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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

La vicenda dei nuovi parcheggi con annessa nuova strada e nuove aree residenziali a Barzio, stanno occupando gran parte delle cronache di questi giorni.
Aldilà della documentazione che man mano viene pubblicata, due sono gli aspetti sui quali come Valbiandino.net ci sembra opportuno soffermarci.
Il primo è che non c’è nulla di nascosto. Nulla che non fosse accessibile al pubblico. E, conseguentemente, nulla che non fosse, già in passato, divulgabile.
Per dirla in breve, se la gente di Barzio e della Valsassina in generale vengono a conoscenza di certi progetti dalla “stampa” la colpa non la si può addossare a chi delibera e pubblica, ma ad una generale indifferenza nei confronti dell’operato delle amministrazioni che, magari, hanno anche contribuito ad eleggere.

Per cui, ne consegue che anche le “rivelazioni” sopraggiunte siano in netto ritardo rispetto a quanto potessero in effetti essere.
A meno che, teniamoci sempre stretto il beneficio del dubbio, tutto ciò sia stato orchestrato, come si dice, “a orologeria”. Siccome però è impossibile dimostrarlo, mettiamo questo pensiero in cantina non per dimenticarlo ma al solo scopo di conservarlo per eventuali future esigenze.
Purtroppo, l’interesse della popolazione verso l’attività dei comuni è spesso ristretto al paio di mesi precedenti le elezioni: allora tutti sanno (o credono di sapere) tutto, emergono le insofferenze e si creano schieramenti dove, soprattutto nei piccoli paesi, l’interesse personale e le piccole faide interne, sopravanzano quello comune.
Così succede che il primo consiglio comunale sia partecipatissimo, il secondo un po’ meno e il terzo vada praticamente deserto. Stessa cosa per l’albo pretorio, cartaceo o online non fa differenza, che nessuno guarda a meno che non ci sia affissa una delibera che lo riguarda personalmente.

Morale: così come la legge non ammette ignoranza, gli strumenti per conoscere cosa sta succedendo a casa tua ci sono e basta utilizzarli. Lamentarsi a posteriori non ha poi molto senso.
Il secondo aspetto della vicenda è il suo “merito”. E cioè se il nuovo parcheggio, la nuova strada, le nuove residenze e, più in generale, tutto il nuovo piano di sviluppo contenuto peraltro nel Documento Unico di Programmazione recentemente approvato dall’assemblea della Comunità Montana (e quindi assolutamente di dominio pubblico, basta volerlo) siano condivisibili o meno.
Nel DUP sopra richiamato, tra molto altro, sono presenti anche la nuova funivia Moggio - Artavaggio, impianti di risalita sempre ad Artavaggio e nuovi investimenti tra Barzio e Bobbio per decine e decine di milioni di euro.
Giusto o sbagliato? Sogni o realtà? Ognuno avrà la sua opinione che però è giusto formarsi leggendo il documento ufficiale ed è per questo che qui sotto trovate il DUP approvato in Comunità Montana così ve lo potete scaricare, leggere e farvi un’opinione senza essere “guidati” nel farlo.

In queste settimane, però, chi davvero manca all’appello è la cosiddetta “politica” locale, cioè chi ha compiuto le scelte e le sta portando avanti.
Per quanto abbiamo potuto leggere, non una parola, non una dichiarazione, ed è un silenzio che può lasciar spazio a interpretazioni le più diverse e contraddittorie.
Nel frattempo le “notizie” (che, come abbiamo evidenziato, tanto “notizie” non sono) corrono gestite da “opinionisti” che fanno il loro lavoro seguendo la una precisa linea editoriale.

