VALBIANDINO.NET

Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

POCO UTILIZZATO L'OSPEDALE DI BELLANO
E’ stato parzialmente aperto l’Ospedale di Comunità all’Umberto I di Bellano, una struttura dotata oggi disoli 5 posti letto sui…
Leggi tutto...
SERVIZIO CIVILE AL SOCCORSO CENTRO VALSASSINA: UNA GRANDE OPPORTUNITA' PER I GIOVANI. IL BANDO SCADE IL 10 FEBBRAIO!
Scadono venerdì i termini di presentazione delle domande per svolgere servizio civile presso il Soccorso Centro Valsassina che interessa giovani…
Leggi tutto...
ZAMPERINI: ICMA E CEMB DUE ECCELLENZE DEL TERRITORIO
MADE IN ITALY, ZAMPERINI: ICMA E CEMB SONO DUE ECCELLENZE DEL TERRITORIO CHE CI RENDONO ORGOGLIOSI Dopo aver incontrato e…
Leggi tutto...
ELEZIONI REGIONALI: INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA
Ultimi giorni di campagna elettorale e si infittiscono le visite e le incursioni in Valle dei vari candidati in vista…
Leggi tutto...
ALPINI LECCHESI SUGLI SCUDI AL CAMPIONATO NAZIONALE A.N.A. DI FONDO
Weekend da incorniciare per gli Alpini , che sulla pista da fondo di Bagni di Vinadio hanno messo in campo…
Leggi tutto...
MARTEDI 7 FEBBRAIO GIORNATA CONTRO IL BULLISMO
GIORNATA MONDIALE CONTRO IL BULLISMO E IL CYBERBULLISMO CONSIGLI PRATICI SU COME CONTRASTARE UN FENOMENO IN CRESCITA Ospiti: Lisa Di…
Leggi tutto...
AFFIDO FAMILIARE: GIOVEDI' UN WEBINAR GRATUITO
Il Comune di Casargo segnala un Webinar online gratuito in programma GIOVEDI' 9 FEBBRAIO dalle 17.45 alle 19.00 rivolto a…
Leggi tutto...
SOCCORSO ALPINO AL LAVORO SABATO SUL LEGNONE. IN UN MESE BEN 15 INTRERVENTI DELLA STAZIONE VALSASSINA
Intervento nella giornata di ieri, sabato 4 febbraio 2023, per gli uomini della Stazione di Soccorso Valsassina - Valvarrone, XIX…
Leggi tutto...
IL MAESTRO E LA DIVINA
La “notizia” è rimbalzata su gran parte della stampa nazionale con tanto di foto: Federica Pellegrini sta imparando a sciare…
Leggi tutto...
L'ITALIANO DI CANICROSS SBARCA IN VALSASSINA
Uno sport particolare che però raduna già decine e decine di praticanti: è il "canicross" una vera e propria disciplina nella…
Leggi tutto...
TANGENZIALE DI PRIMALUNA: INTROBIO HA SCELTO
Nel corso dell'incontro tenutosi in settimana in Provincia dove si è discusso ancora del progetto della "tangenziale" di Primaluna, i…
Leggi tutto...
TACENO-PORTONE: LETTERA PER IL TUNNEL. MA CHE L'ANAS SISTEMI LA SUA STRADA!
L'effetto scatenante è stata la frana sulla nuova Ballabio dello scorso dicembre, ma sull'utilità di prendere in mano la situazione…
Leggi tutto...
QUINDICI SINDACI SCRIVONO A PIAZZA:
In questa campagna elettorale “lampo”, che ci condurrà alle elezioni del Presidente e del Consiglio Regionale della Lombardia, c’è chi…
Leggi tutto...
Pubblicato in Opinioni

MELONI E LA FIAMMA TRICOLORE DEL MSI

Domenica, 21 Agosto 2022 14:24 Scritto da  Enrico Baroncelli

Quella che c'è andata giù più dura è probabilmente la cantante (da sempre un po' "sopra le righe") Loredana Bertè, rivolgendosi così alla fondatrice di Fratelli d'Italia: "Signora Meloni, dunque, quando una senatrice come Liliana Segre chiede che sia cancellata dal suo logo quella fiamma che ricorda chiaramente il fascismo e le sue conseguenze, lei la rimuove e basta, senza arrampicarsi sugli specchi con scuse improbabili. Lei la rimuove, ha capito? Mi sembra il minimo per il rispetto che si deve a una signora che ha passato quello che ha passato. ..Si vergogni, signora Meloni."

