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Come annunciato in anteprima dal nostro giornale, si sono svolte stamattina presso la Scuola intitolata a Guido Cademartori le premiazioni della quarta edizione del concorso indetto dalla Polizia di Stato "PretenDiamo la legalita`".

La Scuola di Introbio ha vinto il primo premio nazionale, come abbiamo segnalato nel precedente articolo, per la categoria "Arti figurative con tecniche varie" grazie alle insegnanti che hanno collaborato al progetto, Antonia Benedetti, Luisa Urso, Chiara Muttoni, Antonella Benedetti ed Elisa Sormani ed al supporto tecnico di Rosanna Pomi.

La premiazione , un tablet consegnato alla classe, il diario scolastico stampato dalla Polizia utile per l`anno prossimo , e un attestato di merito, e` stata effettuata personalmente dal Questore di Lecco Alfredo D`Agostino, presenti anche il Vice Questore Capo di Gabinetto  Andrea Attanasio, il Sindaco di Introbio Adriano Airoldi, e il Preside dell`ICS di Cremeno Renato Cazzaniga.

In tutto avevano partecipato al concorso circa 150 Questure a livello nazionale, con un totale di lavori eseguiti di circa 300.

Grandissima soddisfazione tra le insegnanti, alcune delle quali non hanno potuto nascondere l'emozione, e gioia immensa per i bambini che hanno partecipato con entusiasmo al progetto nonché per i loro genitori.

Particolarmente raggiante il sindaco Airoldi che ha incoraggiato la partecipazione della scuola al concorso ed ha condiviso la felicità per il successo ottenuto.

Di seguito riportiamo per intero il comunicato stampa della Questura di Lecco che entrerà di diritto nella storia della "Cademartori" di Introbio.

"Nella mattinata odierna il Questore di Lecco Alfredo D’Agostino, nell’ambito della Cerimonia di premiazione nazionale tenuta e coordinata a Roma  in modalità live streaming dall’Ufficio Relazione Esterne, Cerimoniale e Studi Storici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha proceduto presso la scuola primaria G. CADEMARTORI” di Introbio, alla premiazione degli alunni della classe 3^,  vincitori della selezione nazionale, nella categoria “arti figurative” (manifesti, fotografie, disegni, collage…), della 4^ edizione del concorso/progetto “PretenDiamo Legalità”, con il lavoro dal titolo “La casa nel bosco”.

Alla premiazione hanno preso parte il Sindaco del Comune di Introbio Adriano Stefano Airoldi, il Dirigente Scolastico Prof. Renato CAZZANIGA e la Maestra Antonia BENEDETTI (referente del concorso).

Il lavoro premiato si presenta come   un grande libro, all’interno del quale, pagina dopo pagina, tutte disegnate, dipinte e realizzate con cura dagli alunni, si sviluppa un bellissimo ed originale racconto, che vede protagonisti i vari animali che vivono nel bosco, incentrato sui valori dell’amicizia, della saggezza e del rispetto delle regole. Il lavoro è stato arricchito anche a livello tecnologico con un QR-Code, attraverso il quale si può vedere ed ascoltare la storia del libro con le voci degli alunni della classe.

Il progetto/concorso ha avuto quale obiettivo la promozione della legalità, attraverso i temi del rispetto delle regole, del corretto utilizzo di internet, dei social e dei valori della Costituzione che, insieme all’amicizia, alla libertà ed alla solidarietà, rappresentano le basi per la crescita dei cittadini di domani e per la costruzione di una società responsabile.

L’iniziativa, destinata agli alunni delle scuole primariesecondarie di primo e di secondo grado   si è sviluppata attraverso momenti di interazione e confronto a cura di personale della locale Questura, con incontri che, in ragione dell’emergenza epidemiologica, hanno avuto luogo attraverso lo strumento della video-conferenza.

livello provinciale sono risultate vincitrici, oltre alla citata classe 3^ della scuola primaria “G. Cademartori” di Introbio, per le scuole secondarie di primo grado la classe 3^B della scuola “Istituto Maria Ausiliatrice” di Lecco, con l’elaborato dal titolo “Dante on dark side of the web”, mentre per le scuole secondarie di secondo grado la classe 5^V della scuola “IIS FIOCCHI” di Lecco, con il lavoro dal titolo “Un gioco mortale”.

I lavori dei partecipanti al Concorso, al quale hanno preso parte numerose scuole di oltre 70 province italiane, sono stati valutati da un’apposita Commissione Centrale del citato Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale in Roma.

Il Questore, nel rivolgere i i propri complimenti agli alunni vincitori del concorso per la realizzazione del bellissimo elaborato,  ringraziando  il Prof. Cazzaniga, la Maestra Benedetti e la scuola “G. Cadematori” per l’ottima riuscita dell’iniziativa, ha richiamato le parole recentemente pronunciate dal Presidente Mattarella il quale ha ricordato che “ora tocca ai giovani”, tocca ai giovani  scrivere la storia della Repubblica per la costruzione di una società fondata sui valori di amicizia, solidarietà, rispetto delle regole".



