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Lunedì, 27 Giugno 2022 07:17

TROPENSCOVINO: I MOTIVI DELLA CADUTA DELLA GIUNTA DI BALLABIO

Sul commissariamento calato venerdi scorso sulla Giunta di Ballabio, guidata dal Sindaco Giovanni Bruno Bussola, si esprime Manuel Tropenscovino, a capo non solo dell'opposizione di "Ballabio Futura" ma attualmente anche del PD provinciale lecchese. Questi i motivi della caduta della Giunta Bussola individuati da Tropenscovino nella sua pagina Facebook.

 

Su Ballabio e sul Consiglio Comunale di ieri, per chi avesse voglia di leggere alcune considerazioni.
Ovviamente per il Sindaco è stato “folle commissariare il Comune per futili pretesti”.
I futili pretesti per i quali non c’era possibilità per Ballabio Futura di fare “accordi”:
Stracciata un'interrogazione dell'opposizione nel primo consiglio comunale.

Attivato un Bus Navetta che costa 60.000 euro a Ballabio, invece che valorizzare le esperienze di volontariato già presenti sul territorio. Servizio attivato senza nemmeno rispettare le delibere di giunta regionali. Quando abbiamo fatto notare il problema ci è stato risposto che delle formalità non importa niente. Quando abbiamo criticato questa iniziativa perché poco utilizzata, il senso di responsabilità del Sindaco e di alcuni consiglieri di maggioranza che in due anni non hanno fatto mezzo intervento era quello di ridere durante i nostri interventi.
Bocciata la nostra mozione per istituire il controllo di vicinato, perché secondo il Sindaco la sicurezza è un tema di cui può occuparsi solo la destra.
Un Sindaco, che avrebbe il ruolo di fare funzionare i servizi con le tasse che vengono pagate dai cittadini, ha deciso di sostituirsi all'ufficio di Polizia Locale perché non è stato in grado di riorganizzarlo. Essere fuori dalle scuole a fare attraversare, per un Sindaco dovrebbe essere una cosa rarissima, perché appunto i cittadini pagano perché vengano fatti funzionare i servizi.
Mozione approvata per erogazione di contributi alle famiglie, per poi stanziare 2000 euro per 350 studenti tra medie e superiori presenti a Ballabio, a fronte dei 20.000 annui per il bus navetta che è spesso vuoto.
Promessa di costituire un polo vaccinale a Ballabio per il Covid. Mai visto.
Per le politiche giovanili stanziati 500€ fino ad oggi.

Campo al Due Mani, unico campo accessibile a Ballabio chiuso, costringendo tanti ragazzi a giocare per strada, soprattutto i minorenni che non possono accedere nemmeno a pagamento.
Presentate 100 firme per chiedere la riapertura alla quale è stato risposto che avverrà (se avverrà) solo in presenza di un gestore.
Chiesto di poter contribuire alla discussione per la convenzione ai Piani Resinelli, per portare nuove idee. Ci rispose il Sindaco che ci avrebbe coinvolto e dopo 6 mesi è stata portata e votata in Consiglio senza che si sapesse nulla.
Mozione per chiedere misure di sicurezza in all'incrocio tra Via Fiume e Via Confalonieri, bocciata perché il Sindaco “aveva altre idee”, mai viste.
Interrogazione al Sindaco per chiedere semplicemente i costi dell'Oktoberfest, perché crediamo nella trasparenza, ci è stato risposto zero euro, per poi scoprire che invece dei soldi erano stati spesi, perché abbiamo chiesto noi la documentazione negli uffici.