Come Valbiandino.net siamo soliti cercare di fornire nello stesso tempo il parere di tutte le parti in causa per cui riteniamo che sarebbe davvero opportuno che la cosiddetta “politica locale” (e non ci riferiamo ovviamente al solo sindaco di Barzio) si esponesse e dichiarasse che ha compiuto quelle scelte motivandole e corroborandole con dati e informazioni le più esaustive possibili.
In quattro parole, assumersi le proprie responsabilità.
Riccardo Benedetti

Martedì, 03 Agosto 2021 13:45

INTERESSANTE SERATA SULLA VALSASSINA

Anche se con poco pubblico, molto interessante la serata tenutasi lunedi scorso presso il Comune di Introbio sulla demografia e sviluppo economico della Valsassina.

Una ricerca che nasce, come gia` detto, da un`indagine commissionata dal consigliere regionale del PD Jacopo Scandella, supportato da Raffaele Straniero, su tutte le Comunita` Montane della Lombardia ( per quanto riguarda la Comunita` Montana valsassinese la alleghiamo all`articolo).

Era presente anche il Presidente della Comunita` Montana Fabio Canepari (un vero peccato che altri amministratori, pur invitati, non abbiano partecipato).

Scandella ha esposto molto brevemente i dati (risalenti al periodo 2012-2020) riguardanti lo sviluppo demografico : - 0.8% in Valsassina, -1,2 nelle altre comunita` montane, + 3,4 in Lombardia.

"C`e` naturalmente il problema dell`invecchiamento della popolazione, che non viene sufficientemente sostituita da fasce piu` giovani e probabilmente l`INPS si trovera` in difficolta` tra qualche anno"

"L`indice di vecchiaia, cioe` il rapporto tra gli ultra 65 enni e gli under 14 enni, infatti e` salito a +36% (la Lombardia al 25,3%). E` diminuita del 4,1% la popolazione in eta` lavorativa, mentre e` aumentata del 14% la popolazione over 65".

Al di la` dei dati statistici pero` e` importante una riflessione su come sara` il futuro della Valsassina, e soprattutto sui servizi che si vogliono sviluppare.

"Stanno per arrivare finanziamenti importanti" ha ricordato Scandella citando il PNRR europeo: " Non dobbiamo sprecarli con interventi di piccolo cabotaggio, come marciapiedi, palestre, campi sportivi o altro, che sono si` utili ma non cambiano in maniera determinante il futuro di una valle. Occorrerebbe pensare a processi piu` in grande, in cui pero` i Sindaci dovrebbero mettersi d`accordo sulla localizzazione e su quali scelte fare". Servirebbe quindi un Piano Territoriale piu` ampio e avanzato, ancora piu` urgente oggi quando non c`e` piu` o quasi la Provincia e la Comunita` Montana ha poteri troppo ristretti per organizzare un coordinamento, come ha rilevato Canepari.

Per quanto riguarda l`Economia il dibattito e` stato introdotto dal Direttore della Biblioteca introbiese Enrico Baroncelli:" L`economia della Valsassina si basa storicamente su quattro filoni: la Siderurgia, l`Industria Casearia, l`Edilizia e possiamo aggiungerci il Turismo".

Per quanto riguarda la siderurgia anche la ricerca di Scandella dimostra che non ha perso molto, nonostante la Pandemia e la crisi risalente al 2008: " I Cinesi hanno copiato di tutto - ha aggiunto Baroncelli - ma non sono riusciti a copiare la qualita` delle flange valsassinesi. La globalizzazione non ha troppo penalizzato la Valsassina, anche perche` gli imprenditori valsassinesi hanno resistito alle lusinghe di trasferire (come molti altri hanno fatto, anche nel Lecchese) le proprie attivita` all`estero, dove i costi di produzione sono inferiori (Svizzera, Romania, Polonia ecc.)."
"Piuttosto il problema e` che molti marchi storici sono stati ceduti all`estero: dalla CAMP di Premana, ai caseifici che, come dimostra l`ottimo libro del prof. Michele Corti sui Bergamini, sono stati i fondatori dell`industria casearia italiana. Mi riferisco a nomi come Locatelli Invernizzi, Galbani, piu` recentemente Cademartori, ceduti alla svizzera Nestle` o alla francese Lactalis.
Sono pero` per fortuna rimasti valsassinesi marchi come Mauri formaggi, Carozzi, Acquistapace e Ciresa, per citarne solo alcuni."
L`occupazione comunque per il momento non ne ha risentito molto, anche perche ` il mercato e` sempre stato molto vivace (adesso finalmente saranno tolti anche i dazi americani).

