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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

Anche se in Valsassina il gruppo di Sesana festeggia ancora la vittoria elettorale di Giorgia Meloni, abbiamo ogni giorno di più l'impressione che la poverina, cresciuta smisuratamente nei sondaggi negli ultimi due anni in cui è stata all'opposizione, avrebbe preferito che il Governo Draghi risolvesse i gravosi problemi che si presentano, in primis il costo delle bollette, rimanendo in carica ancora un annetto o due.
Forse lei sarebbe addirittura più "draghiana" di Calenda !
Invece la povera Giorgia, che non è laureata in Economia politica come il suo predecessore ma probabilmente è anche una ragazza intelligente, ha capito che i suoi due "sodali" (Berlusconi e soprattutto Salvini) non le daranno vita facile: inc..zati neri (loro si, "neri" !) per avere regalato milioni di voti a Fratelli d'Italia, le pongono condizioni come se le elezioni le avessero vinte loro.

Poco graditi i "Tecnici" di alto livello, la maggior parte dei quali purtroppo per lei hanno risposto "No grazie", la povera ragazza sarà costretta a creare un Governo qualsiasi con la stessa materia prima (con poche variazioni) che già aveva dato pessime prove di sè nei Governi Berlusconi precedenti.
Cioè quelli, tanto per ricordare, ma in Italia gli elettori purtroppo hanno poca memoria, che nel 2008-2011 hanno portato l'Italia sull'orlo del Default e del disastro finanziario, quando il famoso Spread con la Germania era a 500 e intervenne "la Culona" (copyright Sallusti) cioè la Merkel, per far sostituire Berlusconi con Monti e far avanzare le sue "draconiane" riforme (in primis quella della Fornero sulle Pensioni) pomposamente intitolate "Salviamo l'Italia" !

Nè molto meglio era andata nel precedente Governo Berlusconi 2 , tra il 2001 e il 2006 (Ministro dell'Economia sempre Giulio Tremonti) quando nessuno si curò di evitare che il cambio Euro-Lira fosse rispettato a 1936,27 lire per euro, come era stato stabilito da Ciampi nel Trattato di Maastricht di dieci anni prima, invece di finire al più facile da conteggiare 1000 lire per euro.

Il risultato, anche se pochi lo ricordano, fu un sostanziale dimezzamento dei salari dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che improvvisamente si trovarono lo stipendio praticamente decurtato della metà, e un costo della vita raddoppiato.
Chi guadagnava 1.500.000 lire al mese (stipendio medio di un insegnante o un impiegato) si trovò da un giorno all'altro con circa 780 euro, mentre i prezzi lievitavano.

Per esempio una Fiat Uno che fino al 2001 costava 9 milioni di lire si trovò prima a poco più di 5.000 euro, per arrivare però poi molto presto pochi mesi dopo a 9.000 euro.

Se queste sono le prospettive e le persone a cui dobbiamo riporre le nostre speranze di uscire dalla crisi terribile in cui siamo di nuovo entrati, cioè post Covid più inflazione, dovuta anche agli effetti perversi della guerra in Ucraina, facciamo prima ad emigrare in Africa, seguendo il percorso inverso dei migranti (così facciamo contento Salvini)!
Comunque Forza Giorgia, non possiamo che sperare in te, sei tutti noi !!

 

 

Giovedì, 01 Settembre 2022 06:11

GORBACEV E PUTIN, I DUE OPPOSTI

La figura di Gorbacev e quella di Putin hanno qualche elemento di comunanza, soprattutto nell'opinione pubblica russa. Sono esattamente l'uno il contrario dell'altro, e da qui la freddezza del Cremlino per eventuali funerali di Stato dell'ultimo leader sovietico.

Gorbacev ha portato nel 1991 alla disintegrazione del sistema sovietico senza però controllarne le conseguenze, a dire il vero anche per il tentativo di colpo di Stato di militari e l'intromissione di un alcolizzato corrotto come Eltsin. In un colpo solo la Russia, già abituata da anni ai negozi vuoti e ai viveri razionati, raggiunse però il punto più basso della sua economia e del vivere civile : collasso totale dell'economia, nel passaggio dalla statalizzazione alla proprietà privata, stipendi e pensioni non pagate, default totale del sistema, di cui si sono avvantaggiati solo i famosi oligarchi, che hanno comprato per poche migliaia di rubli le immense ricchezze minerarie ed energetiche, comprese fabbriche e industrie, che prima appartenevano allo Stato Sovietico.
Oltre alla disintegrazione e all'allontanaento di quei territori che gli Czar avevano annesso all'Impero Russo già da secoli: non solo le repubbliche baltiche, ma Kazakistan, Turkmenistan, Georgia (ricca di giacimenti minerari, era la patria di Stalin), Armenia, Moldavia e molti altri, compresa l'Ucraina.

