Il Pian delle Betulle ha celebrato per la 67^ volta l’anniversario della chiesetta degli Alpini costruita a memoria dei caduti del Battaglione Morbegno ed inaugurata nel 1959 sul luogo scelto dall’allora Card. Montini, poi salito al soglio di Pietro come Paolo VI.

E nonostante il trascorrere degli anni l’appuntamento delle Betulle continua a racchiudere significati che vanno aldilà di una “semplice” adunata di Penne Nere.

Il ricordo di chi “ha posato lo zaino” e le nuove marmette lasciate nella chiesa ad eterno ricordo e ringraziamento per il loro impegno contribuiscono ad aggiungere ulteriori pagine di Storia nel libro che gli Alpini stanno scrivendo sin dal 1872, anno in cui andò in porto il progetto del Capitano Perrucchetti di dotare l’Italia di un corpo dedito alla difesa dei confini montani della Nazione.

Così anche ieri, sotto un bel cielo di settembre, il Pian delle Betulle si è riempito di colori, suoni, richiami, profumi, voci, canti, preghiere e molti silenzi. Il popolo Alpino ed i suoi Valori hanno abbracciato la Tenda dell’Anima, vero cuore pulsante di un evento che lascia ogni volta il segno in chi lo frequenta, indipendentemente che sia la prima o l’ennesima volta.

Perché attorno a quella Chiesa (il cui sagrato è stato recentemente rimesso a nuovo) si respirano sempre amicizia, condivisione e sorrisi anche se non mancano occhi lucidi nell’apprendere, magari, che un Amico è salito al Paradiso di Cantore.

La Festa delle Betulle, infine, è anche un po’ un ultimo e un primo dell’anno, spartiacque velato di nostalgia tra l’estate e l’autunno, ultimo gradino da scendere prima che per molti ricomincino a scorrere, sempre troppo veloci, le stazioni della vita.
Grazie, Alpini.