Mentre si avvicina il suono dell'ultima campanella e l'inizio delle vacanze per i nostri studenti, da Roma arriva una bellissima e inaspettata notizia: l'elaborato della terza elementare di Introbio ha vinto il concorso "PretenDiamo legalità" indetto dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione.scuo

Si tratta della quarta edizione del concorso, finalizzato alla promozione della cultura della legalità con destinatari gli alunni della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e di secondo grado delle seguenti province:

Agrigento, Alessandria, Ancona, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Campobasso, Chieti, Como, Crotone, Fermo, Ferrara, Frosinone, Genova, Grosseto, Latina, Lecco, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Modena, Monza e della Brianza, Napoli, Novara, Nuoro, Parma, Pavia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Sassari, Savona, Siena, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Viterbo.  

L’obiettivo era quello di stimolare una riflessione sull’importanza della legalità, attraverso il confronto sui diversi argomenti che, per la Scuola Primaria, erano:

  • la legalità e il rispetto delle regole per vivere bene insieme; principi della Costituzione, educazione stradale, educazione alla sicurezza ferroviaria e corretto utilizzo di internet;
  • l’amicizia la solidarietà e il rispetto del prossimo, valori che consentono di apprezzare la diversità e contrastare il fenomeno del bullismo e tutte le altre forme di discriminazione;
  • l’amore per gli animali e rispetto dell’ambiente per costruire insieme un mondo migliore.

I lavori prodotti dagli studenti, sia individuali, sia di gruppo, potevano concorrere nella categoria "elaborati di testo" oppure "arti figurative con tecniche varie".

Dopo aver superato la fase provinciale, l'elaborato dei giovanissimi studenti (coordinati e stimolati dalle loro insegnanti di classe Antonia Benedetti, Elisa Sormani, Luisa Urso, Chiara Muttoni, Antonella Benedetti e incoraggiati anche dall'entusiasmo del Sindaco Adriano Airoldi) è finito a Roma dove è stato giudicato il più meritevole. 

Le insegnanti vogliono ringraziare anche Rosanna Pomi che ha fornito un supporto tecnico nel segno di un rapporto stretto di amicizia che ha sempre contraddistinto la collaborazione tra le docenti.

Così giovedì 3 giugno a Introbio salirà il Questore e dalla Scuola Cademartori sarà avviato un collegamento multimediale con la Capitale per la consegna "virtuale" del premio con la presenza annunciata addirittura del capo della Polizia.

Una bella soddisfazione per tutti: insegnanti, studenti, l'intera Scuola, il Comune e, adesso che l'esito è stato reso pubblico, pensiamo anche per i genitori e tutta la cittadinanza.

Valbiandino.net è in grado di anticiparvi il video vincitore intitolato "La Scuola nel Bosco" e siamo certi che non potrete che condividere il giudizio della giuria.

Giovedì, poi, vi renderemo conto della cerimonia di premiazione.

 

Concorso nazionale per la realizzazione del Poster “Coppa PrimaVela 2021”- Scuola
primaria e scuola secondaria di primo grado.

Il Ministero dell’istruzione, in collaborazione con la Federazione Italiana Vela (FIV), anche per
l’anno scolastico 2020-2021, bandisce il tradizionale concorso legato alla realizzazione del poster
rappresentativo della “Coppa PrimaVela 2021”, evento che annualmente coinvolge giovanissimi velisti alle
loro prime esperienze agonistiche.

Il Concorso, riservato agli alunni delle classi III-IV-V della scuola primaria e agli studenti delle
scuole secondarie di I grado, ha come obiettivo la realizzazione di elaborati grafici aventi per oggetto una
delle due Classi veliche (barca a vela Optimist e Tavola a vela Techno 293) ammesse alla competizione
sopra indicata.

 

La “Coppa PrimaVela”, da oltre trent’anni, rappresenta una grande festa riservata ai giovanissimi, un
evento che esprime la passione per questo sport, per quello che esso rappresenta e per la propensione a
generare e diffondere l’interesse per il mare. L’iniziativa si pone, inoltre, in coerenza con gli obiettivi
dell’Agenda 2030, con particolare riferimento all’Obiettivo 14 - Conservare e utilizzare in modo durevole gli
oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile - e con le attività che il Ministero promuove
per sensibilizzare le giovani generazioni alla tutela dell'ambiente marino e delle acque, per sviluppare
iniziative didattiche, culturali, sportive e naturalistiche.

Com’è noto, le attività sportive, e non solo nelle scuole, hanno richiesto progressive rimodulazioni e
la relativa realizzazione dovrà continuare ad essere pianificata e gestita nell’osservanza delle disposizioni
governative, e di altre competenti autorità, emanate in materia di contenimento del rischio epidemiologico
tuttora in corso nel Paese.

Si procede, pertanto, a promuovere l’iniziativa nel momento in cui appaiono le condizioni di
realizzabilità e, in considerazione della rilevanza che tale evento può rappresentare in questa particolare
annualità, il Ministero e la Federazione Italiana Vela invitano le scuole a favorire la partecipazione di alunne
e alunni, studentesse e studenti interessati a realizzare un proprio contributo grafico per il concorso di idee.