Per il rilancio dell`Edilizia si sperava di piu` nel SuperBonus del 110% , ingabbiato pero` da troppe pastoie burocratiche (come lamentano alcuni imprenditori, sia a Lecco che in Valsassina). "E` assurdo che ogni Comune abbia in edilizia delle regole sue, diverse da quelle del Comune accanto" e` stato rilevato nell`assemblea.

Il Presidente Canepari ha poi sottolineato il problema della scarsa razionalita` della divisione della Comunita` Montana in "aree interne" (che ricevono maggiori finanziamenti) ed "aree esterne" (spesso relegate ai margini) mentre si e` manifestato un certo scetticismo su un`eventuale prospettiva, che sarebbe molto opportuna, di unificare i Comuni, soprattutto quelli piu` piccoli, per arrivare ad ottenere maggiori finanziamenti e un maggior coordinamento delle risorse.

Tanti i temi e tante le tematiche affrontate : anche quelle sanitarie, Scandella ha ricordato l`esempio delle Case di Comunita`, come quelle che ci sono in Emilia, che sono attualmente all`attenzione del Governo per una Sanita` piu` efficiente ed economica.
Sicuramente ci sara` modo di tornare sugli argomenti.

IN ALLEGATO LA RICERCA PRESENTATA DA SCANDELLA

 

 

Sono state completate le opere di demolizione e ricostruzione del piccolo ponte, posto in Valle Contra, visibile lungo la mulattiera che sale al rifugio Riva.
Sono state curate le finiture in legno dei parapetti e in sasso agli appoggi.
Sono state sistemate anche le scogliere d'argine.
L'intervento è costato complessivamente 120mila euro.

VIABILITA’: DAL 26 GIUGNO TORNA L’ISOLA PEDONALE IN CENTRO PAESE Il PROVVEDIMENTO SARA’ ATTIVO FINO A DOMENICA 5 SETTEMBRE

Anche quest’anno, in vista della stagione estiva e dell’arrivo in paese di numerosi villeggianti, l’Amministrazione comunale di Barzio ha deciso di ripristinare l’area pedonale, così come sperimentato già lo scorso anno.
Il provvedimento, così come emanato da Decreto Legge, è finalizzato a garantire agli esercenti di recuperare all’esterno lo spazio perso all’interno del locale a causa delle imposizioni anti-pandemia; ma garantirà anche la creazione di una zona sicura, nella quale residenti e turisti potranno camminare e sostare in assoluta tranquillità, a partire da sabato 26 giugno fino a domenica 5 settembre.
Le disposizioni relative alle chiusure delle vie del centro e alla circolazione sono invariate rispetto all’anno scorso, con l’unica eccezione dovuta al fatto che scendendo da via Rena è possibile sia svoltare a destra e attraversare piazza Garibaldi, che svoltare a sinistra verso via Francesca Manzoni.

"Dopo l'esperienza dell'anno scorso e dopo esserci confrontati con gli esercenti del paese, abbiamo deciso di riproporre l'isola pedonale - afferma il sindaco Giovanni Arrigoni Battaia - Accogliendo le osservazioni dei commercianti, abbiamo istituito la viabilità estiva, introducendo la novità della svolta anche verso piazza Garibaldi per chi scende da via Rena. Per favorire le attività commerciali abbiamo esteso quanto più possibile le aree esterne a loro disposizione e buona parte degli esercenti hanno accolto e sfruttato la possibilità di fare richiesta per l'occupazione suolo pubblico. Ci auguriamo che sia per tutti una buona estate, che dia importanti segnali di ripresa dopo questi mesi difficili".
Di seguito, nel dettaglio, tutte le disposizioni viabilistiche:
• L’area pedonale occupa via Martiri Patrioti Barziesi, dalla rotonda fino alla pasticceria Passoni, via Roma, il tratto che porta a Piazza Garibaldi e la stessa piazza.
• Via Martiri Patrioti Barziesi ha una sola corsia aperta al traffico, a senso unico in direzione Cremeno, quello dove si trova l’edicola; il lato opposto, quello dove si trovano i bar, diventa una corsia pedonale dove gli esercenti possono usufruire dello spazio concesso per aumentare i propri spazi.