Meloni a quanto sembra invece non intende rimuoverla assolutamente. Ma da che cosa nasce quella fiamma ? Era il simbolo del Movimento Sociale Italiano, il Partito di estrema destra fondato dai sopravvissuti al Fascismo già nel Dicembre del 1946.
Si chiamava Sociale, rifacendosi alle "dottrine della Socializzazione", cioè quelle presunte "mine politiche" che Mussolini avrebbe voluto lasciare in eredità alla nuova Italia post-fascista una volta compreso che non aveva più scampo.

La Repubblica Sociale Italiana, altresì detta di Salò, proprio il 20 aprile 1945 aveva pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" le cosiddette Leggi sulla Socializzazione, che comprendevano la nazionalizzazione di gran parte delle fabbriche (quelle sopra i 100 operai), la compartecipazione degli operai alla gestione e ai redditi delle industrie.
Un progetto rimasto naturalmente sulal carta, ma sul quale Mussolini insisteva fin dal 1944 (Congresso di Verona) nel tentativo un po' goffo di "portare il Partito Fascista Repubblicano più a Sinistra del PCI" e di ingraziarsi gli operai, ma naturalmente era ormai troppo tardi.

Molto in sintesi dopo la fine della "guerra civile", e dopo il 25 aprile, ai Fascisti sopravvissuti rimanevano tre alternative:

1) Farsi uccidere dai Partigiani, in quanto responsabili di "crimini di guerra" (torture, fucilazioni  di partigiani ecc.) a volte dopo una sentenza di un improvvisato "Tribunale del Popolo" (vi partecipò anche l'introbiese Mario Cerati) ma più spesso anche senza. Il Generale  Alexander, subito dopo il 25 aprile, aveva dato ai Partigiani "tre giorni di tempo per fare pulizia" dei Fascisti troppo compromessi. Questi tre giorni, come hanno purtroppo hanno dimostrato le opere di Giampaolo Pansa ("Il Sangue dei Vinti") sono diventati praticamente due anni, fino al 1947, con l'Amnistia di Togliatti.

2) Consegnarsi agli Americani (non certo ai Partigiani) come fece il furbo Maresciallo Rodolfo Graziani, comandante in capo dell'Esercito RSI, che si fece catturare dagli Alleati a Mandello: con le stragi che aveva ordinato in Etiopia e in Libia,negli anni '30, ancora prima della II Guerra Mondiale, lui sì che era un vero "criminale di Guerra" !
La speranza (andata a buon fine) di questi era quella di passare qualche mese nel Campo di concentramento di Coltano, vicino a Pisa, allestito dagli Americani, ma che nel 1946-47 ospitò fino a 32.000 fascisti provenienti da tutta Italia (vi passarono tra gli altri personaggi diventati poi celebri come Raimondo Vianello, Walter Chiari, Enrico Ameri e persino Dario Fo) per poi tornare liberi dopo pochi mesi, come infatti avvenne.

3) Scappare, andare in esilio, oppure nascondersi come fece Giorgio Almirante, il quale passò quasi due anni al chiuso di un vagone merci ferroviario (come quelli che fino a qualche anno prima avevano portato gli Ebrei dal Binario 21 di Milano ad Auschwitz), assistito solo da Donna Assunta, fino al 1947.

Il 1947 fu l'anno decisivo: ritrovatisi gli ex "camerati" in stato di libertà, nacque già nel Dicembre 1946 il Partito, anzi "Movimento", che raccoglieva reduci e nostalgici del "glorioso Ventennio" (De Marsanich, Romualdi e altri).
Che ruolo aveva la "fiamma tricolore" nel logo dell'MSI ? In realtà le interpretazioni erano già variabili all'epoca: dalla fiammella che stava accesa sulla tomba del "Duce" a Predappio, all'idea di una "fiamma " nazionalista che mai si sarebbe spenta , in quello che il Duce immaginava avrebbe dovuto essere "il Secolo del Fascismo".

Insomma, le ipotesi sono diverse: il fatto però che la Meloni voglia tenere nel suo simbolo un elemento così controverso e marcatamente "nostalgico" non è un buon viatico per la sua nuova carriera politica, che anche lei si sta immaginando. E' in ogni caso un simbolo legato a un passato a dir poco ambiguo e molto torbido. Avrebbe fatto meglio a liberarsene e a togliere così ogni velo di ambiguità ai suoi progetti politici.
Segua un bel consiglio, signora Meloni: dia retta, per una volta, alla "signora" Bertè !

 

Ultima modifica il Lunedì, 22 Agosto 2022 06:21
Letto 357 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)