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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

PUNTO TAMPONI SCUOLA? IN PROVINCIA DI LECCO CE NE SONO .... ZERO
Premessa: la Direzione Welfare della Regione rende noto che "negli ultimi giorni si sta assistendo ad una crescente domanda di…
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NUOVO DPCM. GREEN PASS (ANCHE) PER ANDARE DAL TABACCAIO
Si può dire che quasi ogni giorno la "fabbrica" del Consiglio dei Ministri lancia sul mercato nuove disposizioni in merito…
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COVID A SCUOLA, CLASSI IN DAD
Nonostante le rassicurazioni del Ministro Bianchi ("Tutto va bene Madama la Marchesa" !) la seconda settimana di Gennaio ha visto…
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COVID: I MORTI AUMENTANO MA NON SAPPIAMO CONTARLI
Il Covid 19 non molla. Almeno non ancora. E anche in Lombardia i dati diffusi dal Ministero della Salute sono…
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Calcio Lecco - Pro Vercelli: 0 - 0
Lecco (4-4-2): Pissardo; Celjak, Marzorati, Battistini, Enrici; Giudici (dal 39′ s.t. Lakti), Masini, Kraja (dal 24′ s.t. Galli), Zambataro; Iocolano…
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INTROBIO: IL COVID NON MOLLA LA PRESA. OGGI IL NUMERO PIU' ALTO DI CONTAGI
Nonostante da più parti si affermi che siamo vicini al picco dei contagi e che la "corsa" del Covid sembra…
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CONFCOMMERCIO LECCO: IL PRESIDENTE PECCATI TRACCIA LA STRADA PER IL 2022
Dopo due anni complicati Confcommercio Lecco conferma la sua azione a fianco delle imprese associate e guarda con fiducia alla…
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DA OGGI OBBLIGO GREEN PASS PER ACCEDERE ALLE
Da oggi, chi si recherà in saloni di acconciatura, centri estetici, studi di tatuaggi e attività varie di servizi alla persona,…
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ALLERTA RISCHIO INCENDI
È stata diramata dalla Protezione Civile Regione Lombardia l'allerta riguardo il rischio incendio sommato alla previsione di vento forte.Riguarda anche…
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PRIMALUNA: DA 35 A 43 POSITIVI AL COVID
Aggiornamento al 17.01.2022 43 Positivi 38 in sorveglianza perchè a stretto contatto o per rientro dall'estero ______________________________________________________   Aggiornamento al…
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Lunedì, 03 Gennaio 2022 07:59

FONDI EUROPEI E PROGETTI DISCUTIBILI

Non comincia tanto bene il 2022. La gestione ormai quasi operativa dei "Prestiti" europei del PNRR (e sottolineo che in gran parte sono "Prestiti", 122,6 miliardi di euro da restituire nei prossimi 20 anni, mentre 68.8 sono "sovvenzioni", vedi https://www.openpolis.it/il-pnrr-italiano-e-il-confronto-con-gli-altri-paesi-europei/) il principale motivo per cui un anno fa il Governo Draghi aveva sostituito quello di Conte, non lascia presagire molto di buono, soprattutto dal punto di vista della "transizione ambientalista", per la quale era stata istituito il Ministero diretto da Roberto Cingolani.

Ricordando tra l'altro che sono stati aboliti con la nuova Finanziaria (che la Camera dei Deputati sostanzialmente non ha avuto neanche il tempo di leggere, dovendola votare a occhi chiusi in sei ore) gli incentivi all'acquisto di auto e moto elettriche, cosa che ha provocato 'ira di produttori e dei concessionari, ma torneremo sull'argomento, possiamo soffermarci su tre progetti in particolare che riguardano il nostro territorio.

Mi riferisco alla cosiddetta "Strada delle Tre Valli" , dalla Valsassina alla val Taleggio, che passa per Morterone, su cui ci sono pareeri discordi (4,8 milioni di euro), alla "Tangenzialina di Molteno" (altri 5 milioni di euro), a quella di Primaluna (costo circa 4,5 milioni di euro).