In quel terribile 1991 la gente comune a Mosca faceva letteralmente la fame, e molte donne non avevano altra scelta che prostituirsi. Potrei per fare un esempio citare una molto singolare email che mi era arrivata da Internet (all'epoca ero tra i non molti italiani che se ne occupavano) che devo ancora avere da qualche parte, e che diceva più o meno così:" Caro signore, siamo i Generali dell'Armata Rossa Dimitrj ecc. ...( i nomi non li ricordo) , da mesi non riceviamo più lo stipendio nè la pensione, abbiamo deciso perciò di vendere i pezzi pregiati del nostro già glorioso esercito". Non si trattava di armamenti, cosa che sarebbe stata illegalissima : la CIA, i Servizi Segreti Americani, era già giustamente preoccupatissima che qualche Generale russo vendesse a qualche Governo interessato le numerose bombe atomiche di cui l'URSS disponeva, in particolare a Gheddafi o a qualche altro dittatore in Africa.
Non è molto noto, ma il mondo all'epoca registrò una soglia di pericolo altissimo, soprattutto riguardo alla possibile e incontrollata proliferazione nucleare.

Quello che i Generali volevano vendere, anche a me se possibile, erano soprattutto mezzi di trasporto e caccia aerei: i famosi MIG 21 e MIG 23 (venduti per solo 200.000 dollari circa, un vero affare) gli altrettanto famosi e giganteschi Elicotteri da trasporto Antonov, che avevano partecipato alla guerra in Afghanistan (mi sembra 80.000 dollari, anche se di seconda mano un affarone !) oltre a una lunga lista di mezzi minori (anche camions).

Questo i Generali: gli altri cercavano di arrangiarsi come potevano. Poi, nel 2000, la svolta con Putin. Putin è diventato popolarissimo in questi ultimi 20 anni, fino a questo tragico 24 Febbraio 2022, proprio perchè ha saputo risollevare l'economia e il popolo russo. Il suo livello di consenso era (e forse è ancora) altissimo : ho avuto ad esempio degli alunni e anche una collega insegnante a cui non si poteva rivolgere nessuna critica su Putin, "siete voi occidentali che non lo capite".

Le condizioni della società russa si sono molto sollevate, dal punto di vista economico, in questi ultimi anni, anche se gli effetti delle Sanzioni potrebbero riportare indietro il tenore di vita dei Russi (ma mai al livello del 1991).

I Russi sono abituati a soffrire, e a sopportare anche delle autorità dittatoriali: fu così nella grande crisi del 1922, in quella di dieci anni dopo (l'Holodomor) , nella II Guerra mondiale ecc.
Ma hanno un forte senso di patriottismo. Gorbacev ha distrutto il grande Impero Russo-Sovietico, cominciatosi a creare con lo Czar Ivan IV il terribile alla metà del Cinquecento.
Putin ha rafforzato quello che ne è rimasto, cioè la Russia, e per difendersi oggi punta sul vittimismo, sulla strana teoria propagandistica che "gli Occidentali vogliono distruggere la Russia". Sarà difficile scalzarlo, e sarà difficile che siano gli stessi Russi a farlo fuori, almeno politicamente !

 

Domenica, 21 Agosto 2022 14:24

MELONI E LA FIAMMA TRICOLORE DEL MSI

Quella che c'è andata giù più dura è probabilmente la cantante (da sempre un po' "sopra le righe") Loredana Bertè, rivolgendosi così alla fondatrice di Fratelli d'Italia: "Signora Meloni, dunque, quando una senatrice come Liliana Segre chiede che sia cancellata dal suo logo quella fiamma che ricorda chiaramente il fascismo e le sue conseguenze, lei la rimuove e basta, senza arrampicarsi sugli specchi con scuse improbabili. Lei la rimuove, ha capito? Mi sembra il minimo per il rispetto che si deve a una signora che ha passato quello che ha passato. ..Si vergogni, signora Meloni."

