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È bellissima ma pericolosa: una vera e propria “bomba” per l’ambiente. Ha un nome gentile, quasi dolce: balsamina ghiandolosa. Vive in fitte popolazioni sulle rive dei corsi d’acqua. Lungo la pista ciclabile, dove il torrente si avvicina all’asfalto, se ne trovano numerose colonie dai fiori carnosi e morbidamente ondulati. Sembrano piccole orchidee purpuree. La balsamina è una pianta originaria dell’Hymalaia importata forse per ornare parchi e giardini.

Ma come speso accade -non solo con la flora- sta prendendo il sopravvento sulle essenze vegetali autoctone e inizia a diventare un problema a tal punto che in Svizzera ne è proibita la coltivazione. Possiede una rara ma efficacissima capacità diffusiva. Giunti a maturazione i baccelli esplodono letteralmente sparando alcune migliaia di semi in un raggio di 6 o 7 metri fecondando ampie aree di territorio e distribuendo fino a 30mila semi per metro quadrato.

L’unico modo per controllarne l’espansione è sradicarla, operazione piuttosto semplice visto cha la Balsamina ha radici corte e delicate. Ma non riciclate gli scarti vegetali: i semi possono sopravvivere per anni. L’alternativa è lo sfalcio che deve essere ripetuto almeno due volte l’anno e prima che i baccelli esplodano. Però è un peccato: è davvero bella.

Giovedì, 10 Giugno 2021 19:04

IERI PARZIALE ECLISSI DI SOLE

Sì, ammettiamolo. Quella mezzaluna (perché la responsabilità e tutta del nostro satellite) che copre in piccola parte il disco solare non è proprio granché. Dobbiamo accontentarci di quello che passa il cielo. Oltretutto l’immagine dell’eclisse di sole verificatasi ieri proviene da Londra dove Richard, un amico che vive e lavora lì, l’ha scattata.

Anche da Milano e Da Roma è stato possibile ammirare il fenomeno astronomico, ma solo molto parzialmente, fra le 12,15 e le 12,45. Il fatto è che la Luna si è frapposta fra la Terra e la nostra “stella madre” solo parzialmente. Almeno alle nostre latitudini. Se volete assistere a un’eclisse totale dovrete aspettare un po’. Accadrà il 12 agosto 2026, quando il nostro satellite oscurerà il sole fino al 95% della superficie visibile.

La signora degli abissi ha 86 anni.

Nel 1970, alla guida di un team di 4 ricercatrici, ha trascorso due settimane in una struttura a 15 metri di profondità, per studiare la biodiversità marina e sperimentare gli effetti della vita subacquea sul corpo umano.

Nel 1979, con una muta speciale simile a una tuta spaziale e un grande casco dotato di 4 finestre, si è immersa a 381 metri di profondità, senza l’ausilio di un sommergibile. Laggiù, dove il buio è più nero di una notte senza stelle, ha messo piede sul fondo dell’oceano, come aveva fatto il primo uomo, 10 anni prima, sulla superficie della luna.

Sylvia Earle, scienziata statunitense, esploratrice, la più famosa oceanografa al mondo, racconta come sta cambiando la vita marina. "Ho visto scomparire barriere coralline, mangrovie, diverse specie di pesci, dai tonni agli organismi più piccoli. La chimica dell'oceano sta cambiando, cresce l'acidificazione e l'eccesso di anidride carbonica, crescono gli inquinanti e i rifiuti”.

Eppure, il suo sguardo per il futuro dell’oceano è ancora pieno di speranza.

Così come siamo stati noi esseri umani a danneggiare l’oceano, possiamo essere noi a porvi rimedio. Come?

Con le armi dell’esplorazione, della conoscenza, dello studio, della consapevolezza. L’oceano fornisce ossigeno, assorbe anidride carbonica, è fonte di cibo, regola le temperature e il meteo. A partire dall’oceano si sono sviluppate le prime forme di vita sul nostro Pianeta. Come ci ricorda Sylvia: “anche se non lo vedi o non lo tocchi, all’oceano devi ogni respiro che fai”.
Possiamo proteggere solo ciò che conosciamo, apprezziamo e amiamo: è questo lo scopo dell’Ocean Literacy. Ricercatori, educatori, divulgatori, volontari, tutti noi abbiamo un compito importante: comprendere come l’oceano influenza la nostra vita e come noi influenziamo la sua. Nell’ambito di questa “alfabetizzazione all’oceano”, ti proponiamo una selezione di spunti e contenuti.

Ecco una serie di approfondimenti sul grande tema della dispersione delle plastiche in mare:

per la scuola primaria e secondaria di 1°grado;
per la scuola secondaria di 2° grado.

