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Sebbene l’argomento “politica locale”, per esperienza, non susciti l’entusiasmo e la passione dei nostri lettori, le recenti elezioni comunali e le prossime “provinciali” meritano un minimo di approfondimento.

Facciamo un passo indietro e torniamo alle “comunali” dove si è registrato, tra altro, un chiaro successo del sindaco di Casargo, Antonio Pasquini, che ha “conquistato” Morterone (paese piccolo ma strategico) e si è consolidato con l’amico Matteo Manzoni (ora di Fratelli d’Italia) a Crandola.

L’operazione Morterone non è andata giù – quanto lo vedremo nei prossimi mesi - a quella parte di centrodestra che proprio alla vigilia delle elezioni aveva dichiarato il proprio trasferimento alla Lega (leggasi, per brevità, Mauro Piazza e, dalle nostre parti, Umberto Locatelli).

Anche perché il neo nominato (a Morterone) assessore Claudio Baruffaldi non hai mai smesso di esprimere le proprie poco entusiastiche opinioni (e peraltro continua a farlo) nei confronti dei manovratori centrodestristi.

Se aggiungiamo che a Perledo la civica “ufficiale” del centrodestra capitanata da Giampaolo Venini (factotum del carroccio per il Lago) ha ceduto, sia pur per pochi voti, a quella di Fabio Festorazzi sostenuta dall’ex primo cittadino Carlo Signorelli (altro personaggio con cui il centrodestra “ufficiale” ha rotto i ponti), si può benissimo comprendere che in quell’area politica ci siano molti bocconi amari da digerire.

Il tutto potrebbe influenzare il percorso sino ad oggi iper tranquillo della Comunità Montana dove l’unica cosa certa è che Davide Ielardi (vicesindaco di Colico in quota Lega) dovrà essere sostituito nel Direttivo e gli subentrerà Michael Bonazzola (rappresentante di Dervio in quota Fratelli d’Italia) in qualità di assessore supplente.

Morale: nel prossimo direttivo la Lega (quella ante migrazione da Forza Italia) non sarà rappresentata.

E poi? Passate le “provinciali” potrebbe sopraggiungere un rimpasto primaverile del governo della Fornace e già se ne discute sia pure sottotraccia.

Nel frattempo si attendono in Comunità le dichiarazioni di appartenenza dei nuovi nominati, poi quadro e numeri saranno più chiari.

E veniamo alla elezioni provinciali del 18 dicembre che, essendo la provincia ente di secondo livello, vedranno impegnati solamente i sindaci e i consiglieri comunali.

Il centrosinistra ha lanciato la prima pietra e candidato il sindaco di Olginate Marco Passoni. E lo ha fatto mentre a Lecco infuria la bufera dell’immobile ex Banca Popolare di Lecco che è arrivata a mettere l’uno contro l’altro l’ex primo cittadino Brivio e l’attuale Gattinoni.

Una grossa gatta da pelare cui si aggiunge la presenza nell’arena elettorale di un bel gruppo che ha risposto all’appello di cinque sindaci (tra cui Mauro Artusi di Primaluna) guidati da Antonio Rusconi (quello di Valmadrera, non di Bellano).

Molti in questo gruppo gradirebbero sentirsi definire “indipendenti”, ma le loro storie si incrociano frequentamente con il centrosinistra e deviano poi verso Italia Viva, per cui appare corretto definirli appartenenti a quest’area se non al partito stesso (e forse l'unico "indipendente" è proprio Artusi).

E il centrodestra? In settimana si è riunito un folto gruppo di amministratori sotto lo sguardo vigile di Daniele Butti (Lega), Davide Bergna (Forza Italia) e Fabio Mastroberardino (Fratelli d’Italia), supportati ai lati da Mauro Piazza e Umberto Locatelli (neo leghisti).

E’ stata presentata la candidata presidente nella persona di Alessandra Hofmann, sindaco di Monticello Brianza che nelle aspettative dei presenti dovrebbe succedere a Claudio Usuelli (ex sindaco di Nibionno).

Il compito non si prospetta semplice: è vero, il centrosinistra appare oggi diviso e attaccabile, ma l’incubo della disfatta di Lecco aleggia ancora da quelle parti ed una seconda sconfitta sarebbe difficile da digerire.

Come sempre non è tutt’oro quel che luccica.

La scelta Hofmann ha lasciato l’amaro in bocca ad alcuni aspiranti presidenti, ma, rispetto ad altre vicende, ciò è da ritenersi inevitabile ordinaria amministrazione.

Questa, in estrema e incompleta sintesi, la situazione.

Se avete notato, nessuno dei tre candidati presidenti alla Provincia rappresenta l’area del lago e della montagna lecchese: nessuna alternanza, insomma, nel nome dei voti da raccogliere per vincere, che poi in una elezione è l’unica cosa che conta.

Quel che auspichiamo, e l’invito è rivolto a tutte le parti in causa, è che le “periferie” non vengano (come purtroppo e nostro malgrado accaduto spessissimo in passato) sottovalutate e messe in secondo piano rispetto alla città ed alla popolosissima Brianza solo perché meno “ricche” di crocette sulle schede elettorali,

A parole, nei siamo certi, lo diranno tutti.

Per i fatti non ci resta che attendere.