• Sempre restando lungo via Martiri Patrioti Barziesi la fermata del pullman lato edicola, direzione Cremeno-Lecco, resta attiva mentre quella sul lato opposto è spostata in via Milano, davanti all’oratorio. Per quanto riguarda la fermata di Barzio davanti all’ex cinema e quella di Cremeno (davanti alla Stube) in direzione Barzio, sono disattivate e sostituite da una a Cremeno in via Provinciale.
• Per chi giunge da Cremeno vige l’obbligo di svoltare in direzione piazza del mercato, dove si può attraversare il piazzale e andare verso via Provinciale oppure girare intorno all’ ex municipio per riprendere la strada in direzione di Cremeno. Il venerdì, durante le ore del mercato il piazzale non può essere attraversato ed è obbligatorio girare intorno all’ ex municipio e ritornare verso Cremeno.
• Il tratto di via Roma che sale verso la piazza diventa pedonale nei seguenti orari: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00, sabato, domenica e festivi di luglio e tutti i giorni di agosto. Al di fuori di questi orari è consentito il transito.
• Giungendo in piazza Garibaldi da via Roma è consentito procedere sia verso via Ippolito Manzoni sia via Francesca Manzoni che via Rena. Giungendo da via Alessandro Manzoni non è consentito attraversare la piazza ma vige l’obbligo di svolta verso via Ippolito Manzoni. Giungendo da via Rena è possibile sia attraversare la piazza che svoltare verso via Francesca Manzoni.
• L’ingresso in via Robiasca è consigliato solo ai residenti e a chi deve andare al cimitero, perché al termine della via, dove si incontra con via martiri patrioti e via Tranquillo Baruffaldi c’è un divieto al transito in direzione di piazza Garibaldi. Per far fronte a questo divieto via Robiasca è percorribile in entrambe le direzioni. Per chi arriva da via s. Eustacchio (proveniente dalla funivia) e da via Robiasca è obbligatorio proseguire lungo via Todeschini, ad accezione di chi deve andare al cimitero o ai residenti.

• I parcheggi di via Martiri Patrioti Barziesi che si trovano nella corsia adibita a isola pedonale sono soppressi mentre quelli dal lato opposto restano attivi.
• I parcheggi di via Martiri Patrioti Barziesi, di via Roma (tratto che porta alla piazza) e di piazza Garibaldi restano a pagamento ma con una sosta massima di 30 minuti.
• Gli attuali parcheggi disabili in piazza restano di fronte alla rosticceria.
• Di fianco dalla pensilina di via Martiri Patrioti Barziesi viene creato un parcheggio riservato ai disabili.
• I parcheggi di via Luigi Corsi non possono essere utilizzanti per facilitare il passaggio lungo la via.
Per sopperire alla perdita di posti auto, l’Amministrazione comunale ha raggiunto un accordo per l’utilizzo gratuito del parcheggio che si trova davanti all’ ex cinema (via Roma, vicino al confine con Cremeno).

"INTROBBIO VALSASINA 24 LUGLIO 1853

"A Sua Eccellenza Illustrissima Feldmaresciallo Josef Radetzky
Governatore Regno Lombardo Veneto
Per conto di Sua maesta` Imperiale Francesco Giuseppe

Illustrissimo Governatore

Chiedo scusa per la mia richiesta che fara` forse perdere il suo Tempo prezioso da un humile cittadino da sempre fedele servitore dell`Impero. Ma vorrei sottoporVi questa Supplica per un fatto increscioso accadutomi giusto un anno fa, e che da allora non mi fa piu` prendere sonno.
Si tratta di un mio cavallo, a cui ero particolarmente affezzionato, un bellissimo Bajo di colore marrone scuro, che mi e` stato a mio parere ingiustamente sequestrato da due ufficiali della Guardia Imperiale Austriaca, senza darmi la possibilita` di redimerlo e riscattarlo, per via di alcuni piccoli debitucci che havevo da pagare.