Proposta per mettere cestini della raccolta differenziata in paese: bocciata perché secondo il Sindaco i cittadini, che tanto dice di amare, non avrebbero rispettato la differenziata.
Sulla costruzione del capannone abbiamo chiesto fin dal primo momento di essere coinvolti. Non abbiamo mai visto il progetto, non abbiamo mai avuto veramente la possibilità di discutere. Di fronte alla cittadinanza e dei consiglieri che avevano posto dei dubbi è stato risposto con una conferenza stampa dove sono stati chiamati coloro che evidentemente amministrano Ballabio: consiglieri regionali, senatori e figure che con Ballabio fino a ieri non c’entravano nulla. Anche in quel momento dei cittadini ovviamente ci si è dimenticati. Progetto sul quale avremmo solo voluto capire i dettagli, discutere e trovare le migliori soluzioni ambientali, occupazionali. Invece è stato deciso tutto da una sola persona, anche qui.

Per ultimo cambiare un bilancio non perché si credeva in un progetto ma per convincere la minoranza a votarlo, per usare un pretesto per dare a noi la responsabilità di scelte e situazioni create da altri.
Ci sarebbero altre situazioni e questioni da raccontare, ma il senso è che in questi anni Ballabio Futura ha sempre cercato dai banchi dell'opposizione di costruire proposte per migliorare il paese. Abbiamo sempre chiesto di poter partecipare davvero alle decisioni. Invece abbiamo sempre trovato una porta sbarrata.
Siamo stati cercati unicamente quando il Sindaco doveva salvare lui stesso, altro che il paese.

Ci avesse tenuto solo un momento al paese non sarebbero arrivati fin qui, loro. L'estate grazie alle associazioni andrà avanti, i progetti non si fermeranno perché questa amministrazione non ha fatto un solo progetto.
L'unico è stato delegato a SILEA, per costruire un nuovo centro di raccolta, perché dopo 4 anni oltre avere chiuso quello precedente non hanno mai fatto niente per sistemare quello nuovo.
Dare la colpa a noi, opposizione, che avremmo dovuto vendere la nostra coerenza, il nostro mandato ed il nostro programma, per salvare un Sindaco che non ha mai voluto confrontarsi con noi, è ancora una volta il tentativo di scaricare le proprie colpe e incapacità. Ogni volta che negli ultimi due anni qualcosa non ha funzionato è sempre stata colpa degli altri, è sempre stata invidia, è sempre stata strumentalizzazione.
Non è stato in grado di gestire la propria maggioranza, in meno di 2 anni i ha perso 3 consiglieri su 8. Ricordiamo che è stato eliminato un capogruppo e 2 assessori, perché chiedevano chiarezza sulla questione Barech. E oggi racconta che è colpa di tutti gli altri, ancora una volta. Non si è assunto una sola volta un minimo di responsabilità per quello che sta succedendo.

Nessuno festeggia per questa situazione, anzi.
Noi, come abbiamo detto fin dal primo giorno, abbiamo una visione diversa del ruolo del Sindaco, di come si dovrebbero portare idee innanzitutto per costruire una comunità nuova e di come concretizzarle, non per mettere gli uni contro gli altri perché non si vuole perdere la faccia e dire come stanno realmente le cose.
Per tutto questo il nostro progetto continuerà ad andare avanti, per Ballabio, per davvero, anche e soprattutto fuori dal Consiglio Comunale.

PS: “A casa” ci andiamo anche noi.

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Lunedì, 27 Giugno 2022 07:08

LA PARTENZA DELLA INTROBIO-VAL BIANDINO

Simpaticamente invaso domenica scorso il Comune di Introbio da circa trecento iscritti alla corsa, a piedi o in mountain bike, per affrontare la salita lungo il percorso di 7,8 km che collega Introbio alla Bocca di Biandino, con il traguardo posizionato all’altezza del rifugio Tavecchia a 1496 m di quota, e il Gruppo Sportivo di Cortenova alla guida della macchina organizzativa.