Sta per partire quindi il Festival del bitume e del cementificio !

Partiamo da quella di Molteno (ne parla La Provincia del 2 Gennaio) che ha suscitato giustamente l'ira di Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Alpi e ambientalista doc.
"Assolutamente inutile" la definisce : in quanto ex cittadino moltenese (proprio tra Molteno e Garbagnate Monastero sorgeva la villa dei miei genitori) concordo pienamente con lui. La nuova strada servirebbe solo a eliminare quel residuo di bosco e di alberi che era faticosamente rimasto in piedi dopo decenni di urbanizzazione selvaggia, senza portare nessun vantaggio per la viabilità locale.

La tangenzialina di Primaluna (su cui dovremo tornarci): sicuramente è giusto che venga bypassata la strettoia di Primaluna, dove ci sono stati diversi incidenti e feriti nel passato. Forse però si poteva pensare a un progetto meno faraonico e "autostradale" (costerà praticamente quasi un milione di euro al chilometro) optando per una soluzione meno invasiva per l'ambiente e meno carica di cemento. Del resto se si affida il progetto a una società autostradale gli effetti non possono non vedersi.

Negli anni Sessanta qualcuno voleva far passare per la Valsassina una progettata Autostrada Milano-Monaco. Ecco, oggi un pezzo di quella autostrada (per fortuna minimo) potrebbe realizzarsi ! Senza contare che forse sarebbe il caso di far moderare la velocità nel fondovalle, per non provocare inevitabili stragi di animali ma anche di persone (ricordiamo il triste caso del pensionato introbiese Fulvio Motta, travolto e ucciso nel 2018 mentre attraversava la "tangenzialina") non di far premere il piede sull'acceleratore !

Quindi la strada Fuipiano-ValTaleggio: pareri opposti (ne parliamo in questo articolo, segnaliamo l'opinione favorevole però del prof. Michele Corti, autore di una splendida ricerca sui Bergamini). Anche qui è da vedere bene quale impatto avrà sull'ambiente.

Il problema è che i Fondi Europei (Next Generation EU) dovrebbero servire a opere strutturali per rilanciare l'economia italiana e salvaguardare l'ambiente. Suddividere i fondi ricevuto in tante opere più o meno discutibili (soprattutto nel caso di Molteno) non mi sembra che vada in quella direzione. Tanto più che i debiti dovranno essere pagati dai nostri figli : è questo che vogliamo lasciare alla Next Generation ? Altri debiti e basta ? Forse sarebbe il caso di rifletterci un po' di più, prima di lanciarsi in progetti a dir poco controversi !

Associazioni ambientaliste contro la strada delle Tre Valli ( che passa anche per Morterone verso la Valle Imagna).
WWF Lombardia già mobilitato per contrastare in ogni modo questo folle progetto: tutti d'accordo a parole per tutelare l'ambiente, poi quando c'è da asfaltare, cementificare, e arricchire qualche impresa edile amica degli amici del politico di turno...

Una strada "bianca" forestale c'è già e non vogliamo che diventi "nera" di inutile, sterile e devastante asfalto. Valsassina, Valle Imagna, Val Taleggio e il sito Rete Natura 2000 di Costa del Pallio chiedono Rispetto!

ALLA CONDANNA ADERISCE ANCHE IL CIRCOLO ILARIA ALPI DI ERBA: @WWFLombardia @WWFLecco
Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" si unisce in questa lotta contro la devastazione della montagna!
scrive

Ne scrive nel suo blog anche Antonio Carminati, Direttore del Centro Studi Valle Imagna : "Non è passata inosservata la notizia che il Consiglio regionale della Lombardia abbia finanziato la manutenzione straordinaria della strada di collegamento Brumano-Morterone-Moggio-Vedeseta, rendendo quindi transitabile il collegamento rurale di circa sette chilometri (strade bianche) esistente tra la Valle Imagna, la Valsassina e la Valle Taleggio. E, come al solito, le polemiche incalzano e i partiti presi rendono difficile un dialogo pacato e spesso mascherano interessi di altra natura. Ho ricevuto la notizia mentre, proprio a Fuipiano, ero intento, con altri cari amici, al trasferimento del magazzino librario del Centro Studi Valle Imagna, ed ho esultato. Finalmente – mi sono detto – un segnale concreto e forte di attenzione a questi territori. Era stata, quella, una reazione a caldo, che confermo in queste riflessioni a distanza di giorni."