Il 18 dicembre si concluderà, per il gruppo Provincia Insieme e per il PD, un'esperienza politica e amministrativa complicata, che i nostri consiglieri provinciali hanno affrontato con estremo senso di responsabilità verso gli altri amministratori ed il territorio tutto. Per questo è doveroso ringraziare Bruno Crippa, Agnese Massaro, Marco Passoni, Felice Rocca, Giuseppe Scaccabarozzi ed Elio Spotti per l'impegno profuso ed i risultati raggiunti.

La scelta di procedere ad una soluzione di condivisione delle responsabilità di Governo con il centrodestra fu dettata da due ragioni principali: le condizioni in cui versava l'ente provinciale al momento del rinnovo dei suoi organi elettivi e l'incapacità della compagine di centrosinistra di esprimere un candidato Presidente.
Il mandato che si va ora a concludere è stato faticoso e non privo di passaggi complicati da gestire e accettare per la nostra area politica, che ha comunque deciso di proseguire fino alla conclusione del mandato per senso di responsabilità nei confronti degli amministratori che hanno accordato la loro fiducia alla lista Provincia Insieme.

Da tempo è emersa, tra gli amministratori del campo progressista, la richiesta di verificare le condizioni per la costruzione di una coalizione di centrosinistra che sia competitiva e provi a governare la Provincia con una maggioranza politicamente omogenea. In seguito a questo mandato la Segretaria ed il Responsabile enti locali hanno promosso un percorso di costruzione di una coalizione politicamente omogenea, che si riconosca nei valori e principi del centrosinistra, coinvolgendo le forze politiche e civiche presenti sul territorio provinciale.
A oggi sono componenti stabili della coalizione Ambientalmente, Fattore Lecco, Italia Viva e la Sinistra.

Negli ultimi anni abbiamo registrato una difficoltà diffusa nel nostro territorio di formare liste di area di centrosinistra, in particolare nei comuni di piccole dimensioni, e negli ultimi dieci anni un progressivo arretramento delle liste afferenti al centrosinistra a causa di alcune dolorose sconfitte elettorali.
Nonostante questa situazione siamo ancora in grado di essere competitivi grazie al mantenimento di alcuni comuni importanti, a partire dalla città capoluogo, e all'impegno quotidiano di una classe di amministratori in grado di aggregare anche al di fuori del perimetro classico del centrosinistra.

La tornata elettorale provinciale rimane contendibile e deve essere un impegno che ciascuno di noi, dirigenti del Partito Democratico e amministratori, si assume al fine di garantire la massima partecipazione al voto e il più ampio consenso alla coalizione e al candidato Presidente di centrosinistra.

Consiglieri e assessori (compreso il neo-assessore di Morterone Claudio Baruffaldi) di tutti i Comuni della Provincia di Lecco andranno alle urne il prossimo 18 dicembre, per il rinnovo dell`ente di Villa Locatelli. Alcuni di questi, simpatizzanti o iscritti a Italia Viva, hanno inviato una lunga lettera ai giornali per promuovere la nascita di un polo di centro alle elezioni, invito prontamente raccolto da Appello per Lecco , dai calendiani di XAgire, e da altre Liste Civiche.

Un documento programmatico per annunciare che Mauro Artusi, sindaco di Primaluna, Giuseppe Conti, sindaco di Garlate, Giovanni Montanelli, sindaco di Galbiate, Stefano Motta, sindaco di Calco, e Antonio Rusconi, sindaco di Valmadrera, faranno squadra al prossimo rinnovo del Presidente e del Consiglio Provinciale di Lecco, anche se non hanno espresso per ora il nome dii un candidato unico alla successione di Claudio Usuelli.

Il documento comune “intende cercare di porre alcuni punti programmatici che riteniamo decisivi quali riferimento per il confronto che si è aperto in vista del rinnovo del Consiglio Provinciale del prossimo 18 dicembre. Non prefiguriamo liste o candidature, ma ci sembra importante come amministratori locali lecchesi richiamare alla necessità che il nuovo Consiglio Provinciale abbia chiara la necessità di porre quale obiettivo irrinunciabile il rafforzamento dell'identità del nostro territorio attraverso il perseguimento di punti programmatici concreti che possano essere gli assi portanti del suo futuro”.
Premessa

Siamo un gruppo di amministratori locali che si riconoscono in sensibilità/esperienze politiche e provenienze territoriali diverse, ma crediamo convintamente che le elezioni per il rinnovo del Presidente e del Consiglio Provinciale di Lecco che si terranno il prossimo 18 dicembre, dopo la recente tornata delle elezioni comunali di inizio ottobre, siano un’occasione preziosa da non perdere per rafforzare il nostro territorio nelle sfide che lo attendono, soprattutto in questa fase post-pandemica.

Francamente non ci appassionano analisi di “nuovi pesi” di questo e quest’altro schieramento dopo le elezioni, che hanno confermato spesso amalgama di provenienze diverse che però condividono un progetto territoriale specifico. Semmai deve interpellare tutti l’arretramento partecipativo dei cittadini e anche l’ente Provincia, al di là del venir meno dell’elezione diretta, è chiamata a rinnovare il suo ruolo. Veniamo da anni nei quali in nome di un efficientamento della spesa e dell’esasperazione di alleanze “a prescindere” sono state fatte aggregazioni forzate, a volte innaturali: la gestione dei trasporti pubblici con Varese e Como, la sanità con Monza (così come l’UTR l’ufficio territoriale di Regione), la gestione del patrimonio edilizio pubblico e le tematiche della casa con Bergamo e Sondrio, la Camera di commercio con Como. Non da meno associazioni sindacali ed imprenditoriali, in questa sorta di “liberi tutti”, hanno in parte seguito questa strada dando vita a vaste aggregazioni che hanno potenziato la loro capacità di lobby a livello regionale e nazionale, ma hanno oggettivamente indebolito la capacità del nostro territorio di fare squadra.