Di seguito alcune immagini della partenza, avvenuta alle ore 9,15 (in bicicletta) e alle 9,30 ( la corsa a piedi)

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Lunedì, 27 Giugno 2022 06:39

UN SUCCESSO IL 1* DOG DAY DI CORTENOVA

Tutto esaurito per il primo Dog Day organizzato dall’educatrice cinofila Michela Valentinuzzi e patrocinato
dal Comune di Cortenova.
L’evento, su prenotazione e andato sold-out in pochi giorni, si è tenuto nella giornata di sabato 25 giugno,
nel campo dell’educatrice in via Carreggiata a Cortenova, adiacente alla pista ciclabile, dando la possibilità
ai numerosissimi partecipanti di avere una consulenza professionale gratuita e personalizzata per togliersi
dubbi e curiosità riguardo la gestione dei loro amici a 4 zampe e trovando suggerimenti e preziosi consigli
per migliorare la relazione con il proprio cane.

Per chi si fosse perso l’evento o non fosse riuscito a trovare posto, può sempre rivolgersi a Michela che,
nella stessa location, tiene tutto l’anno percorsi educativi, consulenze personalizzate pre e post affido,
socializzazioni e altere numerose attività. Sul sito www.michelavalentinuzzi.it e sulle pagine social Michela -
Educatrice Cinofila potrete trovare tutti i contatti e le info necessarie.

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Lunedì, 27 Giugno 2022 06:25

FESTEGGIATI A SUEGLIO I 101 ANNI DEL GRUPPO ALPINI

Festa grande a Sueglio in Valvarrone domenica 26 Giugno: nel piccolo paese dell'Alta Valle si sono festeggiati cento anni di storia del locale gruppo degli Alpini, anzi 101 per essere più precisi.

Di mattino alle ore 9,30 ammassamento delle penne nere nella piazza comunale: presenti i vertici della sezione alpina di Lecco, autorità civili e militari, con i Sindaci di Valvarrone e Sueglio Luca Buzzella e Sandro Cariboni, il capogruppo degli Alpini locali da poco eletto Fabrizio Arnoldi, e infine la Protezione Civile e I Gagliardetti.

L'Alzabandiera è stato accompagnato dalla musica suonata dal corpo musicale di Villatico (Colico), poi il corteo si è snodato per le vie del paese fino alla Chiesa parrocchiale e al Monumento dedicato ai Caduti.

In seguito si è svolta la Santa Messa durante la quale c'è stata la benedizione del nuovo gagliardetto adiacente alla chiesa il monumento ai caduti, dove è stata posata una corona d'alloro.

Hanno preso la parola il capogruppo Fabrizio Arnoldi un poco emozionato: con parole semplici ma piene di significato ha ricordato ricordando come gli Alpini sappiano unirsi, essere solidali e vivere nella fratellanza in qualsiasi momento in cui la società lo richieda. Ha poi omaggiato i gagliardetti presenti, cioè i 40 soci del gruppo. Il sindaco Cariboni ha ricordato la tragedia del Vajont, quando gli Alpini scavavano a mani nude con la divisa infangata in quella immane disgrazia. Hanno poi preso poi la parola il rappresentante di sezione, la madrina del gruppo e il figlio del fondatore che ha rievocato i vari passaggi di questi 101 anni di vita del gruppo di Sueglio, in seguito c'è stato un rinfresco offerto dall'amministrazione comunale nello spirito di amicizia e fratellanza che da sempre contraddistingue tutti gli Alpini.

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Domenica, 26 Giugno 2022 17:42

RITORNO ALLA GRANDE PER LA "INTROBIO - BIANDINO". VINCONO BRAMBILLA E BERI PER LE DONNE E RADAELLI E VITTORI TRA GLI UOMINI

in Sport

Dopo due anni di forzata assenza, è tornata oggi la "Introbio - Biandino", classicissima di fine giugno alla sua ventesima edizione, organizzata sotto l'egida del CSC Cortenova. Ed è stato un ritorno di quelli giusti, con una bella battaglia tra gli atleti, tantissimi partecipanti alla camminata "Biandino in festa", un pubblico numerosissimo e un "terzo tempo" di quelli di una volta, con tutti a ballare e a scacciare il ricordo di due anni di buio.

I veri protagonisti di questa storia sono stati indubbiamente i "ragazzi" e le "ragazze" dello staff ed è per questo che dedichiamo a loro la copertina.