La prego quindi Vossignoria e Supplico con il cuore in mano, di poterlo redimere e riportare a casa il mio cavallo".

Questa era una delle ormai innumerevoli lettere che Angelo Rossi, gia` possidente benestante con residenza a Introbio, ma con case e terreni di proprieta` anche a Primaluna, Cortenova e Val Biandino, oltre che la Miniera di Barite a Cortabbio, aveva inviato per tentare almeno di farsi restituire il suo magnifico cavallo a cui era affezionatissimo.

Oh quante volte erano andati insieme su e giu` per la Valsassina, in splendide galoppate sul Pioverna o sulla Grigna, a Bajedo, a Barzio, sul sentiero per Bobbio o su quello per Madonna di Biandino, anche quando andavano a pregare per ringraziare la Madonna dall`averli recentemente preservati dal Colera !

C`era un rapporto particolare tra lui e Bajo: quante volte gli aveva accarezzato la criniera, si era preso cura di lui e non voleva che nessun altro dei suoi stallieri lo facesse, pulendogli la schiena, la coda, lisciandogli tutto il pelo !

Si capivano al primo sguardo, era un cavallo intelligentissimo, non c`era bisogno di spronarlo piu` di tanto quando il padrone aveva fretta e doveva arrivare ad un appuntamento, oppure poteva permettersi di trotterellare tranquillamente e di godersi il panorama.

Ma un giorno tremendo tutto questo era cambiato.

"Fedele servitore di Sua Maesta` Imperiale ?" - il Vice Capo della Polizia Austriaca Karl Woldstein, nel suo ufficio di Milano, aveva riso sotto i lunghi baffoni neri e ricurvi che gli incorniciavano la faccia-. " Nein - grido` al luogotenente, ma chi vuole prendere in giro questo banditen ? ".
"Lo sanno tutti che il signor Angelo Rossi e` un simpatizzante della Carboneria italiana, che e` cugino di quello strano ingegnere di Introbbio, Giuseppe Arrigoni, che invece di occuparsi di ponti e di case e` andato in strada a Milano a sparare ai nostri soldati nel Marzo 1848, e ora si nasconde in Svizzera !"

"Nein - grido` ancora piu` forte il Capo della Gendarmeria di Lecco, Kurt Menstein : e` pure amico di quel cospiratore mazziniano, Felice de Vecchi, che sta costruendosi una villa a Cortenova per tramare segretamente e sobillare il popolo contro il nostro Augusto Sovrano. Fa parte di quella cerchia di nemici dell`Austria, che vorrebbero vedere crollare il nostro Impero millenario voluto da Dio ! ".

Per farla breve, non gli risposero neppure. La verita` e` che anche Angelo Rossi era entrato nel mirino della inflessibile Polizia Asburgica.
Una volta ritornati in Lombardia, dopo la definitiva sconfitta del Re di Savoia Carlo Alberto a Novara nel 1849, gli Austriaci avevano deciso di farla ben pagare ai gia` rivoltosi "milanesi".

Percio` si erano messi non solo a controllare ogni movimento sospetto (a chi sgarrava carcere e corda, quella della forca) ma anche vecchie carte e certificati di proprieta`.