Vedi il testo in https://antoniocarminati.blogspot.com/2021/12/passaggio-nord-ovest-in-terra-bergamina.html?spref=fb&fbclid=IwAR2P0SdGgl8QcKvQDDTl91ZsqzqndqgXJdthbByZA3WIQB55AP5U-HIdLpU

Mercoledì, 29 Dicembre 2021 07:11

IL FIORE DELLE MUMMIE

La pianta riprodotta nella foto (scattata durante un’escursione sui monti di Premana) ha una storia plurimillenaria. Gli antichi egizi sembra la utilizzassero nelle operazioni di imbalsamazione anche a causa del buon odore che emanava durante gli interventi di mummificazione su cadaveri non esattamente profumati. E i greci ne bruciavano grandi quantità in occasione dei sacrifici rituali quando numerosi animali, in particolare buoi e capre, venivano arsi per essere offerti agli dei olimpi.

L’aroma sprigionato dal timo (di questo stiamo parlando) è infatti molto intenso e in grado di coprire il puzzo di carne bruciata che inevitabilmente invadeva la zona del sacrificio. In greco antico l’appellativo thyo, da cui timo, significa appunto “sacrifico” con evidente intento metonimico grazie al quale una parte si sostituisce al tutto. Ma esisteva anche il termine thymos (o thumos) dal significato più complesso che atteneva all’aspetto emotivo e sanguigno dell’uomo. Eraclito sostiene che “È arduo combattere contro il thumos (“brama della passione” in G. Colli “La sapienza greca - Eraclito” [A 116] pag. 107; Adephi): ciò che vuole lo compera a prezzo della vita o dell’anima”. Del timo in senso psicagogico parlano anche Platone, Aristotele, Democrito e altri “spiriti magni”. Volando a quote più basse, è d’obbligo segnalare che il timo possiede altre notevoli caratteristiche.

Viene infatti impiegato come aromatizzante in alcune preparazioni gastronomiche in sostituzione dell’origano, di cui è parente prossimo. Ma non è tutto. La farmacopea tradizionale (e non solo quella) attribuisce al timo anche proprietà digestive, antisettiche, lenitive, espettoranti e altro ancora. Dal timo, infine, le api ricavano un miele fortemente aromatico dalle tonalità speziate e retrogusto balsamico che ricorda quello dei chiodi di garofano. Concludiamo ricordando che l’appellativo di timo viene utilizzato per indicare una ghiandola endocrina dell’uomo, collocata dietro lo sterno, che ricopre un ruolo fondamentale all’interno del sistema immunitario poiché porta a “maturazione” i linfociti T durante il periodo prenatale.

In totale per la Provincia di Lecco oltre 12 milioni e mezzo di euro per 11 nuovi interventi in programma dal 2022

"Con il Bilancio appena votato potenziamo il Piano Lombardia per il nostro territorio. Grazie all’approvazione di specifici ordini del giorno, finanziamo 11 interventi stanziando oltre 12 milioni e mezzo di euro. Questo conferma l’impegno di Regione Lombardia per la provincia di Lecco. Si tratta di risorse fondamentali per lo sviluppo del territorio e che permetteranno la realizzazione di opere attese dai cittadini e dagli Enti Locali”. Lo sottolineano il Sottosegretario Antonio Rossi e i Consiglieri regionali Mauro Piazza e Antonello Formenti, che hanno presentato e sottoscritto i relativi ordini del giorno collegati al Bilancio di Previsione regionale 2022-2024, approvati del Consiglio regionale e che impegnano la Giunta a finanziare gli interventi indicati per una cifra di 12 milioni, 690 mila e 000 euro.