Oltre alla istituzione Provincia fanno eccezione a questa deriva di aggregazioni, almeno per ora, gli organismi territoriali dello Stato e dell’amministrazione della Giustizia, così come, per il decisivo impegno trasversale dei Comuni, le due società totalmente pubbliche SILEA e LRH che curano beni comuni essenziali quali la gestione del ciclo dei rifiuti e del servizio idrico. E altresì l’associazione UNIVERLECCO, che raduna enti pubblici e privati a sostegno della ricerca nel nostro territorio, mentre nel no profit si registra come fattore positivo e dinamico, tra le altre, l’attività della Fondazione Comunitaria, che ha da sempre affiancato azioni di coesione sociale ai progetti istituzionali della nuova Provincia ed ha negli ultimi anni ulteriormente rafforzato dialogo e progettualità condivise con i Comuni.
Il ruolo della Provincia

In questo scenario il rinnovo dei vertici provinciali è una importante occasione per ridare slancio ad un ente che, pur con elezioni di secondo livello, ha un rapporto diretto con le comunità territoriali: il fatto stesso che ogni consigliere comunale nel momento in cui vota porta in ”dote”, cioè rappresenta, una percentuale di cittadini del suo comune ( in relazione al numero di abitanti e dei voti presi alle elezioni comunali ha un “peso” ) dovrebbe stimolare la più ampia partecipazione al voto ed è questo un primo appello che vorremmo fare ai nostri colleghi: l’astensione significa anche privare i cittadini di rappresentatività, perché si è eletti in Comune anche per concorrere a governare la Provincia.

In secondo luogo, dopo la riforma incompiuta che ha tagliato fondi e confuso competenze, recentemente, oltre all’abbandono di progetti di aggregazione di Province, c’è stata una maggiore chiarezza di ruolo ed il ripristino parziale di finanziamenti. Occorre non sprecare allora questa opportunità di avere fondi specifici legati alla nuova programmazione 2021/2027 dell’UE, al Piano nazionale ripartenza e resilienza ,ai fondi nazionali e regionali post pandemia e legati alle Olimpiadi invernali 2026 e non ultimo valorizzare e mettere a sistema le risorse (economiche, progettuali, di capitale umano) generate nei nostri territori da istituzioni, imprenditori, mondi associativi, enti formativi e di ricerca ( basti pensare alle eccellenze, in questo ultimo campo, rappresentate da Politecnico e CNR di Lecco, IRCCS La nostra Famiglia di Bosisio Parini e Valduce di Costamasnaga, INRCA di Casatenovo e Osservatorio astronomico di Merate ).

Ma c’è una ulteriore condizione che secondo noi occorre garantire come contesto alle elezioni e cioè che le forze politiche(in particolare) e le liste comunali (in gran parte civiche) non vedano queste come occasione di potere ( agganciarsi a questo o a quest’altro filotto partitico per qualche ritorno…) o di “regolamento di conti “ tra di esse ma concorrano, nella ovvia competizione elettorale, a rafforzare competenze ed operatività dell’ente : da riconoscere, quest’ultimo, sempre più come “Casa dei Comuni” in una dimensione concreta, non come vuota retorica. Casa nella quale tutti si riconoscano, anche elaborando un’idea di sviluppo territoriale quanto mai urgente, per evitare di essere compressi tra il capoluogo metropolitano diffuso ed il rischio di autoreferenzialità della Valtellina.

Crediamo infatti ci sia ancora una sfida da vincere per la nostra come altre fasce pedemontane contigue della nostra Regione, che hanno grandi opportunità di sviluppo da conseguire con un nuovo e più deciso equilibrio ambientale non solo aggiornando la propria tradizione manifatturiera ma aprendosi agli spazi offerti da terziario, turismo, agricoltura, tutela e promozione fruibilità percorsi naturalistici.

La riaffermazione della necessità di autonomia e di identità specifica della provincia di Lecco è ancora più marcata al pari di quelle di altre Province giovani come la nostra, che hanno inopinatamente visto essere messo in discussione il proprio ruolo a pochi anni dall’istituzione.
Qualche punto programmatico

Non può esserci una rinnovata voglia di autonomia e di identità specifica della Provincia di Lecco senza individuare qualche profilo programmatico, per fare in modo che l’ente non sia percepito come “sopportato” se non “abusivo” ma un partner essenziale dei comuni e dei soggetti territoriali per obiettivi di larga scala. Cerchiamo qui di individuare alcuni dei nodi programmatici che vorremmo condividere e sui quali confrontarci nei mesi di avvicinamento alle elezioni.

Il completamento delle infrastrutture, sia di competenza diretta che di altri livelli istituzioni e operativi (ANAS e Gruppo Ferrovie in primis) resta una priorità ,a partire dalla Lecco-Bergamo ,dalla riqualificazione della SS36 e una rinnovata attenzione alle infrastrutture Ferroviarie .