Ci hanno creduto ed oggi sono stati ripagati dei loro sforzi: la gara si è conclusa nel migliore dei modi e senza problemi, il che equivale ad un successo su tutta la linea e ad un arrivederci sicuro all'anno prossimo.

Venendo ai risultati agonistici tra i runners si è imposto il detentore del record della manifestazione, Eros Radaelli, con il tempo di 42'45"; sul podio con lui Giovanni Dedivitis (44'19") e Luca Lanfranconi (45'26").

podio running maschile 696x522

Tra le donne vittoria di Martina Brambilla con il tempo record di 52'16", seguita da Barbara Sangalli (55'06") e Michela Gritti (55.40").

podio running femminile

Gara appassionante tra le bici, con Lorenzo Vittori che si impone con il tempo di 41'44", solo 16" in più di Andrea Graziotto che nel finale è riuscito a recupare gran parte dello svantaggio accumulato sino a tre quarti del percorso. Terzo si è classificato Matteo Fusi in 42'32".

podio maschile bike

Tra le donne si è imposta la "solita" bravissima Paola Beri (55'45") che si è lasciata alle spalle Alessia Lambrughi (1h12'15") e Cristina Testori (1h36'23").

podio femminile bike

Nel corso della premiazione si è ricordato anche Ezio Artusi con un riconoscimento agli atleti suoi coscritti.

E' intervenuto anche il Sindaco di Introbio, Adriano Airoldi, che ha voluto con grande sensibilità dedicare la manifestazione alle tante persone che in questi due anni di pandemia ci hanno lasciato: un lungo applauso ha accolto questo invito non senza un po' di commozione negli occhi di alcuni dei presenti.

Ma la "Biandino", come già scritto sopra, è, oltre che una gara, una grande festa, e così è stato anche quest'anno con ottimo cibo, musica e balli che si sono protratti sino al tardo pomeriggio.

Le classifiche potete visionarle qui: Results - Introbio-Biandino | ENDU

(Le foto delle premiazioni sono state gentilmente concesse da lecconotizie.com)

 

 

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Sabato, 25 Giugno 2022 19:05

GRANDE AVVIO PER IL TRUCK FESTIVAL ALLA FORNACE. CONCLUSIONE DOMANI

Centosessanta "truck" sono protagonisti nella'area della Fornace in queste ore e fino a domani sera del Valsassina truck Festival. Un'occasione da non perdere per vedere da vicino i "bisonti della strada" da fuori e, alcuni, anche internamente, oltre che apprezzare tante grafiche di straordinario effetto.

In funzione anche un servizio bar ristorante.

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Sabato, 25 Giugno 2022 07:49

UNA RICERCA DELLA CNA SULLA PIZZA

CNA Agroalimentare: “È diventato il piatto nazionale per antonomasia. Crescita record al Nord”

La pizza nemmeno è uscita dalla pandemia come ci era entrata. Si è ancora più “nazionalizzata”, questo è certo. Ma non è l’unico cambiamento. È un po’ tutto il mondo delle attività italiane legate alla pizza (nelle sue diverse modalità) che esce mutato dai due anni di pandemia. Sia pure in maniera difforme da una regione all’altra e tra un’attività di riferimento e l’altra. A rilevarlo una indagine di CNA Agroalimentare - verrà resa pubblica durante il Pizza Village in corso a Napoli - che analizza tutte le attività che producono e/o distribuiscono pizza: panetterie, gastronomie pizzerie, rosticcerie pizzerie, pizzerie da asporto, bar pizzerie, ristoranti pizzeria. Una indagine dalla quale emerge prima di tutto che la pizza è ormai diventato un simbolo del Made in Italy gastronomico, riducendo i suoi connotati regionali a favore di una caratterizzazione produttiva nazionale.