Era ritornato in auge il Catasto detto Teresiano, stabilito su misure effettuate alla meta` del Settecento, piu` di un secolo prima. "Avete pagato le Tasse dovute in relazione alle vostre proprieta` catastali ? Ah furbetti, pensavate di fare i furbi e di non pagarle piu` ? Noi le rivogliamo a partire dal 1840, tutte quante ! E la Tassa sull`Imbotato ? Era stata abolita dall`Imperatore Giuseppe II settanta anni fa ? Fa niente, noi la rimettiamo ! E la tassa sui passaggi di proprieta` ? E quella sulla Successione ? E la Decima dovuta alla Chiesa ? Questi terreni noi ve li sequestriamo, cosi` imparate a fare tanto i "rivoltosi". Kaputt e basta !"

"I terreni prendetemeli pure, ma il cavallo no !" . Cosi` aveva gridato Angelo Rossi quando due gendarmi in uniforme bianca si erano presentati alla sua porta, le sciabole alla cintura e il fucile a tracolla bene in vista.

"Bajo no, Bajo no, vi prego !"

Inflessibili e teutonici, gli ripeterono per l`ennesima volta che loro avevano l`ordine di sequestragli il cavallo !
"Il cavallo no, vi prego ! Sentite ! " disse guardando indietro verso la moglie Evelina.

"Vi do` cinque scudi d`oro a testa (una bella somma per quel tempo), ma lasciatemi il cavallo".
Evelina intanto era corsa in camera a prendere gli scudi d`oro.

I due ufficiali, di origine croata, si guardarono scambiandosi uno sguardo di disgusto. Proprio patetici questi Italiani: cercavano pure di corrompere due soldati di Sua Maesta` !

"Herr Rossi - gli risposero - facciamo finta di non aver sentito, altrimenti dovremmo arrestare pure lei ! Ci dia il cavallo e basta, altrimenti dovremo ricorrere alla forza !".

Per un attimo l`idea passo` nella testa di Angelo Rossi. Morire per un cavallo ? No, non si poteva. Chi avrebbe guardato a sua moglie Evelina e soprattutto ai suoi figli ? I soldati erano armati: era impossibile opporre resistenza.

"Lasciatemelo salutare un`ultima volta" disse mentre i soldati gia` prendevano le briglie.
Piangeva, lacrimava calde lacrime sul suo bellissimo dorso marrone scuro, sulla sella che gli aveva fatto costruire su misura da un bravo artigiano di Taceno, sul suo collo maestoso che tante volte lo aveva accompagnato.
Bajo lo guardava, e capiva che qualcosa di veramente brutto lo stava coinvolgendo.

Se ne ando` piano e mestamente, tirato per la corda dai due soldati, all`ingresso della strada verso Primaluna.
Non lo vide mai piu`.

"Eccellenza Vossignoria Illustrissima ..." le lettere si ripetevano in continuazione, senza alcuna riposta ma cos`altro poteva fare ?

Aveva venduto altri due terreni: "I soldi per quel debito sono hora disponibili, Vi supplico posso riavere il mio cavallo ?"

Chissa` dov`era finito, sequestrato dall`Esercito di Sua Maesta` Imperiale.
Forse in Galizia, forse nel Tirolo, forse nel Baden-Wurttemberg.

Non lo seppe mai, e il suo cuore si era spezzato quel giorno.
Spezzato letteralmente: ebbe un attacco da infarto pochi anni dopo. Angelo Rossi passo` gli ultimi anni della sua vita seduto su una poltrona, da cui non si sarebbe piu` rialzato, fumando una lunga pipa, l`unico vizio che poteva ora concedersi, che sua moglie Evelina aveva fatto costruire , una pipa che terminava quasi a terra, come i calumet indiani.

Il suo cuore si era fermato quel giorno.

"Eccellentissimo, Vossignoria ..." non ebbe mai una risposta.

 

ndr: la storia e` in parte romanzata ma basata su un episodio vero raccontato molti anni fa da Guarisca Magni di Introbio e documentato da lettere.

 

 

 

 

 

 

Volge al termine l’anno scolastico 2020/2021 e il CFPA è già focalizzato sulla stagione estiva: la struttura è già full di prenotazioni da parte di società sportive e campus musicali.