Ma assieme alle "grandi" opere, legate ai finanziamenti e/o al traino degli eventi nazionali (Olimpiadi, opere iniziate) è necessario riprendere la manutenzione ordinaria programmate delle arterie di competenza e orientare il ruolo della Provincia anche a sostegno di quelle opere individuate dai Comuni, o che sono dentro il PTCP e che spesso possono fare la differenza. Ad esempio, il potenziamento del Ponte Manzoni tra Lecco e Pescate, le opere individuate dai Comuni quali miglioramento delle aste viabili più trafficate, la priorità del traffico ferroviario e della riqualificazione delle strutture di sostegno dello stesso in particolare delle stazioni (parcheggi, collegamenti via terra, interventi edilizi, investimenti decisi sulla tratta del Besanino quale dorsale briantea su ferro). Riprendere con forza il progetto di ciclabile da NORD a sud cd “Brezza”, con le connessioni con le diramazioni locali.

E’ essenziale ridare centralità alla manutenzione delle strade, anche tornando a ricostruire una organizzazione che veda il ritorno degli "operatori manutentivi " provinciali su base circondariale e rendendo definitivo il raccordo con Silea per gli interventi contro l'abbandono dei rifiuti e per un migliore decoro di quei "non luoghi" che sono le strade, sulle quali però trascorriamo un bel po' della nostra vita.

Occorre rilanciare il ruolo della Provincia quale Ente programmatore e regolatore: il PTCP, oltre che aggiornato alle nuove disposizioni normative e alle sensibilità orientate marcatamente alla sostenibilità va completato da piani di settore sulle questioni nodali e in particolare dal PTCP "verde" come componente essenziale e qualificante del territorio sulle tematiche delle infrastrutture verdi, della pedemontana ciclopedonale, dei "cammini" e del turismo lento legato alle bellezze ed ai luoghi da valorizzare e quindi da difendere come motori dell'economia "verde" individuando anche le necessarie connessioni ed infrastrutture che uniscano i cammini collinari e di montagna con quelli fluviali e lacustri. In questo senso uno degli obiettivi da perseguire è quella di un parco regionale "lecchese" che unisca Curone e Barro attraverso la dorsale di San Genesio e del Monte di Brianza che ora è in una fase confusa e dispersiva.

In questo senso si delinea per la Provincia un ruolo propulsore e coordinatore per l'economia legata all'ambiente e quindi al turismo di prossimità e sulla quale dovrebbero andare molti investimenti in futuro.

Ancora, sul tema dell’edilizia scolastica è fondamentale dare attuazione al piano straordinario di manutenzione e miglioramento qualitativo degli ambienti anche attingendo alle risorse straordinarie dei piani nazionali e regionali, a partire dal PNRR, con attenzione anche all’efficientamento energetico ed alla digitalizzazione degli edifici.

Sul tema offerta formativa occorre consolidare il rapporto con il nostro tessuto produttivo, e rilanciare la scuola di Casargo, attivando anche corsi di studio dell’obbligo e di qualifica per dotare il circondario della Valsassina di una opportunità di formazione qualificata.

Sarà poi da valutare inoltre l’attivazione in Brianza di un corso di studi specificatamente dedicato all’agricoltura (sia estensiva che di montagna), alle manutenzioni e promozione di piste ciclabili, sentieri di montagna e trekking, percorsi naturalistici, al turismo ambientale in particolare.

Vanno rafforzate infine le competenze ed i servizi a sostegno tecnico dei comuni, sia per appalti, assunzioni, servizio europeo per bandi e finanziamenti UE ecc.

I servizi all’impiego andranno ripensati, abbandonando se possibile il modello “navigator” a favore di quello Lecchese e Lombardo, fortemente ancorato ad un rapporto con le scuole ed i centri di formazione professionale e Universitaria.

Per lavorare in questa direzione la Provincia andrà "ristrutturata" perché ora ha sì una serie di uffici e competenze ma scoordinate tra loro, che invece andranno riaccorpate per progetti e obiettivi.
Conclusioni

Queste sono alcune nostre considerazioni che poniamo all’attenzione degli amministratori comunali e delle forze politiche del territorio. Sono gradite adesioni di coloro che si riconoscono in questo documento, così come saranno gradite anche osservazioni, proposte di integrazioni, critiche.

I sottoscrittori, quelli attuali e quelli che si vorranno aggiungere, decideranno insieme le azioni da programmare perché queste proposte possano venir attuate dal prossimo Consiglio Provinciale.

13 ottobre 2021

Mauro Artusi, sindaco di Primaluna
Giuseppe Conti, sindaco di Garlate
Giovanni Montanelli, sindaco di Galbiate
Stefano Motta, sindaco di Calco,
Antonio Rusconi, sindaco di Valmadrera

 

Giovedì, 07 Ottobre 2021 06:48

LA PARABOLA DI CALENDA

Tra i risultati piu` interessanti delle elezioni appena trascorse c`e` sicuramente quello di Roma: un buon risultato quello di Carlo Calenda, europarlamentare grazie al PD, che ha visto la sua lista come la piu` votata in citta`. Pero` da qui a voler porre condizioni al povero Gualtieri, candidato Sindaco del Centrosinistra, per garantirgli il suo appoggio al ballottaggio ce ne corre. Calenda, si e` capito, ha un odio viscerale verso i 5 Stelle, e` uscito dal PD appena nata l`alleanza con Conte nell`estate del 2019, e non vuole averci niente a che fare. Per lui i Grillini, oggi con le unghie spuntate, messi all`angolo e persino Governisti con Draghi, sono sempre quelli degli inizi, dei "vaffa". Non gli basta che da incendiari siano diventati pompieri: sono sempre gli stessi. Mi sembra il Senatore Mc Carthy quando parlava dei Comunisti negli anni `50: non possono cambiare, perche` il Nemico deve essere sempre uguale a quello che tu ti sei creato nella tua immaginazione !

