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Pubblicato in Editoriali

OL CANTON DI BALL

Domenica, 19 Maggio 2024 08:58 Scritto da  Riccardo Benedetti

A Lecco, come molti di voi certamente sanno, esiste "el Cantun di Ball", luogo simbolo del chiacchiericcio e del pettegolezzo del nostro capoluogo di Provincia, quel bel borgo perennemente in cammino verso il diventare città.

Ma i "canton di ball" (con una leggera differenza dialettale valsassinese) ci sono e abbondano anche dalle nostre parti.

Sono le piazze, i sagrati, i tavolini dei bar, le vie, i vicoletti, i negozi, perfino i cimiteri: insomma, qualsiasi posto dove la gente si può ritrovare a "cascià ball", raccontandosi alcune verità, molte (nella maggior parte dei casi) innocenti bugie e qualche volta per non dire spesso anche balle belle e buone.

Una delle affermazioni più famose che riempiono l'aria dei vari "canton di ball" sparsi per la verdeggiante Valsassina (sempre che la si riprenda senza capannoni, come mi ha fatto notare l'amica Chiara) è senz'altro "Tel disi mì".

Di fronte ad un perentorio "Tel disi mì" generalmente franano tutti i dubbi, perchè "tel disi mì" è la somma finale di una serie di ragionamenti, l'estuario di un fiume di parole che magari inizia da una sorgente di realtà ma poi finisce inesorabilmente per raccogliere mille affluenti di "i me l'ha dicc" perdendo qualsiasi credibilità. 

A meno che, come scritto, il tutto finisca con un bel e forte "tel disi mì".

Ora, in questi tempi di scoppiettanti campagne elettorali in molti paesi,  i "tel disi mì" e i canton di ball di tutta la Valle sono nel pieno della loro potenza e pullulano di torrenti di "notizie" in piena.

Tutti hanno le loro verità, le loro storie, i loro esempi, i loro "me la dicc" magari riferendosi a qualcuno che, a sua volta, lo ha sentito da un altro, il quale lo aveva ascoltato da un altro ancora, e quell'altro ancora se lo era solo immaginato.

Ma tornando alle campagne elettorali, può succedere che nessuno degli attori che recitano nei canton di ball abbiano mai messo piede, per esempio, in un consiglio comunale, consultato l'albo pretorio, chiesto informazioni alla fonte corretta; insomma, la maggior parte di questi interpreti del "i me l'ha dicc" non hanno molta dimestichezza con l'argomento che trattano. Morale, ignorano molto dell'argomento di cui stanno discutendo, e magari sono proprio quelli dell'ultimo, decisivo, incontestabile (e ignorante) "tel disi mì".

Poi ci sono quelli che vengono pagati per scrivere le sceneggiature che vengono recitate sul palcoscenico del canton di ball, tipi loschi abilissimi nel mischiare le carte e dare quelle che vogliono loro per aumentare il tasso di ignoranza e nascondere le verità, magari per invidia, per puro odio, per interessi che vanno dalla politica all'economia e addirittura allo sport.

E, credetemi, questi sono i personaggi più pericolosi nei cui confronti esiste una sola medicina: non prendere mai per oro colato quello che invece è uranio impoverito utilizzato per costruire pallottole da inviare su commissione contro Tizio, Caio e magari anche, perchè no?, Sempronio.

Conclusione?

"Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è, (nell’ordine): un imbecille, un disonesto, un fanatico" (Oriana Fallaci).

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 20 Maggio 2024 12:44
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