VALBIANDINO.NET

Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

PUNTO TAMPONI SCUOLA? IN PROVINCIA DI LECCO CE NE SONO .... ZERO
Premessa: la Direzione Welfare della Regione rende noto che "negli ultimi giorni si sta assistendo ad una crescente domanda di…
Leggi tutto...
NUOVO DPCM. GREEN PASS (ANCHE) PER ANDARE DAL TABACCAIO
Si può dire che quasi ogni giorno la "fabbrica" del Consiglio dei Ministri lancia sul mercato nuove disposizioni in merito…
Leggi tutto...
COVID A SCUOLA, CLASSI IN DAD
Nonostante le rassicurazioni del Ministro Bianchi ("Tutto va bene Madama la Marchesa" !) la seconda settimana di Gennaio ha visto…
Leggi tutto...
COVID: I MORTI AUMENTANO MA NON SAPPIAMO CONTARLI
Il Covid 19 non molla. Almeno non ancora. E anche in Lombardia i dati diffusi dal Ministero della Salute sono…
Leggi tutto...
Calcio Lecco - Pro Vercelli: 0 - 0
Lecco (4-4-2): Pissardo; Celjak, Marzorati, Battistini, Enrici; Giudici (dal 39′ s.t. Lakti), Masini, Kraja (dal 24′ s.t. Galli), Zambataro; Iocolano…
Leggi tutto...
INTROBIO: IL COVID NON MOLLA LA PRESA. OGGI IL NUMERO PIU' ALTO DI CONTAGI
Nonostante da più parti si affermi che siamo vicini al picco dei contagi e che la "corsa" del Covid sembra…
Leggi tutto...
CONFCOMMERCIO LECCO: IL PRESIDENTE PECCATI TRACCIA LA STRADA PER IL 2022
Dopo due anni complicati Confcommercio Lecco conferma la sua azione a fianco delle imprese associate e guarda con fiducia alla…
Leggi tutto...
DA OGGI OBBLIGO GREEN PASS PER ACCEDERE ALLE
Da oggi, chi si recherà in saloni di acconciatura, centri estetici, studi di tatuaggi e attività varie di servizi alla persona,…
Leggi tutto...
ALLERTA RISCHIO INCENDI
È stata diramata dalla Protezione Civile Regione Lombardia l'allerta riguardo il rischio incendio sommato alla previsione di vento forte.Riguarda anche…
Leggi tutto...
PRIMALUNA: DA 35 A 43 POSITIVI AL COVID
Aggiornamento al 17.01.2022 43 Positivi 38 in sorveglianza perchè a stretto contatto o per rientro dall'estero ______________________________________________________   Aggiornamento al…
Leggi tutto...
Pubblicato in Opinioni

WWF: BASTA CRIMINALIZZARE I CINGHIALI !

Domenica, 18 Aprile 2021 06:42 Scritto da  WWF Lecco

Rileviamo sulla stampa locale la dichiarazione del Presidente interprovinciale di Como e Lecco di Coldiretti, Fortunato Trezzi, circa le sue preoccupazioni per la presenza di cinghiali sui territori provinciali.

Riteniamo certo veritiero affermare che questa specie selvatica abbia esteso l'areale della sua distribuzione anche nel nostro territorio, ciò è innegabile. Ma contestiamo radicalmente l'approccio che la sua Associazione propone come soluzione del problema. Il cinghiale è ormai specie radicata ed è entrato a far parte della nostra fauna anche grazie ad una politica di gestione delle popolazioni di tipo utilitaristico, che comparti quali quelli del mondo venatorio hanno attuato e stanno portando avanti da oltre un decennio, affiancati da decisioni politiche assai discutibili.

Quello che oggi viene definito uno squilibro ambientale è in realtà il risultato di ben precise scelte gestionali che hanno trasformato il cinghiale in una specie selvatica su cui assicurare ed impostare quella continuità di prelievo venatorio necessaria a ridare vigore a un comparto, quello appunto della caccia, che ha mostrato un drastico calo nel numero dei praticanti sin dai primi anni 2000. Gli stessi piani di prelievo approvati dagli uffici deputati alla gestione faunistica non hanno mai avuto come fine quello di portare alla estinzione locale del cinghiale ma, anzi, quello di rendere la sua presenza quanto più redditizia in termini di numero e di tipologia di capi prelevabili. In pratica è stata data una precisa risposta ad una domanda di mercato.

Ne sono prova i dati statistici relativi alle classi di età degli esemplari, che ancora oggi vengono preferite dai cacciatori nella scelta del capo da abbattere. Se a questa esplicita strategia aggiungiamo le caratteristiche biologiche della specie in termini di frugalità e di strategia riproduttiva dell'animale, il risultato è quello che possiamo osservare oggi sotto i nostri occhi.

A riprova di questa distorsione nella gestione del cinghiale, in cui si predilige il mantenimento dello stock piuttosto che la sua eliminazione, va letta anche la notizia che una amministrazione comunale locale è dovuta arrivare ad elargire un incentivo economico ai cacciatori pur di condizionarli nelle loro scelte di abbattimento di cinghiali verso capi giovani e piccoli invece che adulti, per ottenere, alla fine, una riduzione più efficace della popolazione presente sul suo territorio.

Il prelievo ormai è diffusamente guidato più dalla ricerca del miglior trofeo o del capo più grosso, piuttosto che verso giovani riproduttori, con il risultato che la popolazione non decresce ma, anzi, si espande.

Sarebbe auspicabile che si cambiasse una volta per tutte la rotta nella gestione di questa specie attraverso serie campagne di contenimento, basate su dati scientifici certi, là dove la presenza è veramente problematica, finendola di nascondersi dietro inefficaci azioni dettate solo da opportunismo. Ancora più significativo per dimostrare un cambiamento di mentalità e il conseguimento di maturità, sarebbe poter vedere riconosciuto da categorie, come quelle degli agricoltori ed allevatori, il ruolo che il lupo, animale in grado di dominare anche in ambiti territoriali promiscui, possono avere per regolare la presenza del cinghiale in Italia, piuttosto che lanciare falsi allarmismi.

Riguardo infine al rischio sanitario che il cinghiale rappresenta quale vettore per la diffusione dei malattie infettive, ci preme ricordare che in Italia sono allevati in modo intensivo circa 9.500.000 maiali all'interno di allevamenti in cui il controllo sanitario è assicurato soltanto grazie ad un impiego, altrettanto intensivo, di antibiotici e farmaci ad uso veterinario. Lo abbiamo visto e compreso recentemente che sono proprio le condizioni di allevamento degli animali a costituire il vero problema su cui si incardina il rischio sanitario, e a seguire economico, per le relative categorie produttive.

Con gli attuali sistemi di allevamento sono a rischio la salute degli animali e dell'uomo, la resistenza degli ecosistemi, la capacità di recupero in caso di danni ambientali e, di conseguenza, derivano sempre maggiori ripercussione economiche in caso di epidemie.

Per ridimensionare efficacemente questo rischio, basterebbe ridurre il consumo di carne e tutti, sul nostro pianeta, saremmo molto più in salute.

 

Ultima modifica il Domenica, 18 Aprile 2021 06:44
Letto 250 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.