Sabato, 25 Settembre 2021 06:39

Elezioni, si apre il caciomercato

Enrico Baroncelli, con molte buone ragioni, ha affrontato il tema del cambio di barricata da parte di alcuni eletti. Ormai da qualche anno (leggi: legislatura) si assiste a invereconde (ma legittime: il fatto non costituisce reato) migrazioni di massa da un fronte all’altro. E molti di coloro ai quali abbiamo affidato la fondamentale delega a rappresentarci nelle aule di Montecitorio o sugli scranni del Consiglio regionale, dove batte il cuore della democrazia, spesso fanno strame delle indicazioni uscite dalle urne, per passare armi e bagagli al nemico. Certo l’eletto non è sottoposto ad alcun vincolo di mandato.

Ma un po’ di decenza no? L’abilità funambolica nel transito da un binario all’altro anche in assenza di uno “scambio”, non provoca deragliamenti di sorta. I migrantes della politica, locale o nazionale non fa differenza, mutano livrea (ma anche idee politiche e “principi”?) senza batter ciglio, passando, come è accaduto dalle nostre parti qualche giorno fa, con rapida e indolore esfiltrazione, dall’aplomb doppoipettoruto dei berluscloni locali, alle t-shirt verde pisellino delle falangi salviniane. Ovvio che Forza Italia “non l’ha presa bene” come commenta Baroncelli. Ma, almeno in questo caso, una ragione “forte” forse c’è. Nonostante l’assoluzione in Appello del luogotenente del Cavaliere, Marcello dell’Utri, nell’ambito della vicenda del processo sulle trattative Stato - mafia, le falle gigantesche apertesi nel corso degli anni nelle fiancate del vascello, ormai fantasma, di Berlusconi, stanno facendo affondare la nave azzurra.

E così si assiste ad un lento ma incessante stillicidio di naufraghi che raggiungono a nuoto altre, più sicure imbarcazioni. Da tempo il Cavaliere è la caricatura di sé stesso, L’età non fa sconti a nessuno e Sua Antenna reale è da anni una figura sempre meno rappresentativa di quel “partito di plastica” che aveva fondato 30 anni fa. L’onnipresenza del “plenipotenziario” ed europarlamentare Antonio Tajani sugli schermi televisivi potrebbe risultare sintomatica della crisi strisciante che sta dissanguando FI a tutto vantaggio della “destra bicipite” trainata dalla coppia Meloni - Salvini. Non c’è da stupirsi, dunque, se nel supermercato del centrodestra c’è chi fa shopping a spese dei residui forzitalioti. E i sondaggi preelettorali non lasciano spazio ad alcun ottimismo. Come dimostra l’esodo dei transfughi dell’omino di Arcore entrati armi e bagagli nelle schiere del governatore ligure Giovanni Toti. I moti solo apparentemente browniani (ragioni concrete e ben visibili che ne sono molte) che agitano, non da ora, la politica nostrana, non hanno però le loro radici nella storia dell’Italia savoiarda e semiparlamentare nel cui anfiteatro si agitava il trasformista Depretis.

Perché i voltagabbana sono nati insieme alle istituzioni politiche, giuridiche, sociali. La politica (parola grossa pronunciata oggi) delle alleanze, si è sempre nutrita di dietrofront improvvisi e di defezioni inattese., di patti d’acciaio e di alleanze capovolte con la pervicace disinvoltura di un Medeghino. Per rendersene conto non è certo necessario scomodare la grande storia: il patto Ribbentrop - Molotov, la Triplice intesa o la Triplice allenza fra potenze che solo qualche decennio prima se le davano di santa ragione. Oggi, molto più modestamente come si addice a un’epoca nella quale l’elettorato (cioè tutti noi) guarda sempre più alla serie A che alla politica attiva, alle serie di Netflix che alla coerenza delle idee, al Grande fratello Vip che ai “valori”, non ci si batte più all’arma bianca né si getta il cuore oltre l’ostacolo con immarcescibile veemenza.

Né più, sia detto senza alcuna nostalgia, “qua’ mostrando verran le madri a i parvoli le belle orme del vostro sangue.” Oggi la politica non offre più neppure un angolino alla retorica. Ci si scanna ancora però (con metaforico rigore) ma solo per un posticino in Consiglio regionale o un tozzo di pane in qualche altra assemblea elettiva, sempre, ovviamente, con lo sguardo fisso alle istituzioni e profondo spirito di servizio. Nihil sub sole novum. La stagione dei saldi è tuttavia sempre aperta e conosce il suo tempo migliore durante i periodi elettorali, quando sono in gioco cariche e incarichi. Così Piazza e Nava saltano in corsa sul Carroccio in nome di quei “principi ed ideali” (quali?) di cui parla il referente leghista lecchese Daniele Butti accogliendo i nuovi adepti. Altrove qualcun altro in questo periodo si sta certamente apprestando ad addentare la sua crosta di formaggio. Il caciomercato è in piena attività.

