminano, voci che si rincorrono, sorrisi, occhi estasiati dal bello dei Piani. E colori, tanti colori, un caleidoscopio che si fonde magico tra il bianco e l’azzurro.
Poi, mentre il sole se ne va aldilà delle montagne “a violentar altre notti”, il buio torna, i colori sfumano, e il bianco impallidisce riflettendo stanco la luce della Luna della Neve.
E’ il ciclo della vita, o il circo della vita, fate voi. C’è chi vola sui trapezi, chi impara a comandare ai leoni, chi fa sorridere piccoli e grandi, chi costruisce piramidi umane dalle quali lanciarsi e chi, semplicemente, cerca di vivere.
Ma fuori da questo circo, ai margini dell’eterno girotondo del quotidiano, vivono, nascoste tra i sentieri dell’imperscrutabile, persone in ginocchio tra il buio e la luce che ad un certo punto del loro viaggio si accorgono di non saper più volare sui trapezi, comandare ai leoni o, semplicemente, come fare per vivere.
Così la luce pian piano si affievolisce e il buio ha il sopravvento, anche lassù, dove tutto sembra rifulgere.
E dove, non per la prima volta, scende il silenzio.
Riccardo Benedetti