Meloni a quanto sembra invece non intende rimuoverla assolutamente. Ma da che cosa nasce quella fiamma ? Era il simbolo del Movimento Sociale Italiano, il Partito di estrema destra fondato dai sopravvissuti al Fascismo già nel Dicembre del 1946.
Si chiamava Sociale, rifacendosi alle "dottrine della Socializzazione", cioè quelle presunte "mine politiche" che Mussolini avrebbe voluto lasciare in eredità alla nuova Italia post-fascista una volta compreso che non aveva più scampo.

La Repubblica Sociale Italiana, altresì detta di Salò, proprio il 20 aprile 1945 aveva pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" le cosiddette Leggi sulla Socializzazione, che comprendevano la nazionalizzazione di gran parte delle fabbriche (quelle sopra i 100 operai), la compartecipazione degli operai alla gestione e ai redditi delle industrie.
Un progetto rimasto naturalmente sulal carta, ma sul quale Mussolini insisteva fin dal 1944 (Congresso di Verona) nel tentativo un po' goffo di "portare il Partito Fascista Repubblicano più a Sinistra del PCI" e di ingraziarsi gli operai, ma naturalmente era ormai troppo tardi.

Molto in sintesi dopo la fine della "guerra civile", e dopo il 25 aprile, ai Fascisti sopravvissuti rimanevano tre alternative:

1) Farsi uccidere dai Partigiani, in quanto responsabili di "crimini di guerra" (torture, fucilazioni  di partigiani ecc.) a volte dopo una sentenza di un improvvisato "Tribunale del Popolo" (vi partecipò anche l'introbiese Mario Cerati) ma più spesso anche senza. Il Generale  Alexander, subito dopo il 25 aprile, aveva dato ai Partigiani "tre giorni di tempo per fare pulizia" dei Fascisti troppo compromessi. Questi tre giorni, come hanno purtroppo hanno dimostrato le opere di Giampaolo Pansa ("Il Sangue dei Vinti") sono diventati praticamente due anni, fino al 1947, con l'Amnistia di Togliatti.

2) Consegnarsi agli Americani (non certo ai Partigiani) come fece il furbo Maresciallo Rodolfo Graziani, comandante in capo dell'Esercito RSI, che si fece catturare dagli Alleati a Mandello: con le stragi che aveva ordinato in Etiopia e in Libia,negli anni '30, ancora prima della II Guerra Mondiale, lui sì che era un vero "criminale di Guerra" !
La speranza (andata a buon fine) di questi era quella di passare qualche mese nel Campo di concentramento di Coltano, vicino a Pisa, allestito dagli Americani, ma che nel 1946-47 ospitò fino a 32.000 fascisti provenienti da tutta Italia (vi passarono tra gli altri personaggi diventati poi celebri come Raimondo Vianello, Walter Chiari, Enrico Ameri e persino Dario Fo) per poi tornare liberi dopo pochi mesi, come infatti avvenne.

3) Scappare, andare in esilio, oppure nascondersi come fece Giorgio Almirante, il quale passò quasi due anni al chiuso di un vagone merci ferroviario (come quelli che fino a qualche anno prima avevano portato gli Ebrei dal Binario 21 di Milano ad Auschwitz), assistito solo da Donna Assunta, fino al 1947.

Il 1947 fu l'anno decisivo: ritrovatisi gli ex "camerati" in stato di libertà, nacque già nel Dicembre 1946 il Partito, anzi "Movimento", che raccoglieva reduci e nostalgici del "glorioso Ventennio" (De Marsanich, Romualdi e altri).
Che ruolo aveva la "fiamma tricolore" nel logo dell'MSI ? In realtà le interpretazioni erano già variabili all'epoca: dalla fiammella che stava accesa sulla tomba del "Duce" a Predappio, all'idea di una "fiamma " nazionalista che mai si sarebbe spenta , in quello che il Duce immaginava avrebbe dovuto essere "il Secolo del Fascismo".

Insomma, le ipotesi sono diverse: il fatto però che la Meloni voglia tenere nel suo simbolo un elemento così controverso e marcatamente "nostalgico" non è un buon viatico per la sua nuova carriera politica, che anche lei si sta immaginando. E' in ogni caso un simbolo legato a un passato a dir poco ambiguo e molto torbido. Avrebbe fatto meglio a liberarsene e a togliere così ogni velo di ambiguità ai suoi progetti politici.
Segua un bel consiglio, signora Meloni: dia retta, per una volta, alla "signora" Bertè !