Si precisa che gli elaborati dovranno essere:
 realizzati esclusivamente su fogli da disegno del formato cm 35x50;
 privi di scritte riportanti denominazioni e/o segni grafici riferibili a marchi di qualunque tipo;
 inviati entro il 4 giugno 2021 ai seguenti indirizzi, in relazione al formato scelto per l’inoltro:
 se in versione originale, alla Federazione Italiana Vela - Segreteria Generale - Corte
Lambruschini - Piazza Borgo Pila,40 - 16129 Genova;
 se in versione digitale (formato .jpg o .png) all'indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
Sul retro di ogni elaborato, o nel testo della e-mail se inviato digitalmente, dovranno essere riportati, a
pena di esclusione dal concorso, i seguenti dati:

1. nome e cognome dell’autrice/autore;
2. indirizzo e-mail dell’insegnante di riferimento o di un genitore;
3. denominazione e indirizzo della scuola di appartenenza (con relativi recapiti);
4. classe di frequenza dell’autrice/autore dell’elaborato;
5. indicazione dell’eventuale Circolo Velico affiliato alla FIV che ha promosso e seguito l’iniziativa.
Un’apposita Commissione paritetica Mi/FIV, composta da quattro componenti, di cui due nominati
dalla scrivente Direzione generale e due nominati dal Presidente della FIV, sceglierà i due elaborati vincitori
(uno per la Classe Optimist ed uno per la Classe Techno 293) che, opportunamente trattati per
l’impaginazione, saranno adottati come Poster ufficiale della manifestazione “Coppa PrimaVela 2021”.

 

Vincitrice o vincitore per ciascuna classe velica in concorso, saranno menzionati nel Poster, insieme
alla scuola di appartenenza e saranno premiati con:
• targa ricordo dell’evento;
• viaggio e soggiorno, presso una struttura alberghiera indicata dalla FIV, nella località in cui si svolgerà la
“Coppa PrimaVela 2021”, per vincitrice o vincitore accompagnati da un genitore e dall'insegnante che ha
seguito l’iniziativa (o da un rappresentante dell’Istituto di appartenenza);
• kit “Scuola Vela FIV” per i vincitori e una “Polo FIV” per i rappresentanti delle scuole di appartenenza e
per i genitori che saranno presenti quali accompagnatori.
Le spese di viaggio saranno rimborsate dalla FIV, secondo modalità e parametri stabiliti dalla
Federazione stessa, facendo riferimento alla relativa modulistica 1 , ed a seguito della presentazione della
documentazione di spesa in originale all’indirizzo: FIV- Corte Lambruschini - Piazza Borgo Pila 40, 16129
Genova.

Il programma dell’accennata premialità sarà ovviamente subordinato alla sussistenza delle condizioni
di realizzabilità delle iniziative didattiche e sportive nei periodi interessati e dovrà essere gestito
nell’osservanza delle vigenti misure di contenimento del rischio epidemiologico; potrà, quindi, essere
soggetto ad annullamenti, spostamenti o modifiche nello svolgimento.
Per conoscere storia, dettagli ed eventuali ulteriori informazioni sull’iniziativa sportiva, si fa rinvio al
sito della Federazione ed al recapito del referente FIV del progetto, dott. Federico Freschi (010 5445520);
per informazioni sul Concorso nazionale, l’Ufficio V di questa Direzione generale assicurerà la consueta
assistenza attraverso la referente del progetto, prof.ssa Giulia Salvatori ( 06 5849.3663).
Considerato l’elevato valore formativo dell’iniziativa, si auspica un’ampia partecipazione e si
ringrazia per la collaborazione.

IL DIRETTORE G ENERALE
Antimo Ponticiello

consultabile al link: http://www.federvela.it/federvela/servizi/modulistica/moduli-ufficiali-della-federazione-italiana-vela/moduli-
rimborsi/222-modulo-rimborso/file.html

Giovedì, 13 Maggio 2021 07:05

SCUOLA ESTIVA, LA CGIL CHIARISCE

Con nota 643 del 27 aprile 2021 il Dipartimento per il sistema educativo per l’istruzione e per la formazione del Ministero dell’Istruzione ha comunicato alle scuole di aver stanziato una somma di 510 milioni di euro per programmare e svolgere attività finalizzate al rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e della socialità da esplicare nel periodo giugno-settembre 2021, come attività “ponte” per l’anno scolastico 2021/2022.

Alle scuole si chiede di programmare in tre fasi (giugno – luglio/agosto – settembre) attività che si propongono lo scopo di colmare i vuoti di didattica in presenza e di socialità che la pandemia ha portato con sé nel corso del 2020/2021.
Un obiettivo condivisibile nelle sue grandi linee e nelle finalità che avrebbe potuto avere maggiore efficacia ove inserito in uno sguardo di prospettiva traguardante oltre i mesi estivi e l’emergenza per una complessiva riqualificazione del sistema scolastico e per avviare una stagione di investimenti a partire dal PNRR. È stata colta l’esigenza della centralità della scuola nella progettazione delle attività, a cui compete anche l’individuazione di eventuale coinvolgimento di soggetti esterni, in assenza di disponibilità interne o per progettualità specifiche.

Le istituzioni scolastiche sono chiamate, dunque, a programmare attività di vario genere, avendo la possibilità di coinvolgere nella realizzazione delle stesse anche soggetti esterni come associazioni, terzo settore, ecc., per recuperare “il tempo perduto” ma sempre nell’ambito degli obiettivi definiti nell’ambito del PTOF. Dentro a questo percorso può essere valorizzato il rapporto tra scuola e territorio, territorio fatto da Enti locali ed associazioni.