L’indagine targata CNA Agroalimentare rivela che tra il 2019 e il 2021 le attività inerenti alla pizza sono calate del 4,2%, vale a dire di 5.366 unità, scendendo nel complesso a quota 121.529. La regione che ha subito il più brusco arretramento è stata la Campania, che ha perso il 41,1% delle attività, 7.173 in numero assoluto, precipitando a 10.263 pizzerie. Il calo ha coinvolto perlopiù le regioni centro-meridionali. A seguire la Campania, nell’ordine: il Lazio (-34,8%), l’Abruzzo (-28,4%), la Sicilia (-14,8%), l’Umbria (-13%). All’opposto la Basilicata (+102,6%), la Val d’Aosta (+75%), il Friuli Venezia Giulia (+59,8%), il Trentino Alto Adige (+39,5%). Ma a sbalordire è la crescita in termini assoluti nelle più grandi regioni settentrionali. La Lombardia, che incrementa complessivamente il numero delle attività legate al mondo della pizza di 3.489 unità (+24,6%), tocca quota 17.660 attività e scalza la Campania dal gradino più alto del podio. Rimarchevoli anche gli aumenti di Emilia Romagna (+ 1.496 attività), Veneto (+ 1.268 attività), Piemonte (+ 1.148 attività).

Quanto alla densità per abitante, a capeggiare la graduatoria delle regioni è la Basilicata (un’attività ogni 206,3 residenti), seguita da Calabria (un’attività ogni 249,2 residenti) e Molise (un’attività ogni 263,9 residenti). Quindi, nell’ordine, Abruzzo, Valle d’Aosta, Marche, Toscana, Puglia, Sicilia, Liguria, Umbria, Emilia Romagna, Trentino-Alto Adige, Campania, Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio e, fanalino di coda, Friuli Venezia Giulia con un’attività ogni 694,5 abitanti, ben lontana dalla media nazionale di un’attività ogni 485,3 residenti.

L’indagine condotta da CNA Agroalimentare si focalizza in particolare su due attività: le pizzerie da asporto e i ristoranti pizzeria. Ne viene fuori la fotografia di un Paese che, complice la pandemia, ha profondamente modificato molte abitudini, anche alimentari. I ristoranti pizzeria tra il 2019 e il 2021 sono calati di 87 unità, scendendo da 39.989 a 39.902, ma registrando autentici crolli, tra le principali regioni, in Campania (1.376 in meno, pari al -28,2%) e nel Lazio (744 in meno, vale a dire il -23,42%) e balzi in Trentino Alto Adige (935 inaugurazioni ossia il +239,13%), Emilia Romagna (1012 aperture pari al +48,37%), Veneto (508 inaugurazioni, +28,56%), Lombardia (636 aperture, +12,45%). Una crescita che ha permesso alla Lombardia di consolidare il primato nella graduatoria dei ristoranti pizzeria con 5.744 attività, davanti alla Campania con 3.503, tallonata dalla Toscana con 3.497.

Un incremento notevole – sottolinea CNA Agroalimentare – si è al contrario registrato tra le pizzerie da asporto, favorite dalle restrizioni sanitarie e dal lavoro da remoto, che costringevano in casa. Tra il 2019 e il 2021 le pizzerie da asporto sono salite del 38% vale a dire di 5.367 unità arrivando a 19.669 attività complessive. In termini relativi è la Basilicata ad aver fatto il botto, come si dice, segnando una crescita del 2.088%. Ma sono le 2.348 (+151%) inaugurazioni di pizzerie da asporto in Lombardia ad aver segnato la differenza. Significative pure le 1.109 (+175%) aperture in Emilia Romagna e le 656 (+98%) in Sardegna. Anche per le pizzerie da asporto, però, la tendenza negativa delle regioni centro-meridionali non s’inverte: -32% le attività in servizio in Calabria, -12% in Campania, -9% nel Lazio. Nonostante l’arretramento, però, tra le pizzerie da asporto la Campania continua a primeggiare con 1.849 attività, seguita da Lombardia con 1.559 e Sicilia con 1.552.

