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Pubblicato in Opinioni

Lettera familiare della Casa sul Pozzo 75

Giovedì, 03 Giugno 2021 07:14 Scritto da  Padre Angelo Cupini

Care amiche ed amici,
raccogliamo il mese di maggio che è stato intenso per molti aspetti.
Oggi, il martirologio di Bose ha comunicato la memoria di Mat' Marija Skobcova (1891-1945) monaca e martire. Muore il 31 marzo 1945 a Ravensbrück, in un campo di sterminio nazista, Elizaveta Jur'evna Pilenko, meglio nota con il nome monastico di Mat' Marija.

Elizaveta nacque a Riga, in Lettonia, nel 1891. Trasferitasi a Pietroburgo, ai tempi del liceo e dei primi anni dell'università fu protagonista del vivace dibattito intellettuale e politico che caratterizzava la Russia di inizio Novecento. Compagna di scuola di Marina Cvetaeva, anche Elizaveta amava la poesia. In cerca di qualcosa che potesse soddisfare la sua ricerca di giustizia, si aggregò ai primi rivoluzionari.
Dopo aver sposato in seconde nozze un ufficiale dell'Armata Bianca, Elizaveta emigrò con lui a Parigi nel 1923. Qui ebbe contatti con i maggiori esponenti dell'ortodossia russa in esilio (Bulgakov, Florovskij, e soprattutto Berdjaev, Fedotov e il metropolita Evlogij). Attraversata una profonda crisi spirituale, Elizaveta chiese e ottenne il divorzio, con il consenso della chiesa ortodossa, ed emise i voti monastici nel 1932 nelle mani di Evlogij.

La monaca Mat' Marija - il nome con cui diverrà celebre nella diaspora ortodossa - fondò in quegli anni a Parigi un monastero sui generis, dedito all'accoglienza dei più poveri, provenienti soprattutto dalle file dei numerosi emigrati russi nella capitale francese.
Arrestata nel 1943 per l'aiuto che più volte aveva dato all'espatrio di bambini ebrei, Mat' Marija morì nella camera a gas del campo di Ravensbrück, prendendo il posto di una compagna di prigionia. Mat' Marija narrava così anche con il suo ultimo gesto una vita totalmente donata, senza riserve, a tutti coloro che aveva incontrato.
Dal suo Diario riporto un testo che abbiamo utilizzato in quest’ultimo tempo:

Ci sono due modi di vivere:
camminare sulla terra ferma
facendo solo ciò che è giusto e rispettabile,
e così misurare, soppesare, prevedere.
Ma si può anche camminare sulle acque.
E allora non si può più misurare e prevedere
ma bisogna solo credere incessantemente.
Un istante di incredulità e s'incomincia ad affondare.
(Mat' Marija, Diario del 31 agosto 1934)

Questo mese di maggio ci ha misurato sulla terra e sulle acque; abbiamo deciso di camminare con la casa aperta sempre malgrado le difficoltà. La casa ha accolto (ad eccezione di una settimana) la presenza degli adolescenti, A volte costretti per legge solo a 4 di numero; lo scorso venerdì erano in 27 al pranzo. Cosa ci ha spinto a questa apertura? Rimanere un piccolo punto accessibile agli adolescenti e a quanti avevano bisogno di uno spazio e delle persone.

Alcune informazioni su quanto è stato vissuto.
Abbiamo attivato i quattro mercoledì mattina dedicati ai giovani che frequentano il Cpia per la lingua italiana e la preparazione all’esame di terza media. Hanno partecipato 16/17 provenienti
Dal Senegal, dalla Costa d’Avorio, Burkina Faso e Gambia.
Abbiamo lavorato sul tema del viaggio: da dove sono partito, quale e come è stato il viaggio, dove sono arrivato, quale futuro ho davanti.
È stata un’esperienza interessante e riporto qualche informazione:
Nel loro Paese tutti i giovani hanno risposto che al mattino frequentavano la scuola (due di essi quella coranica). Nel pomeriggio stavano in compagnia degli amici, soprattutto per giocare a calcio. Circa la metà dei giovani ha affermato che davano un aiuto in casa.
Sei giovani sono arrivati nel nostro Paese tra il febbraio e l’ottobre 2019; cinque tra il luglio e il dicembre 2020; uno nel luglio 2018.
Quasi tutti sono giunti in Italia in aereo, uno è arrivato in barcone, con molte peripezie.