Sono certamente presenti molti limiti contenuti nella nota, in termini di precisione di indicazioni e di fattibilità concreta, dovuti ad un mancato e preliminare confronto con il mondo della scuola, coi suoi protagonisti e i suoi rappresentanti, in assenza anche di protocolli di sicurezza e di indicazioni sulle modalità di reclutamento e di garanzie contrattuali per i lavoratori.
Tuttavia da essa conseguono alcuni adempimenti che proviamo a declinare come di seguito, in attesa delle specificazioni che, come di consueto, saranno necessarie per l’attuazione concreta.
L’adesione del personale, delle famiglie, degli studenti è volontaria

L’Amministrazione sembra essersi resa ben conto che le attività, per essere efficaci, non possono essere imposte alle scuole e ai lavoratori (istanza che abbiamo posto con forza in ogni sede e che ha trovato in questo caso giusto ascolto). Sicché è ben chiarito che sia la programmazione delle attività da parte degli organi collegiali sia l’adesione a svolgerle da parte dei singoli lavoratori sono assolutamente nella libera disponibilità dei soggetti collettivi e individuali.
Gli organi collegiali possono decidere che le attività svolte in presenza e a distanza siano state sufficienti e possano essere integrate con la ripresa del nuovo anno scolastico (la situazione è infatti assai variegata fra scuola e scuola, fra scuola del primo ciclo e scuole del secondo ciclo, scuole che hanno lavorato in DaD e altre in presenza, ecc.) come anche possano deliberare di programmarle e organizzarle.
Resta in ogni caso fermo il fatto che, benché programmate, le attività possano anche non trovare poi l’adesione concreta a svolgerle da parte dei lavoratori in forza alla scuola, potendo ricorrere a personale esterno.
Le iniziative sono autonomamente determinate da parte degli Organi collegiali

La nota dice con chiarezza che le iniziative sono autonomamente autodeterminate dagli Organi collegiali.

E, dunque, come tutte le attività autonomamente determinate, esse rientrano, sia pur fatte con fondi aggiuntivi e anche nel periodo estivo, nelle attività ordinarie sia per quanto riguarda le modalità delle fasi programmatorie sia per quanto riguarda gli aspetti amministrativo-contabili e di relazioni sindacali: agire gli Organi collegiali, i rapporti di informazione, confronto, contrattazione sindacale (per quanto riguarda il personale contrattualizzato), i contratti di prestazione per gli incarichi a soggetti esterni.

È evidente che la dirigenza scolastica dovrà attivare gli organi collegiali che devono essere messi al corrente della possibilità di utilizzare le strutture scolastiche anche d’estate, a lezioni ordinarie concluse, facendo leva sulle risorse che saranno messe a disposizione.
I bisogni formativi degli alunni, a conclusione dell’anno scolastico, sono conosciuti solo dai rispettivi docenti. Da ciò deriva la necessità di fare una ricognizione di ciò nei consigli di classe di interclasse o intersezione o nelle forme che autonomamente decideranno le scuole, e, necessariamente, sulla base delle esigenze educative e formative rilevate, i Collegi dei docenti dovranno assumere delle decisioni conseguenti. I Collegi possono decidere di ritenere non necessaria una attività nel periodo estivo, come possono deliberare le attività avendo ben chiarito comunque la condizione di volontarietà ad assumere l’incarico da parte dei docenti e personale interno o, qualora non vi sia disponibilità, il ricorso a personale esterno. Naturalmente anche il Consiglio di Istituto deve assumere le decisioni che ad esso competono in merito quale organo titolare del PTOF (documento necessariamente da integrare) regolatore dell’organizzazione e della programmazione della vita e delle attività della scuola.

Il lavoro del personale ATA

Non si può pensare che le segreterie delle scuole possano farsi carico di quanto necessario a organizzare e gestire attività così complesse in un periodo dell’anno in cui lavorano già a ranghi ridotti anche a causa di un elevato numero di personale ATA precario assunto fino al 30 giugno e con la necessità/obbligo di far fruire le ferie a chi ne ha diritto entro il 31 agosto.
Da questo punto di vista occorre rivedere i piani di attività, anche tramite un aggiornamento della riunione di inizio d’anno, al fine di valutare la fattibilità di quanto si programma in termini di apertura delle sedi/plessi (soprattutto nella scuola di infanzia e primaria), di personale disponibile e di quanto impegno da retribuire viene richiesto agli amministrativi ai tecnici e agli ausiliari nella compartecipazione a tutti i progetti.

Infatti, sulla base delle attività programmate, nel rispetto dei diritti dei lavoratori ata (le ferie in modo particolare), sarà necessario prevedere quanto delle risorse assegnate debbano far fronte alle attività più intense o aggiuntive che il personale ata sarà chiamato a svolgere.

Riteniamo necessario a tal fine anche procedere alla proroga dei contratti a tempo determinato con scadenza 30 giugno, come già da noi richiesto. Semmai consentirne il prolungamento secondo necessità fino al 31 agosto.