Grazie ai suoi ampi spazi, il CFPA Casargo potrà garantire lo svolgimento delle attività mantenendo anche quest’anno un efficace distanziamento sociale. Saranno infatti circa 140 i posti letto disponibili, con le due ampie sale ristorante per i pasti mentre all’esterno si potranno praticare gli sport nei campi da pallavolo, calcio e basket, oppure nell’ampia palestra interna in caso di maltempo.

Per 5 settimane il CFPA ospiterà Anbima (Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome), rispettivamente 3 settimane Anbima Lombardia e 2 settimane Anbima Milano. Successivamente sarà la volta del Basket Erba e del Basket Lecco. La Polisportiva Mandello e “Progetto Arcobaleno” saranno ancora insieme a Casargo per promuovere l’attività motoria e sportiva come momento e opportunità di relazione e interazione sociale. In seguito verranno ospitati anche due cori e un’associazione di karate.

 “Come tutte le estati, siamo felici di aprire le porte del CFPA e di sfruttare al massimo tutte le sue potenzialità anche nella stagione estiva. Ringraziamo tutte le associazioni e società che ci hanno scelto, confermando che il CFPA è una struttura versatile e adattabile ad ogni esigenza” commenta Marco Cimino, Direttore del CFPA Casargo.

“Poter portare le persone a Casargo significa far conoscere il nostro meraviglioso territorio, un contesto naturalistico e turistico unico. Da sempre il nostro intento è di sfruttare al massimo le potenzialità della struttura scolastico, e anche quest’anno possiamo dirci soddisfatti del risultato” aggiunge Marco Galbiati, Presidente del CFPA Casargo.

 

Molto interessante e ricco di spunti di riflessione l`incontro tenutosi sabato mattina presso Villa Migliavacca a Introbio con due consiglieri regionali del PD, Raffaele Straniero e Jacopo Scandella.

L`oggetto dell`incontro era una ricerca, commissionata dallo stesso Scandella all`Istituto di Statistics IN.Twig, sulle realta` montane della Lombardia, le Comunita` Montane, compresa la Valsassina.

In un interessantissimo rapporto piuttosto ampio ed esaustivo (allegato a questo articolo) che si basa su un confronto tra gli anni 2012 e 2019, basato su dati raccolti dai Comuni e dalle Camere di Commercio, si sono esaminati diversi indici demografici ed economici di sviluppo o di recessione della Valle.

La prima parte infatti riguarda la popolazione che, a differenza di altre realta` montane e` rimasta sostanzialmente invariata (anche per la presenza di molti extracomunitari che prendono la residenza in Valsassina).

In particolare e` calato pero` il numero dei giovani, che a causa dei problemi nel trovare lavoro spesso emigrano nelle citta`, mentre aumenta il numero dei pensionati sopra i 65 anni.

Per quanto riguarda le imprese in generale nelle comunita` montane lombarde sono diminuite di quasi l`11% (un dato decisamente negativo) mentre pero` la Valsassina, soprattutto in certi settori, si difende.

Scandella ha diviso tra imprese di Agricoltura e attinenti (diminuite da 299 a 285) , imprese manifatturiere (da 338 a 303, il 10,4% in meno) , fornitura di energia elettrica ( da 6 a 5) , di acqua e reti fognarie ( da 2 a 5) e delle imprese di costruzioni (da 583 a 517, l`11,3% in meno).

L`Agricoltura in generale ha perso poco: Scandella ha ricordato e sottolineato l`interesse delle giovani generazioni verso il ritorno alla natura e le attivita` relative, ivi compreso lo sviluppo degli agriturismi.

Le imprese di costruzione invece hanno ricevuto grosse boccate d`ossigeno dagli incentivi fiscali (compreso il Bonus del 11%) che ne hanno limitato le perdite.

Le imprese di commercio, soprattutto i negozi, e riparazione auto hanno subito una drastica riduzione: da 604 nel 2012 a 526 nel 2019 , quasi il 13% in meno. Quelle di trasporto da 95 passano a 90.