 

Sabato, 23 Luglio 2022 12:20

IL SIGNOR BONAVENTURA

Le prime uscite elettorali di Silvio Berlusconi, galvanizzato (verbo che non uso a caso) dalla possibilità di rientrare in quel Parlamento che l'aveva estromesso nel 2014, e dopo un'esperienza fallimentare per tentare di diventare Presidente della Repubblica, lasciano abbastanza sconcertati ( cominciamo bene !).
Memore di promesse elettorali di vari lustri orsono, ha promesso la pensione a tutti almeno a 1.000 euro (l'aveva già detto nel 2001, 1 milione di lire, rinverdita nel 2017 e nel 2018) e soprattutto "un milione di posti di lav.. ops un milione di alberi" se verrà eletto.
Piantare un milione di alberi è certamente più facile che trovare un milione di posti di lavoro, soprattutto in una economia in recessione. Ma è quel "milione" che ci fa venire un sospetto, e anche un senso di commozione.
Ci ricorda il Corriere dei Piccoli anni '60, quando il grande disegnatore Sergio Tofano inventò il "signor Bonaventura" , che insieme al suo cagnetto passava per mille traversie, ma poi alla fine veniva sempre compensato con un assegno da "un milione" (all'epoca in lire, naturalmente).
Caro "Corrierino" e caro Bonaventura: quell'accidenti di Berlusca, come al solito, ci prende sul sentimentalismo, a noi che eravamo bambini e adesso siamo pronti per la pensione. Speriamo che almeno sia di 1.000 euro !

Minacciate pace e democrazia in Europa, il PD condanna fermamente l’invasione dell’Ucraina

Lo spettro della terza guerra mondiale ha svegliato gli europei giovedì mattina, mentre i boati dell’artiglieria russa risuonavano nelle città e sulle infrastrutture dell’Ucraina. Immediata e molto ferma la presa di posizione del Partito Democratico che, con il segretario Enrico Letta, ha chiesto sanzioni dure e massima compattezza europea, in totale sintonia con il premier Draghi. Tutto il Pd è solidale con il popolo ucraino e condanna l’aggressione dell’esercito di Putin e per questo si mobilita, nella società e nelle istituzioni, per i valori irrinunciabili della difesa della pace e della democrazia.

L’invasione dell’Ucraina, pianificata e lanciata da Putin, pone la Russia al di fuori delle regole internazionali. La guerra è entrata in Europa e le conseguenze di questo conflitto sono imprevedibili.
Il presidente del Consiglio Draghi ha rivolto, a nome dell’intero popolo italiano, un messaggio di vicinanza e piena solidarietà al popolo ucraino e al presidente Zelensky per la violazione del loro territorio. Da parte dell’intera Unione Europea è stato lanciato un appello affinché la Russia ritiri immediatamente e in modo incondizionato le proprie truppe fuori dai legittimi confini dell’Ucraina. Nelle prossime ore verranno varate pesanti sanzioni a carico della Russia, perché quanto accaduto non può rimanere senza una ferma risposta. In tutti noi c’è grande preoccupazione per quello che sta accadendo: pochi credevano che Putin potesse arrivare a tanto e ci si chiede se e quando si fermerà.

Nei giorni scorsi abbiamo notato molti distinguo e atteggiamenti di più o meno velata giustificazione del leader russo, ma l’invasione dell’Ucraina dovrebbe aver spazzato via ogni dubbio riguardo l’impossibilità di dialogare con una Russia che ha deciso scientemente di porsi al di fuori delle regole del diritto internazionale. C’è grande preoccupazione per le possibili conseguenze economiche del conflitto e delle sanzioni che potrebbero colpire la Russia, anche e soprattutto per la Lombardia, che ha solide e diffuse relazioni con la Russia stessa. Di fronte a un attacco alla democrazia e alla scelta deliberata della guerra non possiamo però farci frenare da queste preoccupazioni: serve una risposta immediata per difendere la libertà e la pace. La guerra è una sconfitta per tutti.