 

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Sabato, 25 Giugno 2022 07:43

PREOCCUPAZIONE PER IMPENNATA GASOLIO AGRICOLO

Como-Lecco, rincari-record per il gasolio agricolo dopo l’impennata dei prezzi dei carburanti.

L’aumento dei costi colpisce l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne dove 1 azienda agricola su 10 è in una situazione così critica da metterne a rischio la sopravvivenza

 Nonostante il calo dei prezzi dei prodotti petroliferi alla fine della scorsa settimana, si registra un nuovo rialzo ai distributori dei carburanti, con il costo del carburante agricolo che schizza mediamente del 120% in più rispetto a prima dello scoppio della guerra. E’ quanto denuncia Coldiretti Como Lecco, in riferimento all’elaborazione di Quotidiano Energia, che segnala il prezzo medio al self passato da 2,069 a 2,075 euro al litro per la benzina e da 2,006 a 2,030 euro al litro per il diesel, con il balzo dei prezzi del gasolio agricolo, che sta provocando disagi generalizzati alle imprese agricole del comprensorio prealpino.

L’aumento dei costi energetici e delle materie prime spinto dalla guerra in Ucraina ha determinato – rimarca l’organizzazione agricola interprovinciale - l’impennata dei costi di produzione per l’insieme delle aziende agricole e agroalimentari italiane che supera 1,2 miliardi di euro.

“L’aumento dei costi colpisce l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne: oggi 1 azienda agricola su 10 è in una situazione così critica da metterne a rischio la sopravvivenza, ma ben circa 1/3 del totale nazionale (30%) si trova comunque costretta a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione” rimarca Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco, citando i dati Crea. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio.

In un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada l’aumento dei prezzi di benzina e diesel ha un effetto valanga sulla spesa di consumatori con il rischio di alimentare psicosi, accaparramenti e speculazioni.

Le imprese devono inoltre affrontare un pesante deficit logistico per la carenza di infrastrutture per il trasporto merci con un gap di competitività che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea. In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante è pari a 1,12 euro/ chilometro, più alto di nazioni come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro, ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell’Europa dell’Est come la Lettonia, la Romania o la Polonia secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga (www.divulgastudi.it). Si tratta di un aggravio per gli operatori economici italiani superiore dell’11% rispetto alla media europea – afferma la Coldiretti lariana – e ostacola lo sviluppo del potenziale economico del Paese, in particolare per i settori per i quali il sistema della logistica risulta cruciale, come nel caso del sistema agroalimentare nazionale, punta di eccellenza dell’export Made in Italy.

Serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore anche combattendo – conclude Coldiretti Como Lecco - le pratiche sleali nel rispetto della legge che vieta di acquistare il cibo sotto i costi di produzione, per cui sono necessarie risorse per sostenere il settore in un momento in cui si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e incertezza che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare.

ANCHE GLI aRTIGIANI SONO MOLTO PREOCCUPATI PER QUESTI AUMENTI.

“Gli aumenti di prezzo provocati dalla guerra in Ucraina stanno mettendo in ginocchio anche le piccole imprese lecchesi – dichiara Riva, Segretario della Confartigianato Lecco – che, già prima della pandemia, pagavano il prezzo dell’energia elettrica più alto d’Europa. Servono misure immediate per il prossimo inverno. In particolare, siamo più che favorevoli all’introduzione di un tetto al prezzo del gas e a interventi mirati a sostegno delle MPI per salvaguardare competitività e occupazione come l’annullamento degli oneri generali del servizio elettrico anche per il III trimestre dell’anno. Sollecitiamo infine l’applicazione alle piccole imprese, per il primo trimestre 2022, del credito d’imposta già previsto per le imprese energivore e gasivore. Per semplificare il calcolo del credito d’imposta, Confartigianato propone che, nel caso di identità del fornitore di energia tra i primi due trimestri del 2019 e i primi due trimestri del 2022, sia il venditore stesso a fornire i dati utili a determinare il contributo straordinario”.

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