Il ruolo del Sindacato e delle RSU. Il punto sulle risorse in termini di retribuzione

Informativa, confronto e contrattazione sono istituti contrattuali che, tutti, debbono essere agiti per l’utilizzo delle risorse che hanno come destinatario il salario dei lavoratori. Ciò riguarda tutte le attività, comunque finanziate (PON, Decreto 41/2021, L. 440/97).
I sindacati territoriali e le Rsu, con lettera formale, devono richiedere per tempo di essere messi al corrente delle somme pervenute, dei progetti attivati, confrontandosi sui criteri di scelta del personale e contrattando le spettanze orarie.
Per gli importi si applicano gli emolumenti orari previsti dalle tabelle 5 (personale docente) e 6 (personale Ata) allegate al CCNL 2006/2009.
In particolare per i docenti il costo lordo dipendente è il seguente:

50,00 € /ora per attività docenza nei corsi di recupero
35,00 €/ora per altre attività di docenza
17,50 €/ora per attività di non insegnamento

Per i PON le retribuzioni delle docenze sono quelle derivanti dal costo lordo stato di 70,00€ /ora
Le risorse a disposizione

Vengono messe a disposizioni delle scuole non nuove e aggiuntive risorse di quelle già in bilancio ma ricavate dai PON 2014/2020 e da altre fonti rimaste inutilizzate:

320 milioni di euro ricavati dai PON “Per la scuola” 2014/2020 che vengono messi a bando in quanto devono seguire la procedura prevista per l’utilizzo di tali fondi
150 milioni in base alla popolazione scolastica (già stanziati con D.L. 22 marzo 2021 e che verranno assegnati con apposito decreto interministeriale MI/MEF)
40 milioni attraverso la partecipazione a bandi del ministero (stanziati con D.M. 2 marzo 2021 n. 48 in corso di registrazione presso la Corte dei Conti e già compresi nella misura di incremento del fondo ex L.440/97 prevista dalla Legge di Bilancio 2021)

Conclusioni

Come FLC CGIL abbiamo chiesto al Mi la revisione dei tempi e i modi di utilizzo delle risorse stanziate. Riteniamo, infatti, necessario assicurare un impiego delle risorse per tutto il tempo della ripresa dell’anno scolastico 2021/2022 fino a dicembre (così come prevede esplicitamente lo stesso D.L. 22 marzo 2021, n. 41 che ha stanziato parte delle risorse rese disponibili per il Piano Estate).

Non è da sottovalutare anche la tematica dei criteri della distribuzione dei fondi alle scuole che dovrebbero essere centrati anche sulle specifiche situazioni (presenza di alunni con disabilità, scuole del primo ciclo che non dispongono dei fondi ordinari di recupero come le superiori ecc.).

Importante sottolineare che alle scuole spetta la regia degli interventi: solo loro possono decidere se e come utilizzare queste risorse, chi coinvolgere in termini di personale interno o esterno.

Accanto a ciò abbiamo chiesto di consentire, anche facendo ricorso a disposizioni ad hoc, il prolungamento dei contratti delle supplenze laddove il personale precario già in servizio nella scuola si dovesse rendere disponibile a svolgere le suddette attività. Siamo ora in attesa della nota Mi di assegnazione delle risorse confidando sul fatto che il Mi abbia recepito le nostre richieste, finalizzate a favorire una più estesa partecipazione del personale interno, su tutti quegli aspetti sindacali su cui non ci è stata data la possibilità di discutere al momento del varo del Piano Estate.
Ciò al fine di favorire una più estesa partecipazione del personale interno che, dopo il difficile ancora in corso anno di pandemia, potrebbe legittimamente pretendere lo “stacco” di riposo estivo per poter seguire meglio, alla ripresa, lo svolgimento delle lezioni e delle necessarie attività di recupero degli apprendimenti.

Grande spazio, nell`incontro del PD Valsassina di cui parliamo a parte, con i consiglieri regionali Raffaele Straniero e Jacopo Scandella, ha avuto il tema della Scuola.
Scandella, che viene da Clusone, ha affermato che la presenza delle Scuole Superiori anche nelle valli bergamasche ha sicuramente contribuito a migliorare la qualita` di vita e a diminuire la fuga dei giovani dalle valli per andare nelle citta`.

"Oltre che naturalmente, causare meno dispersione scolastica: trovandosi la scuola vicina i giovani sono piu` invogliati a frequentarla".

"La Valsassina - ha ribadito l`ex Presidente della Provincia di Lecco ed ex Sindaco del capoluogo, Virginio Brivio - e` l`unica realta` territoriale della Provincia a non avere una sua Scuola Superiore, a eccezione del CFP di Casargo" (di cui poi si e` discusso abbondantemente, in particolare dall`ex Sindaco di Casargo Pina Scarpa).

In effetti negli anni in cui Brivio fu Presidente delle Provincia, 2004-2009, venne dato un forte impulso al decentramento delle scuole superiori lecchesi.

Vennero potenziati i nuclei scolastici di Casatenovo, Calolziocorte, Oggiono, nell`ottica di un decentramento che doveva liberare il sovraffollamento delle Scuole Superiori lecchesi e anche del trasporto viabilistico e ferroviario.

Marinella Maldini, Segretaria provinciale del PD e fino alla recente pensione Dirigente Amministrativa in una Segreteria scolastica di Casatenovo, ha ricordato come sono nate quelle scuole:"Non bisogna pensare a una scuola che nasca gia` completamente autonoma con Preside e Segreteria, ma come sezione staccata che poi raggiungera` la sua autonomia".

