Ci sono giornate destinate a restare nella memoria e, se me lo concedete, anche un po’ nella piccola grande Storia di questa Valle, e quella di sabato scorso rientra tra queste.
E ci rientra non perché qualcuno ha vinto qualcosa, ma perché è stata la Valsassina intera a salire su un podio ideale con alcuni dei suoi Valori.
E quali sono questi Valori?
Beh, il primo è la Valsassina stessa, il suo territorio, la sua bellezza attraversata dalla Pioverna, protetta da montagne straordinarie, drappeggiata dal verde scuro dei boschi e da quello estivo di prati e pascoli.

E’ un Valore di cui non siamo stati artefici ma del quale abbiamo l’esclusiva responsabilità. Di conservarlo e, soprattutto, tramandarlo. E, purtroppo, non abbiamo sempre dimostrato di esserne consapevoli e capaci.

Un secondo Valore è la passione per lo Sport, qui da noi innata. Da Premana all’Altopiano ogni giorno centinaia di ragazzi vengono avviati, seguiti, incoraggiati e , soprattutto, “educati” nello Sport. Con loro decine di volontari, allenatori, dirigenti, semplici accompagnatori costituiscono un vero e proprio esercito che scende in campo, corre tra il fango, si arrampica sulle montagne, scia tra pali e binari, pedala, suda in palestra.

Bisognerebbe riuscire, un giorno, a radunarlo tutto questo esercito, così, tanto per far capire a chi ancora non lo sa di cosa stiamo parlando.

E poi c’è un terzo Valore, e qui, lo sostengo sia con il cuore (valsassinese) sia con i fatti, non temiamo confronti. E’ quello della Solidarietà, magnificamente riassunto nella Penna d’Alpino e illuminato dal sole che sabato pomeriggio ha vinto la sua personalissima battaglia con le nuvole apparendo splendente sui Posti Bellissimi gratificando gli sforzi degli organizzatori e benedicendo quelli degli atleti.

Un Valore la cui immagine più vera e pura l’hanno regalata le emozioni che sprigionavano dagli “ospiti d’onore”, ragazze, ragazzi, donne e uomini di Grigne, Betulle e Cordata, con le loro fragilità, i loro pensieri a volte apparentemente distanti e, soprattutto, la voglia immensa e commovente di mettersi in gioco recitando la parte dei protagonisti in una sceneggiatura scritta appositamente per il loro emozionante, unico ed irripetibile gran finale.

A tutti coloro che hanno creduto in questa Sfida il mio personale ringraziamento: agli Alpini di Cortenova e Barzio che l’hanno originata e promossa; al Panathlon Club Lecco che l’ha supportata; alle Associazioni sportive e tutti i singoli che si sono preoccupati di radunare 105 atleti (e assicuro che non è stato semplice); alla Comunità Montana ed ai Comuni di Cortenova, Primaluna, Introbio, Pasturo e Barzio; allo speaker ufficiale Roberto Gianola; all’Adriano (ideatore della Grande Sfida “originale”) che ha portato la sua esperienza ed ospitato le diverse riunioni preparatorie; a Silvia delle Grigne, Paola delle Betulle e Agnese della Cordata, veri angeli per i loro “ospiti d’onore; ad Alberto Locatelli per le sue foto; a Matteo Rusconi per riprese dal drone; a Franz, testimonial d’eccezione arrivato appositamente per poter regalare il suo contributo ad una giornata indimenticabile.

Infine, grazie alla Valsassina, la nostra Terra che ogni giorno, al sorgere del Sole, ci regala l’emozione di poterla vivere.
Riccardo Benedetti