Nella foto: un momento della manifestazione per l'Ucraina tenutasi ieri a Leco davanti al Palazzo del Comune

Lunedì, 14 Febbraio 2022 14:36

L'ABBANDONO DI MARINELLA

Dispiace veramente l'abbandono di Marinella Maldini dalla Segreteria provinciale del PD lecchese, che purtroppo dimostra ancora una volta che i problemi famigliari (una grave malattia che ha colpito suo marito) si scaricano più facilmente sulle donne che non sugli uomini. Una signora educata, gentile e perbene, come raramente se ne trovano in politica : Marinella, andata in pensione dopo aver lavorato per molti anni nella Segreteria scolastica della Scuola Media di Casatenovo, ha guidato il PD lecchese dalla sua elezione avvenuta con le Primarie del 2018 , subito dopo le elezioni politiche andate non tanto bene per il PD, e poco dopo la fuoriuscita di Bersani, D'Alema e della componente più a sinistra, succedendo a Fausto Crimella, e guidando il Partito in anni piuttosto travagliati. Dalla scelta di spostare la sede da una zona disagiata all' attuale/vecchia sede in Corso carlo Alberto (era la sede del PDS, già di proprietà del Partito).

Ma soprattutto a livello politico ha affrontato la per anni annunciatissima scissione dei "renziani", che ha avuto un qualche successo solo a Valmadrera e in qualche paese della Brianza, ma in generale si è rivelata un fallimento rispetto alle aspettative dei promotori, in particolare del Sindaco di Valmadrera Antonio Rusconi, che è riuscito soltanto nella bella impresa di far perdere le Elezioni provinciali al Centrosinistra nel Gennaio di quest'anno.

Proprio il Rusconi a dire il vero era stato il primo a caldeggiare l'elezione di Marinella: che però aveva affrontato con abilità anche le ultime elezioni cittadine, vinte nel 2020 dal centrosinistra per una manciata di voti.

Insomma, un bilancio politicamente positivo, e un affetto guadagnato che tutti i Segretari di Circolo del PD in queste ore le stanno testimoniando:" Penso che Marinella abbia guidato il nostro partito con equilibrio e passione in una fase molto complicata, avendo sempre grande attenzione per i nostri circoli e le nostre realtà territoriali, che sono l'ossatura del PD. A lei va il mio ringraziamento più sincero e grande per tutto il lavoro svolto in questi anni. Sono sicuro che, anche da semplice iscritta, il suo impegno per il PD non verrà mai meno!" scrive  Michele Castelnovo:"Non la ringrazierò mai abbastanza per avermi dato fiducia chiamandomi a fare parte della sua segreteria dal 2018, quando avevo appena 26 anni, fino a oggi, prima come responsabile comunicazione e poi come responsabile organizzazione provinciale".
Altri ringraziamenti e auguri dai Segretari di Circolo di Bellano (Andrea Nogara) , di Missaglia (Sergio Brambilla), di Casatenovo (Andrea Pirovano), e molti altri: tutti sottolineano la sua disponibilità e la sua attenzione anche ai problemi locali. Non sarà facile sostituirla !

Domenica, 13 Febbraio 2022 07:23

LA CRISI UCRAINA COME CUBA

La crisi internazionale dovuta alla mobilitazione russa ai confini dell'Ucraina a me ricorda molto la cosiddetta "crisi di Cuba", che nel 1961 portò anche allora al forte rischio di scatenare la Terza Guerra Mondiale.
Cosa successe nel 1961 ? A Cuba Fidel Castro aveva appena concluso vittoriosamente la sua "Revolucion", scacciando il dittatore corrotto e filo-americano Fulgencio Batista. Il nuovo regime comunista imposto dal "Lider Maximo" aveva bisogno di alleati, visto che fin dal primo momento gli Stati Uniti cercarono di strangolare il nuovo pericoloso vicino sia con l'embargo economico sia con tentativi (a dire il vero un po' maldestri) della CIA di assassinare lo scomodo "barbudo".

L'alleato non poteva che essere l'Unione Sovietica, sede e faro della Terza Internazionale Comunista. Nel pieno quindi della cosiddetta "Guerra Fredda", Fidel Castro non si limitò a proporre all'URSS una forte vicinanza politica ed economica (pur con i limiti già allora presenti nell'economia reale sovietica) ma propose a Nikita Kruscev, Primo Ministro e Presidente del Soviet Supremo (il Parlamento Russo) di utilizzare Cuba per piazzarvi missili nucleari e postazioni militari sovietiche.