Sabato, 25 Settembre 2021 06:19

Cambi di casacca

"Se vieni eletto in Parlamento con quel partito e poi cambi partito, te ne vai a casa e ti togli dalle palle. Basta con questa cosa del vincolo di mandato. Sennò poi ti trovi gli Scilipoti e i Verdini". Cambiano i tempi, cambiano i nomi, cambiano, evidentemente, anche le incrollabili certezze di Matteo Salvini. Era il 2 agosto del 2016 e il segretario leghista tuonava così alla festa della Lega di Cervia-Milano Marittima, che ormai per la Lega sovranista pare proprio aver preso il posto di Pontida. I tempi sono cambiati, cambiano ancora le casacche, ma ormai non solo non ci si scaglia contro i fedifraghi, ma li si accoglie a braccia aperte.

La conferenza stampa dei giorni scorsi con cui sono stati arruolati tre esponenti lombardi di Forza Italia, e non certo di secondo piano, pare la chiusura dell’ennesimo capitolo della storia di una Lega che si dichiarava dalla parte dei cittadini e lontana dal palazzo. Ora, di fronte alle evidenti difficoltà nella campagna elettorale per le amministrative, pare che la strategia sia quella di conquistare gli eletti più che gli elettori, nella speranza che portino in dote quei voti che paiono sfuggire sempre più alla versione sovranista dell’ex partito del Nord.

Più che andare a casa o togliere il disturbo, ora gli ex forzisti vengono accolti in una nuova casa che non si capisce bene a che indirizzo si trovi, quello della responsabilità di chi sostiene i passaggi difficili del governo Draghi o quello populista di chi prende le parti di chiunque protesti contro il sistema in nome di una malintesa libertà. In Lombardia il sistema di potere della Lega parrebbe rafforzarsi, ma crescono i dubbi sulla sua reale capacità di rappresentare una regione che in due anni ha perso molte certezze e, soprattutto, la fiducia nella capacità di governo di chi l’ha dominata per decenni.

Venerdì, 24 Settembre 2021 08:52

IL TRASFORMISMO MODERNO

Il Primo Ministro della Sinistra storica Agostino Depretis, andato al Governo nel 1876, e` rimasto bollato sui manuali di storia come un campione del "Trasformismo", quella pratica dei parlamentari di passare da uno schieramento all`altro a seconda delle opportunita`.
Ma Depretis era sicuramente un dilettante rispetto ai nostri parlamentari di oggi, molto piu` abili a saltare i fossati, un po` come il compianto Nino Castelnuovo che saltava le staccionate !

Nella scorsa legislatura piu` di 300 parlamentari erano passati dal Partito che li aveva eletti ad un altro, in quella attuale sono gia` arrivati a piu` di 200 (gli ultimi passati al Gruppo di Toti "Coraggio Italia")
Alla faccia degli elettori, che pensavano di votare il candidato X, che neanche hanno potuto scegliere, da quando sono state abolite le Preferenze, appartenente al Partito Y, che e` quello che gli elettori volevano votare, e che improvvisamente cambia e passa al Partito Z , che magari e` esattamente quello che gli elettori del primo NON volevano votare !

Ce n` e` abbastanza per disincentivare ad andare alle urne, ed infatti ho diversi amici che da parecchi anni ne stanno alla larga !

Ora, per carita`, ognuno ha il diritto di cambiare idea e di avvicinarsi al Partito che ritiene piu` vicino alle proprie posizioni: pero` un minimo di coerenza non sarebbe male. Chi e` pronto a passare con la valigia in mano da un Partito all`altro come fosse un Taxi e` un po` come quelli che si sposano tre o quattro volte, promettendo a ogni coniuge provvisorio "fedelta` eterna fino alla morte" ! Fossi il Segretario della Lega lecchese Butti come minimo avrei un po` di diffidenza prima di sbracciarmi ad accogliere i nuovi transfughi: il buon Mauro Piazza ad esempio aveva iniziato nel PSI, poi e` passato a Forza Italia, poi nell`NCD di Alfano, insieme a Daniele Nava, e da pochi anni tornato in Forza Italia, giusto il tempo per farsi rieleggere in Regione nel 2018.

La vicenda Piazza-Nava in realta` ha avuto un certo risalto anche sui giornali nazionali, ad esempio la Repubblica di ieri, i quali maliziosamente sottolineano che Salvini ha inscenato la grande accoglienza ai transfughi per far dimenticare quelli che dalla Lega se ne stanno andando, soprattutto verso Fratelli d`Italia, anche a causa delle posizioni ambigue verso il Green Pass.

Forza Italia pero` non l`ha presa bene: "Fate shopping a spese nostre ?" si sono chiesti giustamente.
La famosa Federazione-unificazione, che Berlusconi aveva proposto, sembra abbia ricevuto una battuta d`arresto.

Un`ultima considerazione pero` vorrei fare: un conto e` se cambia Partito il militante di base, che non ha avuto incarichi remunerati o prebende. Un conto invece un Dirigente, che di incarichi e di prebende grazie al Partito ne ha avuti a iosa.