“Non possiamo che ritenerci sodisfatti per il grande lavoro di sintesi delle istanze territoriali che abbiamo svolto in questi mesi. Una nota di evidenza lo meritano i due finanziamenti più consistenti, quello per la variante di Primaluna e per il II lotto delle Transorobiche, progetti che riguardano sia la mobilità tradizionale che quella sostenibile, un binomio che si dimostrerà vincente e che aiuterà lo sviluppo turistico ed economico della Valsassina” concludono Rossi, Piazza e Formenti.

Tra gli interventi del nuovo piano, per quanto riguarda in particolare la Valsassina, si rilevano 6 milioni di euro alla Provincia di Lecco per la copertura finanziaria dell’intero I lotto della variante di Primaluna, risorse che vanno ad aggiungersi ai 13 milioni già stanziati con il bilancio di assestamento del 2020.

3 milioni e 300mila euro alla Provincia di Lecco per il secondo intervento di recupero della viabilità storica e valorizzazione identitaria del progetto Transorobiche Occidentali per realizzare una serie di interventi focalizzati sulla mobilità lenta che coinvolge il settore orientale della Provincia di Lecco (Comuni di Introbio, Barzio, Cremeno, Cassina Valsassina,Moggio, Morterone) lungo la dorsale orobica che dal Pizzo dei Tre Signori prosegue sui Piani di Bobbio, i piani di Artavaggio e il Monte Resegone.

250 mila euro alla Comunità Valsassina Valvarrone Val D’Esino e Riviera per la realizzazione pista ciclopedonale dell’altopiano valsassinese tra Cremeno e Moggio;

600 mila euro ad Esino Lario per la realizzazione del centro di formazione e promozione dei saperi, della creatività e della cultura con annessa foresteria volto a favorire la rivitalizzazione dell’area dell’Alto Lago di Como.

Altri interventi riguardano i Comuni della Brianza , tra cui una pista ciclopedonabile a La Valletta, e 500 mila euro al Comune di Mandello del Lario per la manutenzione straordinaria del ponte di via Segantini.

La incontriamo spesso durante le nostre escursioni estive lungo la pista ciclabile fra lo Sprizzottolo e il ponte sulla Troggia (a proposito, Troggia è maschile o femminile?). Si presenta in forma di cespuglietto dai rari ed esili steli dall’aspetto legnoso, sormontati da un apice conico sul quale sbocciano piccoli fiori bianchi dalle sfumature rosacee.

Stiamo parlando della Verbena essenza vegetale utilizzatissima in erboristeria, soprattutto in passato, per le sue innumerevoli proprietà. Presunte o reali che siano. Attorno a questo arbusto circolano antichissime leggende una delle quali vorrebbe che le prime Verbene siano spuntate dalle lacrime di Era piangente a causa delle numerose scappatelle del marito, e signore del panteon olimpico, Zeus. Altre narrazioni vogliono che la Verbena infonda forza e coraggio a chi ne consuma. I Latini la ritenevano sacra, proprio come i druidi. I sacerdoti celtici, infatti, la collocavano sullo stesso piano del vischio, essenza vegetale sacra per eccellenza.

La medicina tradizionale vuole che la Verbena possieda innumerevoli proprietà astringenti, analgesiche, antiinfiammatorie, digestive, antireumatiche. La medicina cinese pare utilizzi la Verbena per curare addirittura edemi, malaria, carbonchio. Sembra inoltre che alcune ricerche ne abbiano individuato caratteristiche antitumorali e effetti benefici contro l’Alzheimer anche se nessuno studio clinico ne ha ancora dimostrato l’efficacia. Ma siate prudenti: se avete mal di testa non preparatevi una tisana di Verbena. Molto meglio l’Aspirina.
 

Alcuni la chiamano fusaggine. Altri evonimo. Per i botanici è Euonymus europaeus. È molto difusa dalle nostre parti dove si mette in mostra (soprattutto nel tardo autunno) per i suoi bellissimi frutti rosso carminio che dopo l’apertura espongono un seme rotondo simile ad una piccola sfera di corallo arancione vivo. Fra le essenze cespugliose è forse la più resistente al freddo. In primavera appare come una pianta anonima dai piccoli fiori bianchi.