Nacquero cosi` in effetti , ancora negli anni `80, l`Istituto Vigano` di Merate (da sezione staccata del Parini di Lecco), Villa Greppi di Monticello (da Ist. Badoni), successivamente il Bachelet di Oggiono (ancora Parini) e le ricordate realta` territoriali di Casatenovo e Calolziocorte.

E la Valsassina ? Stava a guardare !
A sfavorire la creazione di un eventuale polo valsassinese e` l`eccessiva frammentazione amministrativa della valle (troppi piccoli Comuni, con scarsi fondi e scarsa popolazione) e soprattutto la mancanza di un gruppo dirigente politico interessato alla questione, anche da parte della Comunita` Montana.

In piu` l`unico ente titolato alla gestione delle Scuole Superiori, cioe` la Provincia, e` stato fortemente penalizzato e svuotato amministrativamente e finanziariamente durante il Governo Renzi dalla Riforma Delrio del 2014 (a mio parere un errore, soprattutto per quanto riguarda il territorio lecchese). Un ente, la Provincia, che aveva sempre positivamente collaborato con l`UST (cioe` il Provveditorato).
E` sostanzialmente mancato quindi l`organo che doveva provvedere non solo alla gestione delle piccole o grandi riparazioni tecniche, ma anche alla programmazione dello sviluppo delle scuole.
Un eventuale progetto di istituzione delle Superiori in Valsassina non avrebbe quindi enti a cui rivolgersi !

E` chiaro comunque che se dovesse riprendersi in mano un progetto del genere, questo dovrebbe partire da corsi relativi a Istituti Tecnici in rapporto con le scuole lecchesi (Fiocchi, Parini, Badoni e Bovara), e soprattutto essere posto al centro della Valle (Introbio o Pasturo) per attrarre sia studenti dell`Alta Valle o dell`altipiano.
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Nel Settembre del 2018 la Preside dell`Istituto Comprensivo di Bellano e Premana , Maria Luisa Montagna, provo` a presentare un progetto di AFM (cioe` Ragioneria) da appoggiarsi al CFP di Casargo. Se a livello di pre-iscrizioni aveva raccolto qualche tiepida adesione dagli studenti di Premana e Casargo (sette o otto studenti)  non ne raccolse pero` nemmeno una da quelli del Centro Valle, da Cortenova a Pasturo, men che meno dall`Altopiano.

La localizzazione quindi e` strategica per avere dei numeri, senza i quali non sarebbero permesse autorizzazioni: ma in Valsassina si potrebbe calcolare una scuola di circa 200 alunni, partendo da un biennio che poi dia adito a diverse specializzazioni nel triennio.

Manca pero` una struttura disponibile in Centro Valle : Villa Merlo, localizzazione ideale, dove oggi alloggiano provvisoriamente le Seconde e le Terze della Scuola Media di Introbio, sarebbe troppo piccola e inadeguata per una scuola superiore.

Insomma, la scelta e` tra continuare a guardare quello che fanno gli altri oppure cercare di darsi una mossa : sempre Virgino Brivio ha ricordato che il Recovery Fund apre ottime prospettive per progetti di riqualificazione anche in campo scolastico.

Con una consapevolezza pero`, che oggi il diploma di Terza Media non e` piu` sufficiente per garantirsi una posizione lavorativa non solo soddisfacente, ma sicura nel tempo.
"La maggioranza dei lavoratori a bassa qualificazione che perdono il lavoro a causa della crisi - ha detto ancora Scandella - molto difficilmente trovano un altro lavoro". Siamo in una societa` che ha bisogno di specializzazioni sempre piu` qualificate e di buon livello. La Terza Media, ma neanche il Diploma, certamente non bastano piu`.

Continuare a stare a guardare dalla finestra quello che fanno gli altri puo` diventare molto pericoloso, soprattutto per i nostri figli !

 

 

 

 

 

Giovedì, 22 Aprile 2021 14:45

DAL 26/04 A SCUOLA IL 75% DEGLI STUDENTI

DA LUNEDI’ 26 APRILE IL 75% DELLA POPOLAZIONE STUDENTESCA TORNERA’ IN PRESENZA
Riunito in videoconferenza il Tavolo prefettizio per il coordinamento dei comparti scuola-trasporti in vista delle nuove misure decise dal governo e che entreranno in vigore dal prossimo 26 aprile.
Le decisioni assunte dal Tavolo prevedono la seguente articolazione oraria.

Comuni di Lecco e Calolziocorte
Le lezioni continueranno ad essere articolate in moduli didattici di 50 minuti, con due fasce orarie di ingresso, alle ore 8.00 e alle ore 9.40, e quattro orari di uscita, rispettivamente alle 11.20, 12.10, 13.00, 13.50. Alle ore 8.00 farà ingresso il 50% della popolazione studentesca, mentre alle ore 9.40 il restante 25%.
In modalità a distanza si svolgerà l’ulteriore 25%.

Comuni di Merate, Monticello Brianza e Casatenovo
Confermata l’articolazione delle lezioni in moduli didattici di 50 minuti e le due fasce orarie di ingresso, alle ore 8.00 e alle ore 9.40, con quattro orari di uscita rispettivamente alle 11.20, 12.10, 13.00, 13.50. In questi territori gli studenti entreranno in classe in due scaglioni percentuali omogenei e comunque non superiori al 40%.