Io per esempio, lo dico pubblicamente, sono molto arrabbiato con un mio ex compagno di classe di Valmadrera, che per tre volte e` stato eletto in Parlamento con il PD, anche con il mio contributo in campagna elettorale, e che dopo tredici anni di sostanziose prebende se ne e` andato dando ascolto alle sirene renziane . Enno` caro Antonio, un po` di riconoscenza verso chi ti ha dato tanto (attenzione , sostegno e le suddette prebende) forse sarebbe il caso ! Pensateci prima di saltare con tanto cinismo un fosso: altrimenti darete ragione a chi ha affermato, come Rino Formica ai tempi di Craxi, che la "politica e` sangue e merda" (piu` la seconda che il primo a mio parere).
Se la gente poi, giustamente disgustata, non andra` piu` a votare, la colpa sara` soprattutto vostra !

Nella foto: Mauro Piazza a colloquio con il responsabile di Forza Italia in Valsassina Umberto Locatelli

 

 

Sabato, 04 Settembre 2021 07:45

FRATELLI FORZA ITALIA VIVA

Quel gran geniaccio della politica che e` Renzi ha pensato che per vincere le prossime elezioni bisogna prendere i voti di chi negli anni scorsi si era rivolto alla Destra. Perfetto: il suo mini partito quindi cambiera` nome (vedi titolo), il programma prevede 48 ore di lavoro settimanale per gli operai a 300 euro al mese, niente ferie ne` pensioni, obbligo di dare del Voi e saluto vulcaniano (cioe` a dita aperte, quello romano ormai ha stufato). Ce ne fossero di piu` di politici cosi` !

Giovedì, 01 Luglio 2021 07:18

GLI SCAPPATI DI CASA

Spesso cosi` ha definito i "Grillini" l`ex Direttore del "Giornale" Alessandro Sallusti, in tono piu` sprezzante che ironico: gli "scappati di casa".
Mai come ora pero` la definizione sembra piu` che azzeccata: la rivolta provocata nei parlamentari dai toni autoritari con cui Grillo ha chiuso definitivamente la porta a Beppe Conte ha suscitato una protesta che sembra presagire "l`abbandono della casa" 5 Stelle da parte di molti, forse la maggioranza degli "onorevoli" (una volta questo termine non si poteva dire) pentastellati.

Buon ultimo Enrico Letta, segretario del PD, che all`inizio diceva di non volere entrare in una polemica che riguardava un altro Partito, ha pero` finalmente capito che questa vicenda non puo` non avere pesanti ripercussioni anche sul Governo Draghi: dovesse scomparire il sostegno al Governo dei 5 Stelle, il PD sarebbe l`unico Partito di centrosinistra a sostenere Draghi, mentre la Destra aumenterebbe e di molto il proprio ruolo politico in questo Governo.

"Scappati di casa": Grillo non e` mai stato molto razionale e logico, ma chiamare prima Conte, a Marzo, a salvare cio` che restava dei 5 Stelle, e poi respingerlo e insultarlo cosi` violentemente come ha fatto due volte, certamente non ha molto senso, senza neanche fare illustrare il progetto elaborato da Conte ai parlamentari, come giustamente chiesto da Vito Crimi.

Forse a causa del processo per stupro in cui e` coinvolto suo figlio, a difesa del quale Grillo ha girato un video quanto mai criticabile (soprattutto dalla componente femminile dei 5 Stelle) Grillo ormai sembra proprio "scappato di casa" (nel senso del cervello)!

La forza elettorale dei 5 Stelle era soprattutto quella di non dichiararsi "ne` di Sinistra ne` di Destra", cosa che pero` provocava dei problemi visto che nessuno in Italia puo` seriamente aspirare ad arrivare al 51% dell`elettorato: infatti si sono alleati prima con la Destra (Salvini) e poi con la Sinistra (il PD).

Ma il giochetto non poteva andare avanti a lungo: l`intervento del "Rottamatore" (Renzi), all`inizio di quest`anno, e` servito proprio a disarticolare l`alleanza strutturale che i 5 Stelle stavano costruendo col PD, anche se molti Segretari e militanti di base, pure a Lecco, non erano affatto d`accordo, cosi` come le mancate alleanze amministrative a Roma, Torino, e molte altre citta` italiane dimostrano.

La domanda che tutti si pongono giustamente ormai e` : cosa restera` dei 5 Stelle ? rimarranno, con Grillo o con Conte in un nuovo Partito, e resteranno una forza elettoralmente consistente o si scioglieranno come neve al sole ?
Al momento sembra piu` probabile la seconda (anche se Crimi ricorda che spesso li abbiamo dati per morti, a partire dal 2007).

In questo caso al PD rimarra` ben poco con cui allearsi !

La seconda domanda invece e`: i loro voti, in questo caso, dove andranno a finire ?
Io penso che i voti di Destra li abbia gia` recuperati la Meloni (non a caso Fratelli d`Italia e` in forte crescita nei sondaggi) , quelli di Sinistra torneranno al PD o forse a Fratoianni, e molti finiranno nell`astensione.

