Dopo i recenti fatti di Ballabio riguardanti la lite tra due “ospiti” del CAS di quel paese, uno dei quali “allontanato” e dirottato al CAS di Cremeno, il gruppo di minoranza di quest’ultimo comune è intervenuto con una lettera che pubblichiamo.
“Con il presente comunicato gli scriventi Bergamaschi Matteo e Terzaghi Paolo, Consiglieri di minoranza del Comune di Cremeno, facenti parte del gruppo indipendente LA VOCE, avendo appreso che nei giorni scorsi, si è proposto alla ribalta delle cronache un fatto da ricondurre ad un litigio tra migranti, presenti in un numero massiccio anche nell’ambito del menzionato Comune, esprimono quanto segue. E’ ormai appunto risaputo che, a seguito di un litigio tra migranti ospiti di un C.A.S. sito in un limitrofo Comune, uno di questi è stato “spostato” c/o il C.A.S. sito in nel ns. Comune di Cremeno. Abbiamo letto di tutto e un po’, ma ancora una volta si dimentica, la centralità del problema che non è lo spostamento del singolo soggetto, ma il ridicolo che la politica evidenzia ad ogni livello istituzionale, stante la persistente presenza dei C.A.S., che sulla carta dovevano essere centri di accoglienza straordinaria, ma che nella realtà dei fatti sono centri di accoglienza perdurante a carico dei Cittadini, da cui poi possono scaturire anche assurdità come quella oggetto della recente cronaca. A Cremeno il C.A.S. è aperto dal 2014! E’ una vergogna! E’ evidente che la politica che conta, (non certo quella dei comuni), non ha minimamente coscienza dell’interesse dei Cittadini che ribadiamo con le rispettive tasse pagano i costi di queste strutture, perché non esistono soldi pubblici. La politica dovrebbe invece cominciare a pensare ai problemi dei territori e giungere alla chiusura dei C.A.S. nei piccoli paesi, dove i rispettivi ospiti non possono avere un futuro e dove non fanno il bene dei paesi in cui le strutture insistono. Forse però è interesse di qualcuno che le strutture rimangano aperte dato il giro di soldi che vi ruota attorno? LA VOCE aveva sviluppato un preposto report pubblicato tutt’oggi sulla ns. pagina Facebook, nell’ambito del quale nel 2024 evidenziavamo criticità e limiti riconducibili a strutture di questo tipo ed evidenziavamo che 1/4 circa della capienza provinciale lecchese di migranti era ospitata sul ns. territorio, ribadiamo, una vergogna, trattandosi di un Comune di soli 1.800 abitanti. E’ emblematico se si pensa che ad ogni livello istituzionale: dalla Provincia alla Regione e così per lo Stato governi il centro-destra, che non ha fatto nulla sul tema anzidetto e che anche i Sindaci dei comuni coinvolti siano schierati su quel fronte, ma evidentemente con scarsi risultati sul tema! Diamo ovviamente per scontato che se domani governerà il centro-sinistra si andrà poi di male in peggio sul tema di cui trattasi. Nella ns. istanza del 05 agosto 2024 rimasta lettera morta, stanti gli auspici dell’allora Prefetto, che confidava in un’accoglienza diffusa, nonché la sempre aperta disponibilità nei confronti dei bisognosi da parte dell’Istituzione Chiesa, evidenziavamo che distribuendo tutti i migranti siti in provincia tra le 89 parrocchie riconducibili ai decanati siti in provincia di Lecco, avremmo avuto una presenza media di 5-6 migranti per parrocchia. Un’ipotesi questa che avrebbe reso più gestibile, controllabile e forse utile, la presenza di migranti anche nei piccoli borghi. Invece nessuno fa nulla e i Cittadini ne pagano le conseguenze, sociali ed economiche! Ribadiamo una vergogna”.
LA VOCE
Matteo Bergamaschi
Paolo Terzaghi