Vuoi firmare con la tua scuola la Charta Smeralda e diventare ambasciatore dell’oceano? Scopri tutte le iniziative e i contenuti educativi per le scuole primarie e secondarie proposte dalla fondazione One Ocean.

Nel 2021 siamo entrati della Ocean Decade (2021-2030) che l’ONU ha dedicato alle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile: per saperne di più ed assistere l’8 giugno all’evento on line in diretta da La Maddalena, visita il sito.

“Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi / I danni altrui commiserando, al cielo / Di dolcissimo odor mandi un profumo”. La tentazione di citare Leopardi, a proposito del fiore riprodotto nella foto, è stata irresistibile. Per i botanici si chiama “citisus scoparius”. Per i comuni mortali (e per il vate recanatese) semplicemente ginestra.

I suoi fiori intensamente gialli ornano lunghi tratti della ciclabile. Ma non è solo bella. Secondo la farmacopea tradizionale possiede proprietà antireumatiche, cardiotoniche e altre ancora. Ma attenzione: può essere tossica. Quindi limitatevi ad ammirarla. È anche essenza vegetale d’antica nobiltà.
La casata dei Plantageneti, originaria dell’Angiò francese prima dell’anno Mille, prende nome proprio dalla definizione latina della ginestra, “planta genistae,” riprodotta nello stemma nobiliare. Plantageneti furono, per più di tre secoli, ben 15 re d’Inghilterra.

WWF Lecco, in collaborazione con due dipartimenti universitari,
propone la compilazione di un questionario su biodiversità e impollinatori

Il coinvolgimento del pubblico nella scienza comprende una moltitudine di attività che impegnano i ricercatori nell’ascolto, nella comprensione, nella condivisione e nell’interazione con i non-specialisti. Tale attività, oltre ad avere una valenza etica, può risultare fondamentale per l’efficacia di progetti scientifici.

Da oggi è possibile contribuire ad un progetto scientifico che mira alla salvaguardia della biodiversità e degli impollinatori, semplicemente rispondendo al breve questionario “Biodiversità e Impollinatori”, proposto dall’Associazione WWF Lecco, dai Dipartimenti di Bioscienze e di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, e dal Dipartimento di Biomedicina comparata e Alimentari dell’Università degli Studi di Padova.

Le opinioni e le risposte, oltre ad aiutare i ricercatori nello sviluppare strategie efficaci per la gestione della biodiversità e degli impollinatori, saranno fondamentali per la tesi di laurea di un giovane studente di Scienze Naturali dell’Università di Milano.

Il questionario può essere compilato e condiviso al seguente link: https://forms.gle/C1assvjKpA4wShEU7. È aperto a tutti e le risposte di tutti sono importanti. Al termine del progetto sarà possibile consultare sul sito dell’Associazione WWF Lecco del materiale per approfondire i temi trattati nelle domande e i risultati della ricerca.

Mercoledì, 02 Giugno 2021 06:56

SAMBUCO TUTTOFARE

Grazie a internet ho fatto una scoperta. Il sambuco comune appartiene al genere sambucus. Chi l’avrebbe detto? Non si finisce mai di imparare. In questo periodo sta fiorendo un po’ dovunque. La foto rappresenta un’infiorescenza di sambucus nigra (le sue bacche sono nere) solo parzialmente fiorita. Numerosi boccioli sono ancora chiusi.

Dai fiori si ottiene uno sciroppo dal sapore delicato e dall’aroma leggero. E poi è come il maiale: del sambuco non si butta via niente. Gli erboristi utilizzano fiori, bacche, corteccia, foglie e radici. Wikipedia spiega anche che un “trial clinico pubblicato nel 2004 ha mostrato una riduzione della durata e della gravità dei sintomi para-influenzali in pazienti che assumevano un estratto di sambuco”.

Col covid però non funziona. In compenso attenua i sintomi di bronchite, raffreddore, affezioni respiratorie (ma se avete la polmonite il sambuco non serve), emorroidi, cistite, uretrite. Può avere effetti benefici su cuore, reni, cavo orale, intestino, stomaco, fegato e sistema immunitario. Parola di Wikipedia.

Mercoledì, 19 Maggio 2021 07:35

APRE OGGI IL NUOVO TRATTO DEL VIANDANTE

Completo il cammino da Milano a San Bernardino

Terminati i lavori di collegamento del Sentiero del Viandante da Lecco ad Abbadia Lariana:
diventa interamente percorribile il cammino internazionale “Le Vie del Viandante” che conduce da
Milano fino a San Bernardino, in Svizzera. Un reticolo di sentieri storici che attraversa la Valle
Mesolcina, la Valchiavenna, il Lago di Como e il fiume Adda.
L'importo complessivo dell’intervento di sistemazione del tratto di collegamento, che ha coinvolto con
la sottoscrizione di un apposito protocollo il Comune di Lecco, il Comune di Abbadia Lariana ed Ersaf,
è stato di 485 mila euro, di cui 360 mila finanziati dal Programma di cooperazione “Interreg V-A Italia
Svizzera 2014-2020”.