Gli stati d’animo prevalenti: tristezza per l’allontanamento dai familiari e gioia di arrivare in Italia dove la maggior parte di loro si è ricongiunta a un familiare (in prevalenza il padre, spesso convivente con una moglie diversa dalla madre). La parola speranza è sulle loro labbra, con minore sottolineatura del termine ansia. Cosa ti manca del tuo Paese ora che sei in Italia?
La maggior parte delle scelte si è catalizzata attorno ad alcune risposte, nell’ ordine: I familiari, i parenti, gli amici, i cibi, la scuola. Altri elementi indicati con minor frequenza: la casa, la propria città, le feste musulmane, il mare, il clima caldo, la musica, il gioco del calcio, la cultura, gli animali, i mercati.

Ho voluto passarvi queste notizie che dicono anche il clima vissuto alla Casa in questo mese: clima di possibile normalità dentro una logica di paura. Sono andate aumentando le presenze che si sono realizzate dal martedì al venerdì.
Abbiamo lavorato a progettare e lanciare l’esperienza dei mesi giugno/luglio nell’accompagnamento di dieci/dodici adolescenti per due settimane. Interessante il movimento proposto: permanenza nella casa di Introzzo, cammino in montagna, spazi laboratoriali con Desideria Guicciardini, Carlo Limonta, Chiara Pagano, Ruggero Meles, Usama El Santawy, Carlo Panizza e Renata Menaballi.

Importante nel mese le esperienze vissute attorno alla rielaborazione del Ramadan e apertura al progetto personale.
Intensa la preghiera nella moschea con una condivisione di una cena nella rottura del digiuno in un clima di reciprocità pieno di grazia.
Una domanda sempre più insistente è attorno al progetto personale e al rischio del cambiamento nel quale le loro vite si devono misurare, in rapporto al nucleo familiare, al mondo di origine nel quale hanno vissuto i primi anni di vita, al nuovo che affascina e spaventa. Come fare una mappa personale che li aiuti?

Abbiamo partecipato alla presentazione del libro Io non sono nessuno scritto da tre giornalisti lecchesi sulla testimonianza del lecchese Pietro Nava di fronte all’uccisione del giudice Livatino.
Serata on line su Papa Francesco con Europa me genuit.
Alla Casa incontro del gruppo referente per l’immigrazione accompagnato da don Marco Bassani, con il Vicario diocesano don Mario Antonelli.
Romano Losa e Ida hanno festeggiato 60 anni di matrimonio il 29/30 maggio.
Da Orio al Serio è partito per l’Egitto il nostro giovane Ramy Bayoumy per rinnovo documenti.

Alcuni impegni nel mese di giugno:

Cambioarmadio .
7 giugno alle 21 serata on line su E’ tempo di ri-partire da fratelli: Una rete di resistenza silenziosa
L’11 giugno festa per la chiusura Crossing
Dal 22 giugno al 2 luglio e dal 6 luglio al 16 luglio: Camminare per costruire una mappa personale
12 giugno festa del Cuore di Maria
24 giugno incontro con il Cpia per la verifica e progettazione del prossimo anno.
5, 12, 19, 26 ore 09 Lettura della Parola della domenica seguente (rito ambrosiano).
Un augurio di tempo pieno per la salute e per l’armonia tra tutti.

Ultima modifica il Giovedì, 03 Giugno 2021 07:18
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