Serata che resterà negli annali della Storia del territorio quella andata in scena ieri nella Sala Pensa della Comunità Montana, gremita da un pubblico di appassionati degli sport invernali accorsi per rivivere il glorioso passato dello sci e tributare il giusto omaggio alla Valsassina, progenitrice non solo lombarda delle discipline invernali.
Una serata che prometteva forti emozioni e, infatti, ecco servita sullo schermo una delle vittorie più importanti dell’intero Sport italiano, quella olimpica di Lillehammer messa a segno dalla staffetta azzurra del fondo; e mentre gli applausi scrosciavano come se fosse avvenuta in quel preciso momento e non trentun’anni fa, Marco Albarello, Silvio Fauner e Alessandro Vanoi si impossessavano della scena andando a far compagnia alla Paola Pozzoni e al Franco Polvara, indimenticate glorie locali ed ancor oggi esempio per le giovani generazioni.

E poi è iniziato il viaggio attraverso un’epopea rigorosamente in bianco e nero, un itinerario della memoria disegnato da donne e uomini protagonisti di un’era, pionieri di una disciplina che oggi è diventata popolare ed anche foriera di reddito per chi ci vive intorno.
Foto, video, testimonianze si sono susseguite senza soluzione di continuità accompagnate e gratificate dal prezioso silenzio dell’attenzione, con le mani che, verso la fine di ogni episodio, di ogni racconto, di ogni immagine, fremevano per essere battute.
E la Valsassina, presentata con una delle sue vesti migliori, a fare da sfondo, cornice e quadro nello stesso tempo, sipario che si alzava su uomini divenuti a volte leggende, a volte lampi di un momento, ma tutti riuniti sul palco dello stesso teatro, quello di una Valle resa ricca, ricchissima, non dal caso ma dalla tenacia e dalla passione di un’umanità avvezza alle rinunce e sempre pronta al sacrificio.

Già, la passione, un sentimento che ieri sera riempiva ogni angolo della Sala Pensa. La si percepiva quasi fosse una presenza fisica seduta lì, sopra ogni sedia già occupata, in ogni pensiero di chi ascoltava narrare ricordi che poteva fare propri e farli riaffiorare nella memoria per poi custodirli per sempre.
La passione, più volte richiamata da tutti gli intervenuti come vero motore di ogni impresa, fondamento di ogni traguardo, fulcro irrinunciabile di ogni sogno di gloria, raggiunta o meno.
Due ore di immersione completa in un Passato che, vista la “P” maiuscola”, dovrebbe insegnarci a vivere il Presente e indicarci una via per il Futuro, ricordandoci, dal Legnone al Pizzo, dalla Grigna ai Campelli, dal Lago alla Montagna, le radici profonde che contraddistinguono ogni prospettiva della nostra Valle.
Due ore – ottimamente preparate e gestite – che non potevano essere esaustive di una Storia talmente ricca come quella dello sci in Valsassina.
Non possiamo dimenticare, ad esempio, la visionaria famiglia Denti che il 7 gennaio del 1930 consentì a Giumello di inaugurare uno dei primi skilift lombardi (se non il primo), costruendo poi anche la funivia del Pian delle Betulle, vero motore per l’Alta Valle e non solo.
E come non emozionarsi rivedendo le foto Gianvittorio Malugani e di Roberto Burini che ci hanno riportato ad anni intensi, prima di tifo e poi di memoria, con il Trofeo dedicato a Burini capace di richiamare a Paglio e Betulle molti dei migliori atleti di tutto il mondo?
Ci sarà tempo.

Per ora un grande ringraziamento va a chi ha voluto, organizzato e gestito al meglio questa serata i cui contenuti dovrebbero far parte del patrimonio di conoscenze delle generazioni più giovani con l’intento di far prendere loro coscienza della Storia dei luoghi dove vivono.
Materia che, nostro malgrado (e per “nostro” intendo proprio di tutti noi), nelle scuole non viene colpevolmente insegnata.
Riccardo Benedetti