Ma all’apparire dei primi freddi, quando le ombre si allungano sul paesaggio autunnale, la fusaggine sembra rinascere a nuova vita con sorprendente e inconfondibile metamorfosi cromatica. È più nota, la fusaggine, con l’appellativo popolare di “berretta del prete” a causa della forma tetralobata del frutto chiuso che ricorda da vicino il copricapo usato fino ad alcuni decenni fa dai sacerdoti cattolici. Un tempo il legno di questa essenza vegetale trovava impiego in ebanisteria e nei lavori di intarsio oltre che in liuteria e spesso veniva utilizzato anche per produrre le forme per i panetti di burro, aghi da maglia, stuzzicadenti ed altri piccoli oggetti di uso comune.

Ancora oggi questo legno viene carbonizzato e lavorato per produrre bastoncini per il disegno a carboncino. Ma se vi imbattete nei grappoli rosso fiamma della fusaggine limitatevi ad ammirarla e non toccatela né, soprattutto, assaggiatene le bacche. Si tratta infatti di una delle specie vegetali nostrane più tossiche, addirittura mortali.

Lunedì, 15 Novembre 2021 06:28

LA TERRA PUO' ATTENDERE !

Insomma ormai è ufficiale, la COP 26 chiusasi l'altro giorno a Glasgow è stata una gran fallimento e una grande delusione per gli ambientalisti. La generica promessa di cercare di limitare il riscaldamento globale a soltanto un grado e mezzo (era stato deciso già sei anni fa a Parigi, ma nulla era stato fatto a questo riguardo) insieme ai buoni propositi di diminuire prima o poi, con una lontanissima scadenza (2050? 2070?) l'uso delle energie di derivazione fossile, condanna il mondo ad altri anni o decenni di inondazioni, piogge torrenziali, straripamenti di fiumi, acqua alta non solo a Venezia, e per inciso a qualche migliaia di morti.
Di fronte all'alternativa che i cittadini di Taranto conoscono molto bene, o l'Economia o la Salute, India e Cina in particolare hanno scelto la prima. Peccato per i nostri figli: speriamo che da vecchi riescano almeno a respirare !

 “Ma prezzi ancora troppo bassi”. Negli agriturismi, cresce la trasformazione diretta de prodotto in farina e ricette

“Da “pane dei poveri”, oggi la castagna è diventata protagonista di una cucina di ricerca e avanguardia”

 COMO-LECCO – Il raccolto delle castagne nei boschi delle due province lariane vede numeri positivi, anche se il prezzo riconosciuto ai castanicoltori è ancora troppo basso per far fronte alla situazione di rincari e costi operativi che gravano sulle stesse.

Il quantitativo è in crescita di oltre il 10% rispetto allo scorso anno, come conferma il monitoraggio effettuato da Coldiretti Como Lecco, mentre anche la produzione nazionale è in aumento con una previsione superiore ai 38 milioni di chilogrammi di ottima qualità per il frutto simbolo dell’autunno.

Un ritorno atteso dopo che negli anni scorsi si era rischiata l’estinzione per la presenza del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus) proveniente dalla Cina, che da anni infesta i boschi lungo la Penisola provocando nella piante la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni. “Contro questa minaccia – evidenzia il presidente della Coldiretti interprovinciale Fortunato Trezzi – è stata avviata una capillare guerra biologica con la diffusione dell’insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale”.

Si resta tuttavia ancora lontani – sottolinea Coldiretti Como Lecco – dai fasti produttivi del passato per quello che Giovanni Pascoli chiamava “l’italico albero del pane”, simbolo dell’autunno nei libri scolastici di molteplici generazioni di giovani scolari. Basta ricordare che nel 1911 la produzione di castagne ammontava a 829 milioni di chili, ma ancora dieci anni fa era pari a 55 milioni di chili.