Comune di Oggiono
Confermata l’articolazione delle lezioni in moduli didattici di 50 minuti e le due fasce orarie di ingresso, alle ore 8:00 e alle ore 9.40, con quattro orari di uscita rispettivamente alle 11.20, 12.10, 13.00, 13.50. Alle ore 8.00 entrerà il 47% della popolazione studentesca, mentre alle ore 9.40 farà ingresso il 28% circa. In modalità a distanza si svolgerà il restante 25% di didattica.

Comune di Colico
Mantenuto l’unico ingresso alle ore 8:00, nella misura del 75% della popolazione studentesca interessata, con uscite alle ore 13.00 ed alle ore 14.00.

Le misure adottate saranno sottoposte ad attento e frequente monitoraggio per le rimodulazioni che dovessero rendersi necessarie e per valutare, entro il 7 maggio p.v., la possibilità di estendere la didattica in presenza fino al 100% della popolazione studentesca.
Il Prefetto De Rosa ha sensibilizzato le Forze dell’ordine a concorrere nei servizi di vigilanza e controllo con le Polizie locali ed i Volontari di Protezione Civile, al fine di evitare assembramenti nei consueti punti critici.

Nelle scuole della Lombardia partirà presto il nuovo test per lo screening anti Covid-19.
Via libera ai tamponi salivari molecolari, risultato di una sperimentazione attuata dall’Università degli Studi di Milano.

Questi test, meno invasivi e con la stessa validità del tampone naso-faringeo molecolare, consentiranno un monitoraggio più accurato della diffusione del virus senza la necessità di impiegare personale sanitario, già in prima linea nella campagna vaccinale e nella cura dei pazienti in ospedale.

Martedì, 20 Aprile 2021 06:48

PSICODRAMMA COVID NELLE SCUOLE

Sì, è proprio così, come scrive Enrico Baroncelli. Il mondo della scuola si trova al centro di un dramma epocale. Ma non solo docenti e studenti si trovano loro malgrado fra i disperati protagonisti di uno psicodramma peraltro privo di adeguata catarsi conclusiva. Questo “dramma medico-psicanalitico” come lo definisce Baroncelli, è molto di più.

È una tragedia universale nel cui seno siamo tutti (o rischiamo di diventarlo) vittime sacrificali di una liturgia i cui officianti vengono quotidianamente sottoposti ad attacchi, che sempre più spesso degradano in aggressioni, da parte di chi subisce i devastanti effetti della “confusione delle riaperture sì, riaperture no”. E i ragazzi in età scolare sono i più danneggiati da una situazione che solo lentamente e parzialmente mostra segni di evoluzione positiva. La scuola, dunque. Ma il problema NON NASCE nella scuola ma prima e dopo la scuola; nasce all’esterno dove i contatti umani sono quasi incontrollabili. Si trovano, queste cause, soprattutto nei “mezzi pubblici strapieni” ma riguardano anche le abitudini sociali dei giovani che, comprensibilmente, faticano a rinunciare all’incontro con gli amici dopo la scuola.

Come ha affermato il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, il ritorno generalizzato fra i banchi “dipende anche dai trasporti. Non so come si farà, da oggi al 3 maggio, a realizzare le condizioni necessarie a far ripartire la scuola. Tutti auspichiamo la riapertura ma il tema è la fattibilità.” Certo, basterebbe moltiplicare autobus, pullman, treni dimezzandone però la capienza. Ma due metri di separazione fra un utente e l’altro, in un ambiente volumetricamente minuscolo non risolvono il problema legato al rischio di contagio per gli studenti che utilizzano il trasporto pubblico per raggiungere la scuola e per tornare a casa.

E come non capire i “genitori che sclerano perché devono tenere i figli, incolpevoli compagni di classe del ragazzo scopertosi positivo, chiusi in casa per l’ennesima Quarantena”. Però vale forse la pena di sottolineare, a proposito di quell’”incolpevoli”, che quarantena, DAD, isolamento sociale aut similia non sono punizioni. Porre la questione in questi termini significa sospettare che esista una volontà di colpire senza ragione chi non ha responsabilità in quanto sta accadendo. Significa insinuare che chi ci governa (bene o male non è significativo in questo contesto) manifesti l’intenzione di punirci anche in assenza di una colpa.

Questo riferimento ad un sistema occulto “pena-punizione” spiega bene la confusione dilagante su cosa fare e come farlo per risolvere i problemi giganteschi prodotti, non solo nella scuola, dalla pandemia. Riaprire tout court le scuole significherebbe inoltre ricostituire le “classi pollaio” come giustamente denuncia la studentessa di Lamezia Terme citata nell’intervento di Enrico Baroncelli. Intanto il contagio riparte anche fra i ragazzi della Valsassina e del Lecchese. E hanno ragioni da vendere i Presidi quando si oppongono alla riapertura dell’insegnamento in presenza, in difetto di interventi adeguati poiché il certamente auspicabile, ma difficilmente praticabile, rientro in classe dal 3 maggio prossimo, creerebbe più problemi di quanti ne potrebbe risolvere. La verità è che le fughe in avanti comportano rischi altissimi. Non dimentichiamo che la Sardegna in quattro settimane è passata dal colore bianco di un’isola felice, al rosso fuoco dell’impennata dei contagi. Invece di banchi a rotelle servono vaccinazioni a tappeto. Ma per questo dobbiamo affidarci a un alpino.

