Per uno di Cortenova (o di San Pietro) quel rifugio è sempre stato “la Monza”: stiamo parlando del Bogani, gioiello immerso in un paradiso di larici sopra “Mancoden” (l’alpeggio di Moncodeno), toponimo che riprende un antico appellativo con cui era chiamata la Grigna.
La “Monza” – ed ecco la ragione che giustifica l’immaginario valligiano – venne inaugurata l’8 luglio 1906 proprio come “Capanna Monza”. Come accadde per tanti altri rifugi in quota (1.816 m.) venne distrutto nel corso della Seconda Guerra Mondiale in quanto base di partigiani e poi ricostruito tra il 1948 e il 1952 quando venne dedicato ad Arnaldo Bogani, figura di spicco del mondo alpino ed ex presidente del CAI Monza.

Meta frequentatissima, punto di appoggio per i molti camminatori diretti in Vetta per la via della Ganda o per quella del Nevaio, la “Monza” (situata nel comune di Esino Lario) è tornata a far parlare molto di sé lo scorso autunno quando Enrico Benedetti e Mariangela Buzzoni (“Custode delle Terre Alte”), gestori dal 1994, annunciarono (suscitando un corso unanime di disapprovazione da parte di tutto il popolo di quella montagna) di voler terminare la loro esperienza.
Trovatisi senza gestore e con la necessità di assumere nuovi impegni, i soci del CAI Monza hanno quindi deciso di mettere in vendita il rifugio con i suoi 40 posti letto ma, soprattutto, con la sua tradizione lunga 120 anni.
L’augurio che tutti gli amanti della montagna dovrebbero farsi è che qualche coraggioso candidato si faccia avanti al più presto perchè la storia della Capanna Monza (o rifugio Bogani a scelta) possa continuare per molto, molto tempo ancora.
In ogni caso chi volesse può cliccare sul link qui sotto per tutte le info.