La situazione è in realtà differenziata lungo la Penisola, con il potenziale produttivo in ripresa, grazie al ritrovato equilibrio nella fisiologia delle piante, la cui produzione è però stata penalizzata dalla forte siccità che ha interessato le aree produttive. Dall’analisi dei ricci emerge una ridotta pezzatura dei frutti, ma le castagne raccolte nei boschi delle due province lariane nel 2021 si sono caratterizzate per una buona qualità e non presentano particolari anomalie.

Resta comunque alto il rischio di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto da Turchia, Portogallo, Grecia e dalla Spagna, considerato che le importazioni nel 2020 sono risultate pari a ben 24,3 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori. Ancora peggiore è la situazione dei trasformati, per i quali non vi è l’obbligo di etichettatura di origine e per le farine di castagne che, non avendo un codice doganale specifico, non è neppure dato a sapersi quante ne vengano importate.

In alternativa all’acquisto delle caldarroste in città, è praticabile l’antico “fai da te casalingo” per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili. Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica o quelle sagre che si potranno svolgere in questi giorni dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne. E proprio per le sagre e per le manifestazioni che ruotano attorno al gustoso frutto del castagno, è grande attesa. Dopo le cancellazioni e le forti limitazioni provocate dalla pandemia lo scorso anno, questi eventi puntano al rilancio con la riscoperta, attraverso castagne e marroni, di piccoli borghi e località di collina e montagna.

Un modo anche per tutelare l’alta qualità della produzione made in Italy che conta ben quindici prodotti a denominazione di origine legati al castagno che hanno ottenuto il riconoscimento europeo. Cinque – precisa la Coldiretti – si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp, il Marrone di Roccadaspide Igp e il Marrone di Serino/Castagna di Serino IGP, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, ed i Marroni di Combai Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano DOP. E’ in via di riconoscimento la Castagna di Roccamonfina IGP, ma anche altre iniziative sono in corso, a testimonianza di come il mondo della castagna sia legato al territorio ed alla sua valorizzazione.

 

Un patrimonio che continua a essere presente nelle tradizioni alimentari autunnali degli italiani da consumare – conclude Coldiretti Como Lecco – in diversi modi: arrosto (dopo averle incise sul lato bombato metterle in una padella di ferro con il fondo forato e cuocerle o sul fuoco vivo o in forno per circa 30 minuti, dopo la cottura si consiglia di avvolgerle in un canovaccio umido); lesse (dopo averle lavate accuratamente, cuocerle in abbondante acqua salata per circa 40 minuti); cotte in latte e zucchero; usate per particolari ripieni, nella preparazione di primi piatti.

"Un grande successo" aveva definito Draghi il week end a Roma dedicato al G20, mentre i mariti (Primi Ministri ecc.) "bla bla blavano" sull`Ambiente (copyright Greta Thunberg) e le loro gentili consorti facevano shopping in Via Condotti, per la gioia dei Romani intrappolati in auto: ma non potevano comprarsi le borsette su Amazon ? (copyright Crozza). "Un grande fiasco" lo hanno definito molti giornali europei, soprattutto per l`indisponibilita` di alcuni Paesi a cessare con l`energia di origine fossile: la Cina, forse nel 2050, e l`India addirittura nel 2070. Per quelle date, i ghiacciai montani saranno un nostalgico ricordo, i Poli si saranno sciolti in buona parte, Venezia e molte citta` costiere saranno sommerse. "Nel lungo termine - diceva Churchill quando si trattava di ricostruire l`Europa nel dopoguerra - saremo tutti morti". Qualcuno pero` vuole aggiornare questa sua facile profezia anche nel "breve termine" !

Il prossimo venerdì 5 novembre si terrà presso la sede della Comunità Montana l’incontro di avvio del progetto AVABICAREL finalizzato all’analisi ed alla valorizzazione della biodiversità del castagno nella regione lariana.

In allegato il programma di dettaglio che prevede un convegno nella mattinata e, nel pomeriggio, una visita tecnica alla selva di Felec – Introbio.

Per iscrizioni segnalare il proprio nominativo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 2 novembre p.v.

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