Sono pero` sensibilmente aumentate le imprese di alloggio e ristorazione (alberghi, bar e ristoranti) da 339 a 357 (+ 5,3%), e anche quelle dei servizi di informazione e comunicazione, da 30 a 33.

Un balzo in avanti le attivita` finanziarie e assicurative, da 40 a 55 (+ 37,5%) , diminuite le attivita` immobiliari (da 155 a 135, -13%) , qualche numero in piu` le attivita` scientifiche e tecniche ( da 66 a 70).

Aumentate le agenzie di viaggio e servizi alle imprese ( da 75 a 93) , sostanzialmente stabili i servizi di istruzione ( da 13 a 14) , in aumento la sanita` e assitenza sociale ( da 19 a 23) , aumentate le attivita` sportive e di intrattenimento ( da 17 a 23).

Tra i servizi alle imprese citati quelli in smart working (lavoro a distanza) che negli ultimi anni hanno avuto un certo sviluppo.

Insomma un quadro statistico molto dettagliato Comune per Comune (si rimanda alla tabella per i dati) che, anche se siamo ancora ben lontani dalle conclusioni sugli effetti catastrofici in economia di questa pandemia dovuta al Covid 19, puo` senz`altro dare degli elementi utili di riflessione sulle realta` montane e sulle loro caratteristiche variabili.

La ricerca , che e` in continuo aggiornamento, verra` presentata al pubblico anche quest`estate, nel corso delle iniziative estive organizzate dalla Biblioteca e dal Comune di Introbio, tra fine Luglio e inizio Agosto.

Il gruppo Acque minerali italiane (del quale fanno parte gruppi come Norda, Sangemini e Gaudianello) sta vivendo una delicata fase di crisi finanziaria. Per farvi fronte, nel 2020 è stata chiesta l’ammissione a concordato preventivo. Ammissione poi accordata nel gennaio 2021. «Ora – spiega Silvano Scaccabarozzi, Fai Cisl Mbl -, il gruppo sta affrontando un momento complicato. Deve dimostrare che è in grado di mantenere le proprie quote di mercato e, allo stesso tempo, deve ridurre i costi. Un compito complesso in una situazione come quella attuale in cui il sistema economico nazionale e locale risentono della pandemia di coronavirus che ha colpito soprattutto i comparti della ristorazione e dei locali che sono fondamentali per il gruppo».

Attualmente, la sfida occupazionale per i 75 dipendenti della Norda di Primaluna (Lc) è gestita attraverso la cassa integrazione covid e a rotazione. «La speranza – continua Scaccabarozzi – è che con la stagione calda, che per il settore acque è “alta stagione”, il mercato riprenda e l’azienda riesca a dimostrare che è in grado di poter proseguire la sua attività reggendosi sulle proprie gambe».

Intanto a settembre l’assemblea dei creditori dovrà approvare il piano del concordato che poi dovrà essere omologato dal Tribunale.

«Al momento – conclude Scaccabarozzi -, la famiglia Pessina, la proprietaria del gruppo, dovrebbe farcela con capitali propri. In futuro potrebbero entrare nella società nuovi soci. Ci sono già interessamenti da parte di fondi di investimento. Ciò però avverrà solo dopo l’omologa».

 

È stata approvata la convenzione tra Regione Lombardia e Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera.
I fondi saranno utilizzati per sviluppare 4 importanti itinerari: Legnoncino, da Colico a Valvarrone; Legnone, da Delebio a Pagnona; Stavello, da Premana a Gerola Alta e Trona, da Introbio a Gerola Alta.

Oltre a questo versante, con i fondi destinati alle Aree Interne e la compartecipazione dei vari comuni interessati, verranno prossimamente realizzati dei percorsi cicloturistici e pedonali su sentieri già esistenti che andranno a valorizzare i tracciati del "giir di oluc", creando percorsi ad anello di varia lunghezza e attrattività.
L'obiettivo è quello di sviluppare le infrastrutture in modo responsabile per valorizzare il nostro territorio e la sua identità.
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