Le Vie del Viandante” rappresentano un grande itinerario internazionale di trekking: 220 km di
sentieri di cui fanno parte, tra gli altri, la Via San Bernardino, la Via Francisca, la Via Spluga, la Via
dei Monti Lariani, il Sentiero del Viandante, la Strada Regia e il Sentiero di Leonardo.
A tenere a battesimo il nuovo tracciato è stato Linus, direttore di Radio Deejay, attraverso il talk
online “a sPASSO (lento)”, mentre a seguire, al Palazzo delle Paure, due tavole rotonde sugli aspetti
turistici e tecnici del tracciato hanno ufficialmente inaugurato la stagione turistica del Viandante.

“Questo sentiero – sottolinea il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni - rappresenta una risorsa di
grande attrattività per il segmento del turismo lento e del trekking, una fonte di richiamo che sarà
ancor più evidente con l’arrivo della prossima estate. Un completamento che concretizza l’itinerario
Lecco-Abbadia, il collegamento con i Resinelli e con il parco dell’Adda in direzione Milano. Lecco
rinforza, così, la sua posizione strategica sia per la ricettività sia per nuovi servizi di accoglienza e
accompagnamento sportivo-culturali. Questa strada ci connette all’Europa”.

"Oggi apriamo un collegamento estremamente importante – commenta il sindaco di Abbadia Lariana
Roberto Azzoni - non solo perché ri-avviciniamo Lecco e Abbadia dopo oltre 40 anni ma perché
riportiamo in auge il vero spirito per cui è nato anticamente il tracciato del sentiero del Viandante:
quello di collegare Milano con la Svizzera e con i paesi oltralpe. Lo apriamo in un momento storico
unico cruciale, un momento di ripartenza. Che ciò sia di auspicio e di volano per una ripartenza
anche del settore turistico e ricettivo grazie alle ricadute che questo sentiero potrà avere su tutti i
territori che attraversa”.

“Questo storico itinerario – spiega il presidente di ERSAF Alessandro Fede Pellone -, che percorre
l’intera sponda lecchese del Lario, fino a oggi partiva solo da Abbadia, in quanto il primo tratto, lungo
circa sei chilometri, non era più praticabile da anni. ERSAF grazie a una convenzione sottoscritta con i
due Comuni ha lavorato per il ripristino e la riapertura dell’itinerario, che costituisce un’opportunità
per l’innovazione nel settore turistico e della ricettività territoriale, attraverso la realizzazione di reti e
percorsi dedicati alla mobilità lenta e a un diverso rapporto fra turista ed emergenze culturali e paesaggistiche che collegano vie storiche d’importanza internazionale”.

Il nuovo tratto del Viandante
Inaugurazione del collegamento Lecco - Abbadia

Martedì 18 maggio 2021 dalle 15:00
via Stelvio - Palazzo delle Paure

Ore 15 via Stelvio - Tragitto a piedi lungo il sentiero fino a Pradello

Ore 15.30 Pradello - Talk "A sPASSO (lento)" con la partecipazione di Linus, direttore di Radio Deejay

Ore 16.30 Palazzo delle Paure - Conferenza stampa di apertura della stagione turistica del Viandante, introdotta da Mauro Gattinoni, sindaco di Lecco, Castrese De Rosa, Prefetto di Lecco e Antonio Rossi, sottosegretario con delega allo Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi di Regione Lombardia, con interventi di Giovanni Cattaneo, assessore all'Attrattività territoriale del Comune di Lecco, Lorenzo Riva, vicepresidente della Camera di Commercio Como-Lecco e Antonio Rusconi, sindaco di Bellano (prima sessione), Katiuscia Vassena del Comune di Lecco, Sergio Poli di ERSAF Regione Lombardia, Claudia Anselmini dello Studio PROTEA e Alessandro Riva, collaudatore (seconda sessione: come è stato costruito e come verrà mantenuto).

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CACCIA: IN REGIONE LOMBARDIA DETTANO LEGGE LE DOPPIETTE

Approvata l’ennesima norma che rende impossibili i controlli favorendo il bracconaggio

Nella seduta odierna del Consiglio Regionale della Lombardia è stata approvata la “legge di revisione ordinamentale 2021” che prevede modifiche alla legge regionale sulla caccia: veri regali al popolo delle doppiette che riducono i livelli di tutela della fauna selvatica.

