Vuoto a perdere

07/08/2025

Come tanti sto seguendo con grande interesse la faccenda dei parcheggi a pagamento che l’amministrazione comunale introbiese ha deciso di introdurre qualche settimana fa, faccenda sulla quale intervengo per raccontare quanto accaduto all’indomani della fine della pandemia, quando ero consigliere comunale.

Ricordate il periodo del Covid quando folle di “appassionati” della montagna invasero i nostri luoghi in quota ed anche quelli in bassa Valle, come appunto Introbio, in quanto punto di partenza per escursioni più o meno consentite dalle ordinanze dell’epoca?

Ebbene, finita l’emergenza dissi al Sindaco Adriano che mi sarebbe piaciuto verificare l’opportunità di far pagare un ticket prendendo spunto da quanto avviene, per esempio, a Paglio e Giumello, località che frequento spesso e volentieri dove, per inciso, il pagamento del ticket lo si può effettuare anche tramite l’applicazione Easypark presente in 20 Paesi, più di 2.900 città, e che collabora con oltre 4.000 operatori di parcheggio. 

Il Sindaco Adriano mi espose alcuni motivi per i quali era contrario lasciandomi però campo libero per effettuare una valutazione, e così, come ho fatto per cinque anni, misi il mio tempo a disposizione del Comune.

Prima di tutto contattai il Sindaco di Casargo per chiedergli come funzionava il suo sistema ed i relativi costi e sentii anche altre ditte che se ne occupavano.

Poi contai gli stalli del parcheggio di Via Vittorio Emanuele (quello davanti al pub per intenderci) e quelli di via alla Cascata: insomma gli stessi che oggi sono colorati di blu. 

Per la verità contai anche tutti gli altri posti auto disegnati in paese ma decisi di tenere in considerazione solo i due sopra citati.

Una volta avuti in mano i costi e i numeri feci alcune simulazioni ragionando – sulla base anche di mie personali osservazioni in loco e non affidandomi a statistiche fuori luogo – sulla quantità di giorni in cui gli stalli potevano essere occupati, i periodi in cui probabilmente sarebbe stato più opportuno dismettere il pagamento, l’incidenza sulle attività vicine e così via.

Mi accorsi ben presto che la somma algebrica data dai costi certi e dalle entrate del tutto aleatorie avrebbe dato, se tutto fosse andato come nelle previsioni, un risultato positivo molto risicato sul medio termine.

Riportai quanto avevo rilevato al Sindaco Adriano ed affrontammo insieme una serie di altre problematiche: quelle che il buon senso (dote che dovrebbe guidare ogni scelta i cui effetti ricadono su altri) e l’esperienza amministrativa (che qualcosa dovrà pur contare visto che entrambi abbiamo un lungo curriculum come amministratori locali) ci suggerivano di prendere in considerazione.

Morale: ci rendemmo conto che se a quella somma algebrica di costi certi ed entrate aleatorie avessimo aggiunto anche quello che suggerivano buon senso ed esperienza amministrativa il risultato sarebbe stato negativo.

Ora, tutto può essere messo in discussione, ovviamente, e forse ha ragione chi dice che servirà del tempo. Però.

Però a Introbio, oltre ai due parcheggi messi a pagamento ne esistono molti altri di libero accesso e facilmente raggiungibili.

L’elenco è discretamente corposo: cimitero, piazza Carrobbio, piazza Scotti, piazza Pretorio, via Roma, via Valleggio, le Poste, via Vittorio Emanuele davanti alla Fonte, il parcheggio davanti alla Ciresa (che è ad uso pubblico), viale della Vittoria davanti alle scuole medie, piazza Don Cesare Luraghi e, visto che ci siamo, quello di via Sceregalli utilizzato in settimana al servizio della Casa di Comunità e quello in fondo a via Coldirone.

Nei ragionamenti che facemmo all’epoca non mancarono riflessioni relative agli spazi davanti alla Norda ed quelli posizionati prima dell’ingresso in Vimogno sull’altro lato della Troggia, entrambi in comune di Primaluna, che avrebbero richiesto una logica interlocuzione con il comune vicino (in questi giorni – lo avrete visto – questi due parcheggi sono divenuti oggetto lamentele sfociate addirittura in una discussione all’interno del consiglio comunale). 

Per quanto possa valere, il mio modesto parere è che l’unica zona di Introbio che andrebbe seriamente regolamentata e controllata (dal punto di vista parcheggi, ovviamente) è quella intorno alla Parrocchiale e per un breve tratto di via Vittorio Emanuele (fino al comune, ad esempio), dove sarebbe opportuno ci fosse un ricambio veloce al fine di permettere a chi deve fare delle commissioni di poter trovare un parcheggio.

Aggiungo che la “regolamentazione” dovrebbe valere anche per chi posteggia fuori dagli spazi, sugli stop, in curva o sui marciapiedi, ma qui servirebbe avere un senso oltre che buono anche civico particolarmente sviluppato, anch’esso purtroppo non patrimonio di tutti.

Come ho accennato sopra, forse ha ragione chi afferma che siamo solo agli inizi.

La realtà di queste settimane, però, ci mostra quotidianamente un vuoto.

Che fino ad oggi è a perdere.

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