Ed alla fine quel podio tanto atteso, quella chiamata a fine gara sospirata e sognata, sono arrivati.
E sono arrivati quando tutto sembrava deciso, una classifica ormai data per scontata, le atlete là davanti pronte a festeggiare; ma ad un certo punto lassù, al cancelletto di partenza, spuntava l’Asja con il suo pettorale numero 33 non sapendo che quella sarebbe stata la sua miglior discesa della vita.
Asja Zenere, vicentina di Barzio, “naturalizzata” valsassinese per amore, sulla pista del Passo San Pellegrino oggi ha compiuto una vera impresa guadagnandosi un podio (il suo primo in carriera) che porterà con sé, ne siamo abbastanza certi, per tutta la vita.
Una sorpresa? Certo, ma qualche segnale Asja lo aveva già lanciato: oggi la consacrazione, la gioia di famigliari, degli amici, dei fans ed i complimenti anche del Sindaco Ferrari.
Due centesimi le avrebbero consentito addirittura il secondo posto dietro Elena Curtoni, capace di imporsi e confermare la supremazia azzurra dopo le due discese portate a casa da Laura Pirovano. Ma secondo o terzo poco importa: ciò che importa è che sia lì per la prima volta per assaporare il gusto dolcissimo della miglior prestazione in carriera a compensazione dei tanti sacrifici fatti per cercare di raggiungere traguardi prestigiosi.
Brava Asjia e brava anche Roberta Melesi: la ballabiese si meritava le Olimpiadi e lo ha ampiamente dimostrato in questo fine settimana dove le due atlete si sono prese la soddisfazione di finire davanti a Sofia Goggia, mica una qualunque.
Insomma, viva le Donne, e non solo perché oggi è l’8 marzo.