Fine della storia? E` probabile. Il piu` clamoroso suicidio collettivo, un vero e proprio Harakiri, di un ex comico che ha creato un Partito per scommessa e ora ha deciso di distruggerlo.
La Storia d`Italia (quella con la S maiuscola) andra` avanti lo stesso, e dei 5 Stelle non so quanto ne sentiremo la mancanza.
Per noi giornalisti non resta quindi che cominciare a preparare i "coccodrilli" (questo che leggete e` solo il primo!)

 

Venerdì, 21 Maggio 2021 15:15

LE "SPARATE" DI LETTA

Da iscritto al PD (anche se ultima ruota del carro) trovo abbastanza irritanti le periodiche "sparate" propagandistiche e con nessuna possibilita` di realizzazione che ogni tanto il Segretario Enrico Letta consegna ai giornalisti : ieri l`altro era quella di dare il voto ai sedicenni, poi la cittadinanza italiana con lo "Jus soli" ai figli degli immigrati , adesso di tassare le successioni piu` ricche con una tassa da devolversi ai giovani che domani dovranno vedersela con un sacco di debiti che ogni giorno carichiamo sulle loro povere spalle.

Tutte sparate propagandistiche con praticamente nessuna possibilita` di realizzazione nell`attuale Governo Draghi di larga maggioranza, e infatti Draghi ha risposto abbastanza seccamente.

Ora io capisco che bisogna segnare il territorio, e porre delle bandierine per ricordarsi chi si e` che cosa facciamo.
Pero` buttare delle frasi li` cosi`, fuori completamente dal contesto politico in cui si opera, mi sembra un`operazione con poco senso e soprattutto si vanificano dei concetti che invece avrebbero bisogno di ben altra considerazione.

Probabilmente Letta ragiona ancora da professore, non da politico: anche a me (come probabilmente a molti insegnanti piu` sensibili a queste tematiche) capita di sentirmi in colpa verso i miei alunni, ai quali consegniamo una Italia molto peggiore e con meno prospettive per loro di quella che noi abbiamo ricevuta.

Pero`, al netto dei sensi di colpa e di espressioni generiche su cui tutti non possiamo che essere d`accordo (ecologia, ambientalismo, buona politica e mani pulite, insomma i 12 punti che Letta ha presentato alle riflessioni dei Circoli PD) a mio parere Letta dovrebbe capire meglio quale e` il suo compito.

Ridare un senso a un Partito massacrato da cinque anni di Renzismo ? Va bene, ri-puntelliamo una identita` di Sinistra di cui c`e` bisogno in Italia (aiuti ai poveri, ai lavoratori, agli immigrati ecc. ecc.) ?

Pero` la Politica vive di qui e ora: cosa si fa con il Governo Draghi, di cui e` stato accettato tutto a prescindere, a partire da un Recovery Fund diventato improvvisamente PNRR (Resilienza) senza che nessuno fino al giorno prima ne avesse letto una riga ?
Questo era forse il compito di Letta, piu` che sparare aforismi ideologici a casaccio.

Se voleva fare davvero qualcosa per i giovani Letta doveva almeno controllarne in anteprima ogni capitolo (qualcuno si ricorda le proteste contro Conte ? Il nuovo PNRR e` copiato al 95% da quello di Conte, e peggiorato per il restante 5%) se non si vuole addossare alle giovani generazioni miliardi di euro in lavori inutili o controproducenti: e` tornato in auge persino il Ponte sullo Stretto di Messina !

"A scatola chiusa io compro solo Arrigoni" diceva una vecchia ma simpatica pubblicita` di una marmellata, che forse anche Letta da ragazzo aveva ascoltato. Forse invece avrebbe dovuto ricordarsene.

E sulla politica delle alleanze con i 5 Stelle ? Un disastro completo e annunciato.
Non c`e` una citta` importante (una !) in cui a Settembre PD e Cinque Stelle presenteranno un candidato unitario , alla faccia dell`alleanza ! Si confida nel secondo turno (evviva !)
Letta di questo non doveva occuparsi ? Troppo impegnato a chiedere a Salvini di uscire dal Governo ?

Per non parlare della nuova pantomima sulla successione alla Presidenza della Repubblica (questa si una successione che conta !)
Mattarella ha gelato tutti dicendo che tra otto mesi se ne andra` (giustamente) in pensione.
Bene: Draghi che fara`, lascera` il Governo per candidarsi Presidente? A questo punto un po` improbabile, anche perche` si anticiperebbero di un anno le elezioni politiche (che ormai solo la Meloni chiede a gran voce).

Si trova un altro candidato ? Puo` essere.
Ma vorrei concludere segnalando l`assurdita` di un PNRR che impegna l`Italia per i prossimi venti anni e oltre, quando il Governo Draghi durera` al massimo ancora un anno o due, dopodiche` si aprono scenari che neanche Nostradamus saprebbe indovinare.
Vince il Centrodestra ? Governera` la Meloni, o Salvini ? Vincera` il Centrosinistra, con i 5 Stelle in ogni caso ridotti al lumicino ? Non vince nessuno e si fara` un altro governo di presunta Unita` Nazionale (con Renzi che magari se ne va definitivamente in Arabia) ?
E chi controllera` dal Governo se il PNRR sara` eseguito correttamente, chi magari ne e` profondamente avverso ?
Tutte le opzioni sono possibili: siamo in Italia, il paese del Caos !

Avanti con il voto ai sedicenni, e magari anche ai quattordicenni, perche` no, visto come votano gli adulti !

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