L'Alt dell'America fu immediato. Il Presidente Statunitense John Kennedy, Democratico, avvisò Kruscev che l'America si sarebbe opposta a qualsiasi costo all'installazione di missili sovietici così vicini al territorio Americano, anche a costo di iniziare una nuova guerra. Kruscev tentennò per qualche giorno (gli storici affermano che il mondo fu allora vicinissimo alla catastrofe, i missili sovietici erano già in viaggio per Cuba) ma poi alla fine si decise per la cosa giusta, e i missili russi fecero marcia indietro.

Il concetto della "Guerra Fredda" infatti si basava (e si basa ancora) su problemi di tempo. Se gli USA ad esempio avessero deciso di lanciare dei missili nuclari su Mosca, e di distruggerla completamente come Hiroshima nel 1945, l'URSS avrebbe dovuto avere qualche minuto di tempo per decidere la contromossa e di lanciare i suoi missili su New York (e di distruggere anche quella). O viceversa.

E' per questo che il Presidente Americano, da sempre, non si separa mai dalla famosa "valigetta": in essa sono contenuti codici segreti per il lancio dei missili nucleari. L'operazione però deve essere decisa nell'arco di pochissimi minuti (o di secondi), cioè quelli che servono ai missili per raggiungere il territorio "nemico" e distruggerlo.

In pochi minuti (o secondi) il Presidente Americano, o Russo, deve quindi decidere, magari in piena notte, appena svegliato dal sonno, se controbattere alla disastrosa offensiva nemica rilanciando i propri missili verso l'Olocausto nucleare: e naturalmente tutti speriamo che ciò non possa mai accadere !

Però più le basi sono vicine, meno tempo ( e secondi) il Presidente e i suoi Generali hanno per decidere la contromossa. Cuba era troppo vicina al territorio americano: i missili vi sarebbero arrivati in pochissimi minuti. L'Ucraina, che tra l'altro fino al 1991 faceva parte dell'Unione Sovietica, ed è da sempre la porta della Russia, scavalcata in un batter d'occhio dai mezzi corazzati Tedeschi nel 1941, lo stesso.

Mettere i missili NATO in Ucraina vuol dire metterli alle porte di Mosca. E' questo che Putin chiede da anni agli Stati Uniti: "Avete già nella NATO la Polonia, e persino la Lituania e l'Estonia: almeno l'Ucraina no" !

Ultima nota: sarebbe importante che l'Europa facesse sentire la sua voce. Siamo noi quelli che abbiamo più da rimetterci in caso di guerra, a partire dal taglio delle forniture di energia, già oggi carissima. Gli equilibri nati dalla Seconda Guerra Mondiale sarebbe forse il caso di rimetterli in discussione: sono passati molti anni dal 1945, e sono successe molte cose, a partire dalla scomparsa dell'URSS, oltre all'affacciarsi di una nuova potenza mondiale come la Cina.
Forse sarebbe il caso di ripensarci, proprio come fece Breznev nel 1961.

Giovedì, 10 Febbraio 2022 10:46

LETTERA APERTA A "GIUSEPPI"

Personalmente ho sempre avuto molta stima e affetto per l'ex Premier Giuseppe Conte, defraudato dal Governo poco più di un anno fa, dopo aver ricevuto la Fiducia sia dalla Camera che dal Senato (quando qualcuno si esalta per la rielezione di Mattarella dovrebbe ricordare anche questo !) e da allora in campo per fare il leader di un Movimento supergassoso, ma ormai ai fiati finali, come un palloncino bucato prima di finire a terra, come i 5 Stelle.
Caro "Giuseppi" dai retta a un consiglio da amico, non è roba per te ! Grillo, che adesso ritornerà a fare il "Padre Padrone", te lo voleva impedire già un anno fa e senza saperlo stava per farti un grosso favore. Lasciali fare: con il senno di poi (ma anche quello di prima) un anno fa avresti fatto molto meglio a dire:" Grazie ragazzi, è stata una bella esperienza, ma adesso torno in cattedra a Firenze a insegnare" ! Anche Enrico Letta secondo me avrebbe fatto meglio a dire così, dopo il ritiro di Zingaretti, ma almeno lui uno stipendio da parlamentare l'ha recuperato ! Tu è un anno che sei in aspettativa senza stipendio, ma chi te lo fa fare ?
Cogli l'occasione e scappa ! Magari tra un anno ti ricandiderai (ti consiglierei nelle liste del PD, mi sembrano più adatte a te) e sicuramente avrai molti voti, visto che il tuo gradimento è rimasto alto.
Dai retta a Zarathustra: od ora o mai più !

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