Ancora una volta, nella confusione delle riaperture si riaperture-no, la Scuola e` al centro del dramma medico-psicanalitico che sta vivendo la societa` italiana. Il prisma catadiottrico dello stato di confusionalita` che il Governo attuale dimostra non meno di quello precedente.

Le Riaperture sono un "Rischio calcolato" dice Draghi: " Si` - risponde l`ormai celeberrimo direttore dell`Ospedale Sacco di Milano Massimo Galli - ma calcolato male !".

Ecco appunto, guardiamo per esempio la Scuola: neanche una settimana dalle riaperture, il 12 Aprile per Medie e Superiori, che gia` sono riesplosi i contagi tra gli alunni (ricordiamo che la variante Inglese colpisce forte anche i piu` giovani) in Valsassina, ma anche a Lecco e nella Brianza, con tutte le conseguenze del caso.

Genitori che "sclerano" perche` devono tenere i figli, incolpevoli compagni di classe del ragazzo scopertosi positivo, chiusi in casa per l`ennesima Quarantena di due settimane ("E` la quarta volta in un anno !" protestano).

Quindi i ragazzi o stanno chiusi in casa per la DAD (pero` almeno avevano qualche ora di libera uscita), oppure chiusi in casa per la Quarantena, non si scampa.

A Lamezia Terme una ragazza di Quinta Superiore scrive al Governatore della Calabria Scarfi`: "Con che coraggio ci volete rimandare in classe dopo quasi un anno e mezzo di DAD ? Vuol dire riprendere ad alzarsi alle 6, prendere mezzi pubblici strapieni, arrivare nella classe (spesso pollaio ndr) aumentare il carico di stress e di fatica di un anno gia` molto faticoso".

A Lecco i rappresentanti di classe di Prima, Terza e Quarta di un Istituto Superiore hanno ufficialmente chiesto alla Preside di restare in DAD fino a Maggio inoltrato:" Non ci sentiamo sicuri in classe, temiamo i mezzi di trasporto, temiamo di contagiarci a vicenda con le conseguenze della Quarantena" (qualcuno di loro va a lavorare e avrebbe conseguenze negative se posto in quarantena).

I Presidi, preoccupati anche loro e contrari ad aperture generalizzate, ormai passano il 70% del loro tempo a fare i tracciamenti di alunni, professori, bidelli, che siano risultati positivi : quindi bisogna avvisare tutti gli altri compagni di classe, insegnanti di corso, ecc. che devono sottoporsi ai tamponi e stare in Quarantena pure loro.
Quindi avvisare l`ASST di riferimento, e programmare con loro tamponamenti e "vigilanze attive".

"Io avevo fatto il concorso per Preside per potermi occupare di didattica, di potenziamento delle discipline, di approcci ai ragazzi soprattutto quelli piu` problematici" si sfoga una simpatica Preside di Lecco:" Invece sono mesi che non faccio quasi altro che occuparmi di tracciamenti, di banchi a rotelle, di organizzare gli orari di entrate e di uscite da accessi diversi !".

Insomma, ancora una volta, grande e` la confusione sotto il cielo: il pericolo e` che a Maggio sara` ancora peggio.
Troppo poche ancora le vaccinazioni : forse la maggior parte dei nonni saranno vaccinati, qualche insegnante anche (per fortuna) ma la stragrande maggioranza dei ragazzi e dei genitori ancora ne sono lontani, anzi lontanissimi !

Evento online gratuito per docenti e studenti organizzato da De Agostini Scuola

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Luca Perri e Serena Giacomin guideranno docenti e studenti in un viaggio virtuale alla scoperta di alcuni luoghi del nostro pianeta significativi per comprendere lo stato di salute della Terra.

Giovedì 22 aprile, dalle 11:00 alle 12:30, rifletteremo insieme in maniera coinvolgente e interattiva sul tema dell’EarthDay 2021: “Ripristinare il nostro Pianeta”.

Iscriviti subito: http://bit.ly/EarthDay2021_DeA

Siamo chiamati a ridurre il nostro impatto ambientale e – soprattutto – ad agire per rimediare ai danni causati, migliorando il futuro di tutti. Per agire, però, abbiamo bisogno di conoscere e comprendere quale sia la reale situazione e se l’accesso alle risorse essenziali sia garantito all’umanità intera.

Parteciperanno al viaggio:

Daniele Gasparri, astrofisico e divulgatore in collegamento dal deserto di Atacama ( Cile),
Giorgia Girometti, capo progetto per Medici Senza Frontiere in collegamento dal Sudan (East Darfur)
Francesca Garaventa, ricercatrice dell’istituto IAS – Cnr con un focus sullo stato di salute del Mar Mediterraneo.

I relatori condivideranno esperienze, dati, testimonianze, attività di ricerca e opportunità di citizen science per poter contribuire tutti a “Ripristinare il nostro Pianeta”.

L’evento è in collaborazione con IAS-Cnr, Medici Senza Frontiere, Passione Astronomia.

Non mancare, iscriviti qui: http://bit.ly/EarthDay2021_DeA

Coinvolgi le tue classe che potranno seguire la diretta su YouTube

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