Ormai è acclarato che in Regione Lombardia la caccia sia considerata una priorità. L’influenza del mondo venatorio nei corridoi del Pirellone è tale da far letteralmente scrivere ai cacciatori le norme che regolano la propria attività. Ciò accade grazie all’impegno costante di assessori e consiglieri regionali che non mancano di manifestare pubblicamente la loro vicinanza al mondo venatorio postando trionfalistici selfie mentre imbracciano fucili e promettono di far sparare sempre di più, rinunciando a ogni forma di dialogo con le associazioni di protezione ambientale.

La Lombardia è tristemente famosa a livello mondiale per il numero di reati commessi contro la fauna selvatica e in particolare contro gli uccelli, catturati illegalmente per farli diventare “richiami vivi”, condannati a passare tutta la vita in minuscole gabbie e costretti a cantare incessantemente per richiamare i propri simili verso la morte, continuamente trasportati e sottoposti al frastuono dei fucili.

Per impedire la cattura illegale di uccelli da richiamo la legge nazionale vieta l’uso di richiami “che non siano identificabili mediante anello inamovibile” (art. 5 L. 157/1992). Ma da oggi in Lombardia non sarà più consentito verificare l'inamovibilità degli anelli, in quanto la nuova legge regionale stabilisce che l'attività di vigilanza e controllo sugli anellini utilizzati per gli uccelli da richiamo dovrà essere svolta verificando unicamente la presenza dell’anellino sull’esemplare. Tale gravissima e illegittima limitazione è ipocritamente giustificata dalla necessità di rispettare il benessere animale (di animali che, lo ricordiamo, vivono in gabbie minuscole per tutta la vita) che sarebbe compromesso dalla manipolazione effettuata da parte del personale di controllo. Peraltro, sarà consentito utilizzare anche anelli di materiali plastici.

Una ulteriore gravissima novità consiste nella possibilità di segnare sul tesserino l’animale ucciso non subito dopo l’abbattimento ma dopo il recupero dell’animale stesso. Questo impedirà al personale di controllo di verificare quanti animali sono stati realmente abbattuti e favorirà chi intenderà abbattere animali in numero superiore rispetto a quanto consentito dalla legge.

Questi sono solo alcuni dei numerosi provvedimenti approvati oggi.

“Siamo di fronte all’ennesimo fallimento della politica lombarda rispetto alla tutela dell’ambiente - dichiara Alessandra Prampolini, Direttore Generale del WWF Italia – È incomprensibile come in una regione in cui esiste un altissimo livello di illegalità e di bracconaggio, invece di adottare ogni strumento idoneo ad arginarlo si approvino invece provvedimenti che indeboliscono il sistema di protezione della biodiversità. Il WWF Italia denuncerà alle autorità italiane ed europee quest’azione di riduzione dei livelli di tutela ambientale reiterata e incostituzionale, che espone il Paese (tutti, non solo i cacciatori) al rischio di pesanti e costose procedure di infrazione”.

 

 

 

 

Lunedì, 17 Maggio 2021 13:39

LA SALAMANDRA

in Cultura

Lei procedeva lentamente, ondeggiando sinuosa e indifferente sull’asfalto ancora umido per la pioggia notturna. Inatteso slow motion naturale di lucidissimo nero, interrotto qua e là da macchie frastagliate giallo cromo. Ce ne sono (le ho viste) anche chiazzate di rosso vivo, ma, almeno qui da noi, sono molto rare.

L’incontro è avvenuto lungo la ciclabile, poco prima dello Sprizzottolo. La cascata era gonfia e rumorosa. Appena oltre la striscia bianca che segna il limite della carreggiata, piccoli petali bianchi annunciavano e annunciano tuttora le prossime fragoline selvatiche: majoste in vernacolo locale. Infatti siamo in maggio. Lei sembrava tranquilla e con tutta evidenza mi ignorava. L’ho seguita per qualche decina di secondi. L’ho sfiorata con un dito: era fredda e “gommosa”. Ma se ne incontrate una non prendetela in mano: le sue ghiandole cutanee secernono una sostanza urticante.

Al tocco si è fermata ma subito è ripartita verso il bosco. Poi è scomparsa fra foglie e rovi. Secondo la mitologia celtica le salamandre appartenevano all’elemento igneo del mondo. Un tempo, infatti, si credeva che fossero in grado di sopravvivere al fuoco. Spiega Plinio il vecchio, nella sua “Naturalis historia” che sono talmente ghiacciate che le fiamme non riescono ad aggredirle. Ma il progresso e la tecnica sono potenti e inarrestabili. Oggi le salamandre muoiono sotto gli pneumatici delle automobili e le ruote “grasse” delle mountain bikes.

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